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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
In un recente articolo pubblicato su ERA (European Rolfing Association), "What is pain?", scritto da Tim Cacciatore, PhD, e Mari Hodges, MScMed, si affronta una domanda che sembra ovvia ma non lo è: cos'è davvero il dolore? È un tema che tocca da vicino chi pratica il Rolfing®, perché capita spesso, che in uno studio, una persona arrivi con un dolore che porta avanti da mesi, a volte da anni, e se ne vada muovendosi in modo diverso, respirando più liberamente. Cosa succede davvero in quel passaggio? Per capirlo, dobbiamo prima mettere in discussione un'idea che diamo per scontata: che il dolore sia la fotografia fedele di un danno nei tessuti. È un'intuizione naturale, fa male, quindi qualcosa è rotto, e la soluzione è aggiustare quella parte. Ma decenni di ricerca sul dolore raccontano una storia più articolata. Il dolore non è la lettura diretta di un danno tissutale: è meglio descriverlo come un sistema di allarme, il cui compito è proteggere il corpo. Il danno può certamente contribuire, ma il legame è molto più libero e complesso di quanto sembri. Quando dolore e danno si separano La prova più chiara arriva da tutti quei casi in cui dolore e danno non coincidono. Pensiamo al dolore dell'arto fantasma: una persona sente male in una gamba o un braccio che non esiste più. Non è un dolore "nell'arto", che non c'è, eppure è reale, e in alcuni casi si attenua con trattamenti che agiscono sulla rappresentazione cerebrale dell'arto mancante, senza toccare il corpo. O pensiamo alla colonna vertebrale: una protrusione discale visibile in una risonanza sembra una causa evidente di dolore, e spesso viene trattata come tale. Ma la colonna cambia con l'età, quasi sempre senza conseguenze: la maggior parte delle persone senza alcun dolore al collo presenta comunque alterazioni discali simili. Struttura e dolore, insomma, non si corrispondono in modo semplice o prevedibile. Non serve nemmeno una lesione per osservarlo: la nostra esperienza del dolore cambia di ora in ora con l'umore, lo stress, il livello di attenzione, mentre i tessuti sottostanti restano identici. Un sistema che dialoga con tutto il corpo Se il dolore non è un segnale fedele che risale dai tessuti, cos'è allora? È un processo protettivo: il sistema nervoso interpreta una gamma molto ampia di informazioni legate alla sopravvivenza e alla protezione, non solo lo stato dei tessuti. Questo non significa che si possa "pensare" di uscire dal dolore, significa che il cervello integra dati che vanno dalla struttura anatomica al contesto emotivo e comportamentale. Nel passaggio dal dolore acuto a quello cronico, questo sistema di allarme può diventare sempre più sensibile e sempre meno legato allo stato reale dei tessuti: prende, in un certo senso, vita propria. Ed è qui che cercare a tutti i costi una struttura danneggiata da "trattare" può disorientare, distogliendo l'attenzione dai fattori che davvero alimentano il dolore. Il ponte con il Rolfing È esattamente in questo spazio che il lavoro Rolfing trova il suo significato più ampio. Accanto ai cambiamenti nei tessuti, nella Fascia, nei pattern muscolari, la serie delle 10 sessioni agisce anche sui processi percettivi e fisiologici più ampi coinvolti nell'esperienza del dolore. Aiutare una persona a comprendere il proprio dolore, a ritrovare fiducia nel movimento e nel proprio dialogo con la Gravità, è già di per sé parte del rimedio. Con circa una persona su cinque che convive con dolore cronico, non è un tema di nicchia: è una delle ragioni più comuni per cui le persone si rivolgono a un Rolfer®. Fonte: "What is pain?", European Rolfing Association (rolfing.org) A cura di Tim Cacciatore, PhD e Mari Hodges, MScMed, 2026.
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Il tema rappresenta i molti modi in cui l'ERA e il Rolfing® sono collegati e interconnessi con il mondo che ci circonda. In particolare, evidenziando la nostra "interconnessione" con l'International Fascia Research Congress 2018 nel corso del quale saranno presentate le ultime ricerche scientifiche su questo straordinario tessuto. Nel corso dell'evento saranno organizzati incontri, workshop e numerosi incontri per incontrarsi e confrontarsi. Dettagli ed approfondimenti sul sito di European Rolfing® Association : www.rolfing.org MAGGIORI INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI QUI EARLY BIRD registration è aperta fino al 31 Maggio; Dal primo Giugno saranno applicati i Regular Price.
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In occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, i Rolfer di tutta Italia, aprono le porte dei loro studi ad una serie di iniziative locali atte a farvi ritrovare benessere per il vostro corpo e la vostra mente. L'occasione per scoprire il Rolfing® e fare un check-up per ripartire con maggiore equilibrio e benessere. TANTE INZIATIVE PER STAR BENE Dopo la pausa forzata, da Covid-19, numerosi Rolfer aderenti all'iniziativa proporranno per tutto il mese di Maggio sconti, promozioni, letture posturali, incontri e tanto altro ancora per il vostro benessere! Per ripartire insieme e aiutarvi ad affrontare con maggior equilibrio e dinamicità i prossimi mesi. Contatta il Rolfer più vicino a te per scoprire quali iniziative ha dedicato a questa ricorrenza, clicca nel link sotto: TROVA IL ROLFER NELLA TUA CITTA' LIBERI DI STAR BENE CON IL ROLFING Il Rolfing® è il metodo di lavoro corporeo che mira a stabilire armonia ed equilibrio nella struttura corporea, attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Incontrare il "Rolfing" significa liberarsi dai fastidi di ogni giorno, risolvendo mal di schiena, dolori cervicali, dolori alle gambe ma anche migliorare la propria postura o incrementare le proprie performance artistiche o sportive. Trova il rolfer più vicino a te per scoprire le iniziative messe in atto. Liberati dalle restrizioni del tuo corpo e inizia a star bene! TROVA IL ROLFER LA GENIALE INTUIZIONE DA CUI TUTTO HA AVUTO ORIGINE La dott.ssa Ida Pauline Rolf (1896-1979) è stata una biochimica e docente statunitense, fondatrice del metodo "Integrazione Strutturale" oggi noto come "Rolfing". La sua geniale intuizione ha orientato la Ricerca Scientifica sulla Fascia ispirando numerosi ricercatori in tutto il mondo. I risultati di tali ricerche oggi hanno migliorato e affinato la pratica professionale rendendola altamente efficace per il benessere del corpo nella sua integrezza. Scopri di più su Ida. P. Rolf
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...ciò consente lo svolgimento di tutte le funzioni (respirare, camminare, sedersi, piegarsi, correre ecc.) senza tensioni e con il minimo dispendio di energia. Immaginiamo il corpo come idealmente costituito da settori impilati l’uno sull’altro seguendo un ordine intorno all’asse verticale rappresentato dalla colonna vertebrale (...) Ecco un estratto di un interessante approfondimento di Angela Biancalani, Certified Advanced Rolfer™ , pubblicato nella sezione "Salute" della rivista online LIFEGATE.it CLICCA QUI PER LEGGERE L'INTERO ARTICOLO Angela Biancalani è una Certified Advanced Rolfer™ che opera a Firenze, Per maggiori informazioni qui
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Dopo il periodo estivo, con la ripresa del lavoro ritornano anche i soliti fastidi: mal di schiena, dolori alla cervicale, mal di gambe... IL MOMENTO GIUSTO E' ADESSO! Questo è il momento giusto per chiamare il Rolfer® più vicino a te. Il Rolfing® ho rivoluzionato il metodo di lavoro corporeo, chi lo ha già provato ha ritrovato una maggiore armonia ed equilibrio nella struttura del proprio corpo, ottenuta attraverso il tocco fasciale di un Rolfer Certificato e una educazione al movimento in gravità. TROVA IL ROLFER Grazie al Rolfing® è possibile migliorare la propria postura, le performance atletiche, la propria flessibilità, o risolvere fin dalla prima seduta problemi comuni come mal di schiena, torcicollo, mal di gambe e altri vari fastidi tipici della vita quotidiana. Non aspettare, inizia a star bene con il Rolfing: il metodo innovativo che ri-allinea il tuo corpo e dona maggiore elasticità, dinamicità e benessere. CHIAMA ADESSO Se non vuoi aspettare, chiama adesso, la nostra segreteria saprà indirizzarti verso il Rolfer più vicino e adatto alle tue esigenze. Ricorda, Il Rolfing è adatto a tutti: bambini, adolescenti, adulti ed anziani, il metodo si adatta alle esigenze individuali restituendo sempre una piacevole sensazione di benessere e cambiamento strutturale. Star bene è facile! Basta volerlo!
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Cosa accade quando un attore riscopre la propria voce non in un’aula di teatro, ma su un lettino di Rolfing®? David George Delaney, performer, attore e Certified Advanced Rolfer®, ha vissuto in prima persona questa trasformazione. La sua storia è il perfetto esempio di come il corpo e la voce siano legati da un filo invisibile ma potentissimo: quello della fascia. Attraverso il Rolfing® Delaney non solo ha ritrovato un’espressione vocale autentica, ma ha anche dato vita a un metodo che unisce la consapevolezza corporea alla potenza comunicativa della voce. Cosa significa "Voce Naturale"? Nel mondo della recitazione, si parla spesso di "voce naturale". Ma cosa significa davvero? Secondo Delaney, significa rimuovere gli ostacoli: tensioni, posture rigide, blocchi invisibili che limitano la libertà espressiva. E qui entra in gioco il Rolfing®, con i suoi effetti profondi su: Allineamento posturale – Una postura bilanciata apre lo spazio per una respirazione più piena e una voce più stabile. Rilascio fasciale – Liberare collo, spalle e torace permette alla voce di vibrare con maggiore potenza e risonanza. Consapevolezza corporea – Riconoscere le proprie abitudini posturali e modificarle significa dare alla voce un terreno fertile su cui crescere. Espressività autentica – Un corpo più libero consente una voce più vera, intensa e capace di toccare chi ascolta. La bellezza di questo approccio? Non serve essere attori o cantanti per beneficiarne. Chiunque usi la propria voce – per lavoro, per passione, o semplicemente per comunicare meglio – può trovare nel Rolfing® un potente alleato. Delaney ci ricorda che la voce non è solo un suono: La voce è il riflesso del nostro stato interno, della nostra vitalità, della nostra presenza nel mondo. Leggi l’intervista completa pubblicata sul Structural Integration Journal, in cui Delaney racconta il suo percorso, le sue fonti di ispirazione e come il Rolfing® abbia cambiato il suo modo di abitare il corpo e la voce. Leggi l'articolo originario qui Fonte: https://www.sfijournal.org/
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Benvenuta Primavera... Sapevi che grazie al Rolfing® puoi respirare senza sforzo e liberamente! L'Integrazione Strutturale Rolfing® può aiutare a respirare con maggiore facilità e profondità. Molto spesso, i tessuti miofasciali del torace e della cintura scapolare sono così accorciati che le costole non possono muoversi liberamente durante la respirazione. Lavorando sulla mobilità della gabbia toracica, i Rolfers® si assicurano che il respiro possa diffondersi in tutto il corpo. Questo meraviglioso nuovo modo di respirare liberamente è un'esperienza speciale per molti clienti. Trova il Rolfer più vicino a te CLICCA NEL LINK SOTTO: TROVA UN ROLFER
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Come cambia il corpo dopo un ciclo di sedute di Rolfing? Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Clinical Medicine (Schleip et al., 2025) ha cercato di rispondere a questa domanda,e ha rilevato chiari miglioramenti nella mobilità, nell’equilibrio e nella funzione respiratoria. Più spazio per il movimento e la respirazione Nel corso di oltre vent’anni sono stati raccolti i dati di 563 partecipanti, tutti sottoposti al classico ciclo delle 10 sedute di Rolfing® Integrazione Strutturale. Prima e dopo il trattamento, sono stati effettuati test sulla mobilità di anche e ginocchia, misurata la simmetria del tronco e registrata l’espansione toracica durante la respirazione. Il risultato è stato sorprendente. Come riportano i ricercatori: “Tutti i parametri hanno mostrato miglioramenti statisticamente significativi dopo l’intervento.” Il Rolfing® lavora con la fascia, il tessuto connettivo che attraversa l’intero corpo. Quando la sua elasticità o coordinazione cambiano, questo può influenzare la postura, la respirazione e la mobilità. Lo studio discute diversi possibili meccanismi, che spaziano dal miglior scorrimento fasciale ai cambiamenti del tono muscolare e della consapevolezza corporea. I cambiamenti più evidenti sono stati osservati in tre aree: Maggior mobilità nelle articolazioni di anche e ginocchia Riduzione delle asimmetrie del tronco Espansione più completa del torace durante l’inspirazione profonda “Le Dieci sedute di Integrazione Strutturale Rolfing sono state associate a miglioramenti statisticamente significativi nella mobilità degli arti inferiori, nella simmetria del tronco e nella mobilità toracica respiratoria.” L’analisi è stata retrospettiva e condotta senza gruppo di controllo, il che significa che non è possibile stabilire con certezza un nesso causale. Tuttavia, l’ampio set di dati offre stimoli preziosi per ulteriori ricerche. Gli autori riassumono: “Questi risultati supportano il ruolo dell’Integrazione Strutturale nell’affrontare disfunzioni posturali e di mobilità attraverso una mobilizzazione orientata alla fascia.” Lo studio suggerisce che il Rolfing® può contribuire a migliorare la mobilità, equilibrare il corpo e favorire la funzione respiratoria. Un’ulteriore conferma scientifica per un metodo che da decenni viene applicato con successo nella pratica e nella formazione. LEGGI LO STUDIO Fonte: European Rolfing Association - Autore Sabine Becker Studio: Robert Schleip, Helen James, Dr. Katja Bartsch, Eric Jacobsen, David Lesondak, Marilyn E. Miller (2025): “Influence of Rolfing Structural Integration on Lower Limb Mobility, Respiratory Thorax Mobility, and Trunk Symmetry: A Retrospective Cohort Study”, Journal of Clinical Medicine.
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E' una storia davvero emozionante quella del Rolfer™ brasiliano, Igor Simões Andrade, il quale aiuta i bambini disabili a muoversi insegnando loro a nuotare con i delfini. " Il mio lavoro si basa su fiducia, fiducia e risorse terapeutiche, che provengono dalla fisioterapia, dal Rolfing (come un massaggio dei tessuti profondi) e dalla terapia assistita da animali." Igor Simões Andrade, brasiliano, ha iniziato il programma chiamato "bototerapia" nel 2006, dove porta i bambini con disabilità fisiche e mentali a nuotare con i delfini rosa selvatici nel Rio delle Amazzoni. Igor lavora con bambini con varie condizioni come la sindrome di Down e la paralisi cerebrale. Ad oggi, ha aiutato più di 600 bambini gratuitamente. LEGGI TUTTO QUI Articolo pubblicato su European Rolfing Association e tratto dall'articolo originale: "Physiotherapist helps disabled kids move by teaching them to swim with pink dolphins", pubblicato su metro.co.uk da Faima BakarMonday.
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In occasione delle Olimpiadi Invernali, è interessante osservare come la biomeccanica degli atleti olimpici tragga beneficio da una struttura corporea ben organizzata. Negli sport sulla neve e sul ghiaccio, dove il corpo deve gestire forze centrifughe e superfici irregolari, il rapporto con la gravità diventa determinante. "Quando il corpo riesce a lavorare in modo appropriato, la forza di gravità può fluire attraverso di esso. Allora, spontaneamente, il corpo ritrova la sua armonia naturale." — (Ispirato al pensiero della Dr. Ida P. Rolf) Perché l’Integrazione Strutturale è così preziosa per chi sfida le vette? Ecco tre "pillole" dalla ricerca internazionale Simmetria e Precisione La ricerca evidenzia come il ciclo delle dieci sedute favorisca una maggiore simmetria del tronco e una mobilità ottimale degli arti inferiori. Per uno sciatore, questo si traduce in una distribuzione millimetrica del carico sulle lamine e in una capacità superiore del bacino di adattarsi alle pendenze. (Fonte: Structure, Function, Integration Journal, Vol. 52, No. 1 - June 2024) Vitalità dei tessuti e Recupero Lavorare sulla plasticità della fascia non è solo una questione posturale. Uno studio recente ha dimostrato che interventi miofasciali specifici possono aumentare la microcircolazione locale del 31,6%. Una fascia ben irrorata è la chiave per mantenere l’elasticità sotto sforzo e favorire il ritorno all'equilibrio naturale dopo la performance. (Fonte: Brandl & Schleip, "Immediate Effects of Myofascial Release on Lumbar Microcirculation", Journal of Clinical Medicine 2023, citato in SFI Journal, June 2024) L’eredità dei Campioni Il legame tra Rolfing® e sport d'alto livello ha radici profonde Ne è un esempio la carriera di Helen Grace James, storica Rolfer™ di numerosi atleti olimpici. Il suo approccio dimostra come affinare la propriocezione permetta all'atleta di "sentire" il proprio asse, eliminando gli sprechi energetici e trasformando la gravità da peso a risorsa. (Fonte: "Honoring Helen James, Rolfer to Olympians", SFI Journal, Vol. 52, No. 2 - December 2024) Come Associazione Italiana Rolfing® (A.I.R.), promuoviamo una visione dove il benessere nasce dall'allineamento, quando la struttura è organizzata, il sistema nervoso può orchestrare ogni gesto con una fluidità nuova, danzando armonicamente con la preparazione atletica e portando allo stato d'arte ogni performance in pista.
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"... Nulla riusciva a risolvere il mio problema, così ho provato il Rolfing®. Poi, a metà del ciclo di 10 sedute, il mio mal di schiena è scomparso. Perché? Perché il mio Rolfer™ ha lavorato sul mio muscolo psoas sinistro... nel mio cervello, questo non aveva senso fino a quando non ho studiato anatomia in profondità alcuni anni dopo ... Michael Black - Certified Rolfer ™ ad Atene racconta la sua esperienza in un articolo interessante che spiega come il Rolfing® agisce, quali sono le differenze tra Rolfing® e massaggio fasciale e come possa oggi il Rolfing® divenire una opportunità professionale. Qual è la differenza tra Rolfing® e rilascio miofasciale? Il "Massaggio miofasciale" funziona in aree selezionate in cui la fascia, o tessuto connettivo del corpo, è "bloccato" o "irrigidito". Il Rolfing include elementi della stessa tecnica, ma la porta a un livello più completo. Consideriamo l'intero corpo nella foto, non solo l'area che fa male, rendendola una terapia olistica che riequilibra l'intero corpo. leggi tutto qui Fonte: https://rolfing.org/ Fonte originale: michaelblackrolfing.com Author: Micheal Black
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Il Rolfing® è un metodo olistico poliedrico adatto a svariati soggetti e capace di risolvere svariate problematiche derivanti da una postura scorretta. In questo articolo (pubblicato originariamente su rolf.org - sito ufficiale del Dr. ida Rolf Institute™) si approfondiscono i suoi svariati approcci per migliorare la postura, le performance atletiche, la propria flessibilità o per risolvere fastidi derivanti dai vizi posturali quotidiani. Leggi tutto qui Il Rolfing® è ottimo nei bambini e negli adolescenti come ausilio nel processo di crescita; è molto efficace per migliorare le prestazioni atletiche degli sportivi professionisti o per risolvere vizi posturali derivanti da un uso non efficiente del proprio corpo. Negli anziani permette di ritardare i processi d’invecchiamento e ridare elasticità ai tessuti; nelle donne nel periodo post-gravidanza permette di ritrovare confidenza e “riappropriarsi” del proprio corpo. Dunque un metodo trasversale che attraverso i suoi svariati approcci offre soluzioni mirate per ogni tipologia di individuo e per specifiche problematiche posturali. Leggi tutto qui
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L'abbiamo cominciata a sperimentare quando bambini imparavamo a fare i nostri primi passi e maldestramente cadevamo. Ma non sapevamo fosse lei a spingerci giù verso terra. Proprio come oggi non sappiamo che una causa fondamentale di quella pancetta che non importa quanto si dimagrisca tanto non se ne va mai via, di quelle spalle cadenti o di quel sedere piatto che ci obbligano ad indossare vestiti che compensino è proprio lei: la forza di gravità! Che fare allora quando non possiamo più far ricorso ad indumenti "mimetici" o quando le nostre schiene addolorate gridano: "Basta con questo stress!" La risposta è semplice: impariamo ad usare la forza di gravità come un mezzo per rinforzare il nostro campo energetico! Diceva la Dott.ssa Rolf fondatrice dell'Integrazione Strutturale meglio nota come Rolfing "La gravità scorre attraverso un corpo allineato e così facendo ne rinforza il campo energetico". Energia che si disperde invece nei corpi non allineati in lotta con la gravità . Già perché in questo caso la prima preoccupazione al nostro risveglio deve essere far si che i pezzi del nostro corpo non si distacchino sotto l'azione della gravità. Questo impegno va mantenuto sia da fermi che in movimento . La sensazione è di sforzo e pesantezza cronici. Quando invece i segmenti corporei sono allineati uno rispetto all'altro e l'insieme rispetto alla gravità il corpo appare come più snello vivo e forte, i movimenti sono più sciolti ed efficaci, in altre parole ci siamo fatti un'amica nuova : la forza di gravità e sappiamo che rimarrà tale per tutta la nostra vita. D'altronde non è un caso che in oriente l'attenzione alla postura ed al baricentro sia il fondamento di discipline antichissime come il Qi Qung, il Tai Chi Chuan o lo Yoga. Tramite il Rolfing il processo di riallineamento viene ottenuto a differenza di tali metodi grazie ad un ciclo di dieci sedute, della durata di un'ora ciascuna, di manipolazioni del tessuto connettivo corporeo. Particolare attenzione viene posta al risveglio di una profonda consapevolezza della propria postura ed del proprio movimento. Attraverso il Rolfing si compie forse il primo gradino verso la presa di coscienza di noi stessi , un cammino lungo e difficile che non può prescindere dal corpo ma al contrario deve partire da esso e che presenta comunque aspetti piacevoli come la sensazione di una acquisita leggerezza nei movimenti, di una percezione di pienezza, di un riscontro con l'immagine del proprio corpo più soddisfacente.
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Dopo molti anni in cui è stata poco considerata, oggi i ricercatori ed i biologi di tutto il mondo stanno dedicando ricerche approfondite allo studio di un particolare tipo di tessuto connettivo: le Fasce muscolari, ossia quella rete di guaine fibrose e biancastre che attraversa tutto il nostro corpo. Le Fasce stanno assumendo un ruolo sempre più importante nell’ambito medico-scientifico, tanto che alcuni esperti le individuano come un “nuovo sistema di comunicazione del corpo”, una sorta di rete vitale dalle potenzialità ancora inespresse. Per la medicina si tratta di un campo del tutto nuovo, che consente di passare dall'immagine di rigida struttura ossea ad un modello dinamico, costituito dal tessuto connettivo delle fasce che si estende attraverso l’intero organismo e supporta ogni parte interna del corpo. Quel che è poco noto è che il tessuto connettivo è una struttura di raccordo, che funziona come un vero e proprio nuovo organo e che si trova ovunque: nei tendini, nei muscoli, nelle cartilagini, connettendo la testa coi piedi ed avvolgendo e penetrando in tutti gli organi. Per capire l'importanza delle Fasce, immaginiamo che se eliminassimo tutto quello che c'è dal tronco del nostro corpo, fino ad arrivare al tessuto connettivo, la forma umana rimarrebbe comunque completa: sarebbe un corpo dentro un corpo. Ma se provassimo a separare il tessuto connettivo dagli organi, ci troveremo di fronte ad un compito impossibile, perché la Fascia muscolare penetra molto più a fondo del semplice strato di rivestimento ed avvolge ogni singola cellula muscolare, come fosse una sorta di alveare organico. La Fascia: ecco com'è formato uno degli organi di senso più importanti Per capire quanto sia importante la Fascia basti pensare che ben l’80% delle terminazioni dei nervi si trova nel tessuto connettivo che delimita i muscoli nella zona sottocutanea. Tale rete è densa di sensori di movimento ed è fondamentale per la propriocezione, ossia per quella capacità di riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e di percepirne il movimento. Il tessuto connettivo, oltre ai sensori di movimento, è anche ricco di recettori del dolore: potendo farci provare dolore, può divenire esso stesso la causa di malessere. Ciò può accadere, ad esempio, nella Fascia toraco-lombare, la quale sovente può essere la fonte di mal di schiena che appaiono altrimenti inspiegabili. In situazioni simili, le cause del dolore non risiedono quindi solo nei muscoli o nelle articolazioni, come invece si è sempre pensato, ma potrebbero essere dovute all’incapacità del tessuto connettivo di svolgere il suo ruolo di 'lubrificante'. Serve allora che un trattamento manuale in grado di riequilibrare questo malessero, che renda le fasce nuovamente scorrevoli tra loro e promuova lo scivolamento degli strati uno sull’altro. Gli studi sulla Fascia e le ricerche del Dr. Robert Schleip Robert Schleip, Rolfer, biologo umano, psicologo e fisioterapista è tra i più grandi studiosi della Fascia al mondo. Schleip è riuscito a dimostrare, in maniera scientifica, cosa accade quando la Fascia viene sottoposta a trattamenti manuali. Lo studioso ha sottoposto la Fascia a dosi di stress meccanico e ha dimostrato che questa può contrarsi indipendentemente dal muscolo. Si tratta di una scoperta eccezionale, da cui emerge la possibilità che possa essere anche il solo tessuto connettivo, e non più il muscolo, a trasmettere dolore al resto del corpo. In questo modo scopriamo che delle lesioni croniche delle mani possono causare dolori alle spalle, che piccole distorsioni del ginocchio possono provocare il mal di schiena e così via. Sebbene l’avanzare delle età renda le fasce meno flessibili, non è questo il fattore principale che determina il dolore: a causarlo sono soprattutto le micro lesioni non diagnosticate, siano esse distorsioni, contusioni oppure ferite. Essendo le Fasce molto reattive agli stimoli meccanici, inoltre, anche il poco o troppo sport può causare problemi fastidiosi, così come ad influire sul nostro benessere possono esser lo stress o un'alimentazione errata. Negli ultimi anni, poi, si è scoperto che molte patologie diffuse possono derivare da problemi al tessuto connettivo: la spalla congelata, le vene varicose, il bruxismo, patologie dell’intestino e dei polmoni, dell’anca o del ginocchio, malattie reumatiche. E non solo. Secondi i recenti studi sembrerebbe che lo scorrimento dei tessuti sia così fondamentale per la nostra salute che i ricercatori stanno prendendo in considerazione anche la sua influenza su patologie gravi come il cancro e il tumore maligno. Come tenere le Fasce in salute? Ad aiutarci c'è il Rolfing Cosa si può fare contro “l’infeltrimento” delle Fasce? A riguardo, Robert Schleip dice: “chi non si muove si blocca”. I movimenti elastici, infatti, stimolano il benessere delle Fasce, a patto che all’organismo venga dato il tempo di adattarsi ai cambiamenti. Saltellare, ballare, correre a piedi nudi su terreni diversi o fare arrampicata aiutano lo scorrimento dei tessuti,ma prima è necessario 'sbloccarsi', attraverso metodi di lavoro che prevedano la manipolazione delle fasce per sciogliere le tensioni e lenire il dolore. Il metodo più efficace per farlo è il Rolfing, la tecnica ideata dalla biochimica americana Ida Paolina Rolf che, già alla metà del secolo scorso, attribuiva alla fascia un ruolo decisivo nell’insorgenza del dolore e negli errori di postura. In un ciclo di dieci sedute, il Rolfing è in grado di ristabilire la corretta condizione delle Fasce, grazie alla combinazione di massaggi del tessuto connettivo in profondità ed esercizi di postura. Tratto dall’articolo della professoressa Carla Stecco pubblicato su Geo Italia. Sintesi di Maria Rosaria Busia, Certified Rolfer™, Rolf Movement™ Practitioner
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Si fa presto a dire medicina alternativa. E’ come dire ’fatti un’altra mamma...’ Mica facile abbandonare la vecchia via per la nuova, in un campo tanto delicato psicologicamente come la cura. Mi ricordo mio nonno: quando stava male voleva a tutti costi la ’pillola’. Una volta che il medico gliela prescriveva e lui, scrupolosamente, la prendeva, il più era fatto, si sentiva guarito. Io sono peggio di lui: a me basta addirittura andare in farmacia, pagare le medicine e già mi sento meglio. Da questo punto di vista sarei un ottimo soggetto per la medicina alternativa, nel senso che sarei sensibilissimo all’effetto psico-placebico. Il problema però è che bisognerebbe che prima mi convincessi della bontà di queste discipline mediche. Devo dire che, spinto da Syusy, le ho provate un po’ tutte. E poi, parlando con amici medici, ne ho sentite di tutti i colori, poiché ho amici di tutte le tendenze terapeutiche. Cominciamo dall’omeopatia. Ho amici naturopati che la consigliano, altri amici medici ’tradizionali’ che si sganasciano dalle risate al solo sentir parlare di omeopatia: alcuni dicono che non fa niente, altri sostengono che potrebbe addirittura fare male. Boh. E io che ne so? Di una cosa mi sono convinto (a torto o a ragione): che la medicina allopatica magari è velenosa, ma è efficace prima, quella omeopatica forse ha meno effetti collaterali, ma ci mette di più a farti guarire da un sintomo. Allora faccio così: quando sento che una malattia (tipo mal di gola, diarrea) sta per arrivare, ma non ne sono tanto sicuro, quando cioè mi sento galleggiare psicologicamente tra prevenzione e ipocondria, allora prendo le medicine omeopatiche. Quando invece sto male - male ricorro a quelle chimiche - sintetiche - allopatiche. Se poi sono impegnato in un lavoro che non posso rimandare, allora è anche peggio: sarei disposto a consultare un veterinario e farmi dare antibiotici da cavallo. Poi mi pento perché mi sembra di consumare la mia salute sacrificandola all’efficienza immediata, ma questo è un altro discorso (per cui mi serve la mia analista). Poi c’è la medicina cinese, di cui è esperto il mio medico di base, a cui sono affezionato perché mischia antibiotici e Chi Quong. Effettivamente quella cinese faccio fatica a considerarla una medicina ’alternativa’: come si può definire alternativa (e quindi provvisoria, marginale, sperimentale) una medicina che cura da millenni miliardi di persone? Io soffrivo di gastrite. I vari medici non erano mai andati più in la del Malox, che mi dava solo un sollievo temporaneo. Un giorno sono andato dal maestro cinese del mio medico, che mi ha messo un ago (che impressione!!!) e poi mi ha detto che il mio stomaco stava bene, era il mio fegato ad essere malato. E in quell’occasione ho effettivamente capito la superiorità (almeno teorica) della medicina olistica, quella cioè che considera il corpo umano come un’entità unica in cui gli organi sono collegati da rapporti energetici, a differenza della medicina occidentale che rischia sempre di vedere ogni organo come una cosa a se stante. Va beh, fatto sta che il medico cinese mi ha dato la cura: una serie infinita di tisane dal sapore francamente insopportabile. Ho fatto la cura ed effettivamente sono stato bene, però quante volte ho rimpianto il buon sapore del Malox, soprattutto nella sapida versione al limone! Poi mi è capitato di andare anche in Cina, e di visitare una vera farmacia tradizionale cinese: molto pittoresca, molto affascinante. Peccato che proprio non ci si capisse nulla: non c’erano tutti quei begli espositori pubblicitari che ci sono da noi, che quando uno entra in farmacia si sente tutti i mali del mondo, ma poi li può esorcizzare comprando un sacco di medicine! C’è poi la medicina ayurvedica: sono stato un paio di volte in India e in Nepal, dove immancabilmente Syusy mi ha trascinato da medici del posto. La cosa funziona così: il medico ti riceve in un posto più o meno salubre (spesso è una cameretta col pavimento in terra battuta sporco di sputi di bethel e un semplice sgabello) e ti visita tastandoti il polso. Poi la diagnosi assomiglia un po’ a quella della cartomante, nel senso che è lui che indovina quello che hai, analizzando gli equilibri degli umori interni che ha intuito dall’auscultazione del polso stesso. Poi ti fa la diagnosi (con me ammetto che ci hanno sempre preso) e ti prescrive la cura, vendendoti direttamente le medicine dell’attigua farmacia-laboratorio. E qui sorge il problema: in genere le medicine ayurvediche sono una serie incredibile di palline più o meno puzzolenti, più o meno somiglianti alle caccole di un coniglio, dai nomi difficili per cui si rischia sempre di fare confusione. E poi, soprattutto le cure ayurvediche sono lunghe: bisogna aver pazienza, cosa del resto perfettamente connaturata allo spirito e alla filosofia orientale. Peccato che io sia un occidentale nevrotico, finisce sempre che la cura ayurvedica non ho pazienza di finirla, e ricorro agli antibiotici. Mi sono sottoposto anche al metodo Rolfing. E con quello sono andato decisamente bene, forse perché si tratta di un metodo alternativo, ma nordamericano, inventato appunto dalla signora Ida Rolf. Avevo un gran male alle ginocchia e alcuni amici ortopedici volevano segarmi i femori e riattaccarmeli di nuovo per fare in modo che l’osso lavorasse in modo diverso, mi è venuto in mente il libro Taras Bulba, e le torture cosacche. Alla notizia ho dovuto sottopormi immediatamente ad un auto-terapia psico-scaramantica (consistente in un leggero massaggio scrotale) per reggere al colpo. Allora Syusy mi ha portato da un amico ’rolfer’, che mi ha detto che il mio male alle ginocchia deriva dal fatto che io avevo i pesi del mio corpo mal bilanciati, quindi mi ha sottoposto ad una serie di massaggi connettivali (in pratica ha preso i miei muscoli con la dita e me li ha ’spostati’) per riequilibrare la struttura. Forse ho patito tanto di quel male che Gesù Misericordioso mi ha graziato del mal di ginocchia, fatto sta che sono guarito, senza che nessuno mi spezzasse i femori. Concludendo: mi faccio vaccinare contro l’influenza ma poi mi prendo anche le palline omeopatiche di Oscillococcinum; contro il mal di gola mischio arnica, collutorio e supposte. Se ho il mal di pancia prendo varie schifezze chimiche e poi però mi faccio una sorta di auto-prano-terapia mettendomi le (mie) manine calde sul pancino, e mi pare di stare meglio. In sintesi ho riadattato la mentalità pragmatico-placebica di mio nonno ai tempi. Solo su due cose mi sento di avere un parere preciso: la prima che è vergognoso che l’assistenza pubblica non sostenga anche medicine cosiddette ’alternative’ (che tali non possono più essere definite), tenuto conto che se io pago le tasse voglio poi essere io a decidere che tipo di assistenza mi serve. Ma su un terreno sono rimasto ’conservatore’ convinto, cioè quello della diagnostica: va bene l’iridologo che ti guarda negli occhi, va bene ayurvedico che ti tasta il polso, va bene l’energetico che ti dice che intolleranze alimentari hai facendo forza su un braccio, ma delle belle analisi del sangue (e delle urine, e delle feci e radiografie, TAC scintigrafie, ecografie ecc..) mi fido di più. Poi, quanto alla cura, se ne parla.
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Oggi vi proponiamo un abstract tratto dall'articolo "Pelvic Relationships and the 'Ten Series'" pubblicato sul Dr. Ida Rolf Journal (Marzo 2023) a cura di Lu Mueller-Kaul, Rolfing® SI Instructor, e Tessy Brungardt, Advanced Rolfing Instructor. Nell'articolo l'istruttrice di Integrazione Strutturale Rolfing®, Lu Mueller-Kaul, intervista la collega Tessy Brungardt, istruttrice avanzata di Rolfing®, su come i Rolfer® considerano il bacino durante la "serie di 10 sedute". Dall'approccio olistico alle considerazioni specifiche per ciascuna seduta, Brungardt riflette sulle sfide che studenti e Rolfer incontrano lavorando con le diverse strutture del bacino. Le autrici discutono il perfezionamento della palpazione pelvica e l'acquisizione di familiarità con questa area come strumento per rafforzare le tecniche pelviche in ogni fase della carriera di un integratore strutturale. Un approccio olistico per un equilibrio globale Una delle chiavi di lettura più interessanti è la visione olistica che permea il Rolfing®. L'idea che ogni intervento locale sul corpo abbia ripercussioni sull’intero sistema ci invita a considerare il bacino come un crocevia, influenzato e influenzante. Non si tratta solo di correggere una postura o rilasciare tensioni, ma di ristabilire un equilibrio funzionale che si traduce in un benessere più profondo. Il bacino: punto di unione tra stabilità e movimento L’articolo sottolinea come il bacino rappresenti una zona di connessione fondamentale tra la parte superiore e inferiore del corpo. Questa relazione è evidente nelle interazioni tra piedi, ginocchia e colonna vertebrale. È illuminante, ad esempio, considerare come condizioni apparentemente distanti, come piedi piatti o archi plantari alti, possano influenzare l’allineamento del bacino. Questo dettaglio mette in luce la necessità di un approccio integrato per risolvere problematiche croniche e migliorare il movimento. La precisione del tocco: una competenza da affinare Un altro aspetto cruciale riguarda il modo con cui si agisce sul pavimento pelvico e sulle strutture correlate. Affinare il tocco è essenziale per ottenere risultati significativi. Come indicato da Brungardt, è necessario sviluppare una sensibilità manuale raffinata, accompagnata da una comprensione approfondita delle relazioni anatomiche. Solo così è possibile garantire interventi efficaci e rispettosi della persona. L'educazione del cliente: un ruolo centrale Un punto di forza dell’approccio Rolfing®, evidenziato nell'articolo, è l’importanza dell’educazione del cliente. Spiegare il perché di ogni intervento e fornire strumenti per mantenere i benefici ottenuti favorisce una partecipazione attiva e consapevole. Questo aspetto, spesso trascurato in altri ambiti, rende il Rolfing® non solo un metodo, ma una vera e propria filosofia di benessere. Ogni intervento sul bacino è un'opportunità per esplorare nuove connessioni, migliorare la mobilità e riscoprire un equilibrio spesso dimenticato. Per i professionisti del Rolfing® e per chiunque lavori nel campo del benessere corporeo, questi spunti rappresentano un invito a non smettere mai di imparare, affinare le proprie competenze e, soprattutto, ascoltare il corpo come un sistema vivente e interconnesso. Articolo Originario: Pelvic Relationships and the 'Ten Series Autore: Lu Mueller-Kaul, Rolfing® SI Instructor, e Tessy Brungardt, Advanced Rolfing Instructor. Fonte: Dr. Ida Rolf Journal - March 2023
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Il Rolfing® può essere un valido ausilio per la Fascite Plantare, Alan Richardson, Advanced Rolfer™ & Rolf Movement™ Practitioner Inglese, ci mostra un modo per lavorare sulla Fascite Plantare utilizzando l'approccio Rolfing®.
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IO-Pronto? Si, ciao mi chiamo ... vorrei iniziare un percorso di rolfing cosa ne dici? LUI-fantastico, tu la prossima settimana come sei messo, tipo martedì pomeriggio verso le tre? IO-veramente a quell’ora lavoro non si può fare un po’ prima? LUI-certo facciamo alle due. IO-ottimo LUI-allora a martedì. Ciao IO-ciao a martedì. Così è iniziato il mio percorso di rolfing, con una telefonata, come credo nel novanta per cento dei casi. Ma è quello che non c’è scritto che manca in questa telefonata ovvero quello che non si dice ma che si intuisce attraverso il tono della voce; dalla mia parte l’attesa, la sorpresa, il salto nel vuoto, mentre dalla sua la certezza, la sicurezza, la fermezza che ti fanno pensare: mi posso fidare. Martedì ore 13.45, come sempre sono in anticipo, aspetto in macchina? No scendo, la curiosità mi sta divorando. Percorro il vialetto fino a metà, poi giro a destra sfiorando un cespuglio di rosmarino che mi inebria la mano con la sua fragranza. Mi fermo un attimo ad annusarlo e poi entro. Una piccola sala da attesa, lui non c’è, mi siedo e come quando si entra in un posto nuovo si vorrebbe guardare tutto, l’attenzione non si focalizza su qualcosa in particolare, ma l’atmosfera è calda e accogliente, una musica di sottofondo riempie l’aria e la seggiola è pure comoda. Mi rilasso. Adesso l’attenzione cade su un deplian di Rolfing, c’è un ragazzo in piedi ritratto di lato con un filo a piombo che lo divide longitudinalmente. L’immagine è doppia, il prima e il dopo le dieci sedute. Guardo con attenzione come nel gioco della settimana enigmistica, le differenze. Vedo poco, vorrei avere occhio clinico e individuare subito i pregi e i difetti di una persona, poi l’attenzione mi cade sullo sguardo del soggetto: da spento ad acceso, da basso a diritto davanti a sé, mi accorgo delle spalle più aperte, delle gambe più dritte e della schiena più rilassata. Effettivamente le differenze non le vedevo perché non sono come quelle del gioco, da una parte c’è la mano dall’altra la mano non c’è più, le differenze sono minime il rolfing non cambia il corpo, ne modifica l’atteggiamento in relazione al mondo che lo circonda. LUI-Ciao Mi prende di sorpresa intento nei miei pensieri. IO-ciao LUI-iniziamo, che ne dici? IO-non vedo l’ora. Seduta dopo seduta mi accorgo di essere come un astronauta che sta per iniziare un’avventura dalla quale non sa cosa aspettarsi, la sete di sapere è per lui più grande della paura di non tornare (forse il paragone è un po’ forte, le sedute di rolfing non sono tanto pericolose), ma la voglia di conoscere il mio corpo e, in che modo esso possa cambiare, è la stessa: io sono un pianeta sconosciuto. Durante tutto il percorso delle dieci sedute, mi sono limitato nella mia sete di sapere, per paura di invadere troppo la sua sfera di terapeuta e per non costringerlo nel ruolo di maestro quale non era tenuto ad essere. Mi faceva camminare, mi guardava e io mi chiedevo cosa si aspettasse di vedere tra una seduta e l’altra: “Che cosa provi, come ti senti, cerca di descrivere la differenza tra prima e dopo la seduta”. Ogni volta che scendevo da quel lettino mi sentivo più leggero, più libero, più sciolto. Settimana dopo settimana le sedute volavano, mi dimenticavo del lavoro fatto la volta precedente, tra una seduta e l’altra non mi rendevo conto di ciò che stava accadendo in me, se veramente cambiava qualcosa. Camminavo, poi mi sdraiavo sul lettino e le sue mani si appoggiavano delicatamente su di me, senza impeto, con lentezza sentivo i suoi movimenti una volta sui piedi poi sulle gambe, sulle spalle e le braccia, il collo e la schiena. Devo essere sincero la cosa che più mi ha colpito è stata non una manovra fatta su di me ma una frase: “registra in te questo nuovo atteggiamento e poi fallo affiorare quando ti si presenta naturalmente nella vita quotidiana, non forzarti ma asseconda la tua voglia di stare bene”. Ecco il segreto, ognuno di noi ricerca il benessere ma spesso non sa dove trovarlo, il rolfing apre semplicemente la strada. Così sono proseguite le mie sedute, nella più completa fiducia in questa tecnica, fino a quel giorno in cui il cambiamento l’ho sentito davvero e, ormai consapevole, non ho fatto altro che assecondarlo.
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La corsa o lo sprint mette una notevole prova il nostro corpo, soprattutto il sistema muscolare e scheletrico... questo è ancor più accentuato nei podisti. Una buona postura e una capacità di movimento efficiente sono essenziali per i podisti! Gli atleti possono utilizzare il metodo di Rolfing® per ottenere un allineamento ottimale del loro corpo e migliorare la propria consapevolezza. Attraverso il Rolfing, i podisti possono infatti aumentare la loro flessibilità, facilitare la respirazione e ridurre il dolore causato dalla tensione fisica. Miglioramento della Prestazione Atletica Il Rolfing può aiutare i podisti a evitare posture scorrette e infortuni allineando idealmente i loro corpi. Rilasciando aderenze e indurimenti nel tessuto connettivo, possono essere migliorate la flessibilità e la mobilità, aumentando la lunghezza della falcata e l'ampiezza di movimento. Tecniche speciali di Rolfing possono anche rilassare i muscoli del torace e aprirlo per consentire una respirazione più efficace, il che è particolarmente importante per i podisti, poiché la respirazione trasporta ossigeno ai muscoli. Il modello mostrato in basso, presso il Museo BODY WORLDS di Berlino, permette una maggiore comprensione della Funzione Muscolare durante la Corsa Analizziamo questo modello: I muscoli scheletrici che le persone possono muovere volontariamente si sovrappongono in modo multistrato, determinando il contorno esterno del corpo. I muscoli in movimento differiscono da quelli rilassati per la loro lunghezza. Più si tendono, più si accorciano. Questa tensione è chiaramente visibile nel modello, poiché i muscoli si contraggono completamente per mettere il podista in movimento. Il torace aperto centralmente del podista permette di osservare i polmoni e il cuore, che sono organi essenziali per gli atleti: il cuore pompa sangue attraverso la circolazione e i polmoni sono responsabili della respirazione. Il Rolfing come Parte del Piano di Allenamento dei Podisti La Rolfing® Structural Integration non lavora solo con il tessuto connettivo, ma considera l'interazione di tutti gli elementi del corpo, come fascia, muscoli, ossa e legamenti. Molti podisti soffrono di dolori legati all'uso eccessivo o agli infortuni. Rilasciando tensioni e blocchi nel tessuto connettivo durante il Rolfing, tali dolori possono essere alleviati e idealmente evitati. Per ogni podista professionista, il Rolfing® potrebbe e dovrebbe essere una parte importante e regolare del proprio piano di allenamento. Un piano che potrebbe includere esercizi specifici per migliorare forza e resistenza, nonché esercizi di stretching e rilassamento per migliorare le prestazioni complessive nella corsa. Articolo Originale pubblicato su European Rolfing Association, clicca qui per leggerlo
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Rolfing e Danza Il Rolfing® incontra la Danza, un incontro gratuito e online per comprendere come l'integrazione strutturale e la terapia fasciale siano discipline trasversali ed altamente efficaci. Un incontro per scoprire come l'applicazione delle scoperte sulla fascia migliora la percezione del proprio corpo e le performance artistiche. Durata: 1h Piattaforma: Facebook. Interverranno: Marina Blandini, Coreografa e Professore danza contemporanea, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Nicola Carofiglio, Rolfer, membro facoltà europea di Rolf Movement, danzatore, coreografo, istruttore di Gyrotonic e Gyrokinesis Annapaola Bacalov ,Danzatrice, Coreografa e Rolfer, condivide la sua ricerca sul corpo in ascolto e in movimento Pierpaola Volpones , chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia SCOPRI ANCHE LE ALTRE DATE Feedback e Testimonianze Ecco cosa dicono alcune danzatrici dopo aver incontrato il Rolfing® Per me è stato un viaggio fluido, intenso e profondo nello spazio del mio corpo bellissimo ed emozionante… questa è la prima cosa che mi è venuta su pensando al lavoro fatto insieme…che voglia di rifarlo perché penso sarebbe un'esperienza completamente diversa. Rita Un delicato e intenso dialogo silenzioso, Un contatto pieno di valore. Per me è stata un'esperienza trasformativa di ascolto profondo del mio corpo e di me stessa. La Rolfer con cui ho lavorato, ha una rara e preziosa capacità di percepire e lavorare sull'infinitesimamente piccolo per aprire orizzonti infinitamente grandi. Le sessioni di Rolfing sono un felice dono che mi sono fatta. Un viaggio di esplorazione all'interno del mio corpo che ha aperto nuove possibilità di movimento (fisico ma non solo...) Beatrice Perri Un aspetto importante nel lavoro del Rolfing ( che ora sento lontano nel tempo ) fatto insieme è stata avere una percezione del corpo espansa, quasi che non ci fossero confini ed un enorme spazio interno Mi sentivo grande e radicata Cinzia Il mio percorso di Rolfing e la danza sono stati due processi distinti ma a profondamente legati tra loro: nelle sessioni di rolfing riportavo le esperienze del mio corpo nella danza, e viceversa. Ricordo il percorso di Rolfing come uno spazio estremamente profondo e di meraviglia. Meraviglia per aver potuto sfiorare un livello molto profondo di contatto con il mio corpo. Ricordo sensazioni molto nitide durante la manipolazione, che ricercavo e provavo a riportare al lavoro sul corpo durante le lezioni. Attraverso la parte di osservazione ed analisi ponevamo l’attenzione su piccoli dettagli del corpo, sulle preferenze naturali del corpo che ho capito essere già indicative di qualcosa, e che attraverso il rolfing ho iniziato a notare e riconoscere, e tenere in considerazione anche per la danza. Dopo la sessione spesso avevo la sensazione di essere un corpo plastico e plasmabile, come se fossi fatta di argilla. Sentire per un attimo il percorso del respiro, sentire che alcuni punti e parti potevano estendersi ed occupare nuovi spazi, allargarsi, allungarsi, espandersi: Tutto questo calarsi all’interno per riuscire poi ad affidarsi a questi spazi trovati o ritrovati, dentro e fuori da se’, nella mia esperienza è molto vicino alla danza. Delia Addentrarsi nel corpo in sentieri finalmente visibili Silvia Nel mio movimento, nella mia danza quando ho bisogno di forza (coraggio) per affrontare l’atto successivo la vado a cercare nella esperienza del Rolfing Carolina SCOPRI ANCHE LE ALTRE DATE














