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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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In questo articolo vogliamo offrirvi alcuni spunti di riflessioni tratte dall'articolo di John Panter, “Rolfing® SI as Strategy” pubblicato sul Journal of the Dr. Ida Rolf - Structure, Function, Integration - nel Novembre del 2021. Nell'articolo, John Panter - Certified Advanced Rolfer® - esplora ciò che rende il Rolfing® una disciplina unica all’interno della categoria professionale delle terapie manuali. Descrive come il lavoro di organizzazione del Rolfing SI sia guidato da una vera e propria strategia che sta dietro agli interventi miofasciali. Panter individua nella strategia del Rolfing alcuni elementi comuni alle strategie militari e ne discute attraverso diversi esempi storici. C’è un passaggio, nell’articolo che colpisce per la sua semplicità e potenza: “La parte importante e distintiva del Rolfing SI non è il rilascio miofasciale. La chiave è nella seconda parte del nome: Structural Integration.” Con questa affermazione, Panter ci ricorda qualcosa che tutti i Rolfer sanno, ma che spesso rischiamo di dimenticare nella pratica quotidiana: il Rolfing non è una sequenza di tecniche, ma un modo di pensare e di organizzare il lavoro sul corpo nel tempo. Oltre la tecnica: l’arte di guidare il cambiamento Molte discipline manuali si concentrano sul sintomo, sulla tensione da sciogliere o sul dolore da alleviare. Il Rolfing, invece, guarda alla causa profonda — ciò che nell’organizzazione del corpo crea squilibrio nella relazione con la gravità. È in questa prospettiva strategica che la pratica si distingue: dunque non “vincere battaglie”, ma condurre una campagna di integrazione, passo dopo passo, sessione dopo sessione. Come un generale che studia il terreno e muove le sue forze con visione d’insieme, il Rolfer guida il corpo del cliente verso una nuova organizzazione, rispettando tempi, resistenze, e possibilità del sistema. Ogni intervento manuale, ogni tocco, ogni respiro condiviso è parte di un disegno più ampio. La strategia dell'Integrazione Strutturale Panter paragona il Rolfing alla strategia militare: la tattica vince battaglie, la strategia vince guerre. Nel nostro campo, la tattica è la tecnica manuale; la strategia è la capacità di vedere la persona come un tutto e di orientare il processo in modo coerente e consapevole. È questo che rende il Rolfing una pratica viva, evolutiva, che non si limita a correggere ma integra, collega, armonizza. L’integrazione è un processo che richiede tempo, attenzione e ascolto. Richiede di sospendere il bisogno di “aggiustare” per imparare a seguire, a osservare come il corpo trova la propria via verso un nuovo equilibrio. Ogni Rolfer sa quanto la formazione di base sia solo l’inizio di un percorso di continua ricerca. Come scrive Panter, “non possiamo mai smettere di ampliare la nostra conoscenza del corpo e della mente umana”. Essere Rolfer significa anche questo: coltivare una disciplina interiore, una chiarezza d’intento, una presenza capace di sostenere il processo del cliente con rispetto, curiosità e visione. E per chi si avvicina al Rolfing per la prima volta, l’invito è a pensare oltre la tecnica: a scoprire una pratica che non si limita a “sciogliere tensioni”, ma che riorganizza la vita stessa del corpo nello spazio. Una pratica che insegna, a chi la offre e a chi la riceve, che il cambiamento vero nasce da una visione più ampia.
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Advanced Rolfing® Training è un corso (riservato ai soli Rolfer™ associati all'Associazione Italiana Rolfing®) che permette un notevole avanzamento tecnico/conoscitivo; permette infatti di acquisire tecniche più complesse e raffinate da utilizzare nel proprio lavoro. Perfetto come aggiornamento delle proprie competenze, per ampliare l apropria visione e consolidare le conoscenza acquisite portando tutto ad un livello ancor più elevato. Il video concesso dall'Insegnante Pierpaola Volpones vuole essere un sunto della magia che si respira durante i corsi di formazione. Buona Visione
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Il Rolfing® ha azioni specifiche sul miglioramento delle prestazioni atletiche. Ecco perchè sempre più sportivi inseriscono l'integrazione strutturale nel normale workflow di preparazione, pre e post gara. Un video in lingua originale, sul miglioramento delle performance atletiche in un giocatore di basket. Rolfing for Optimizing Athletic Performance è disponibile sul canale Stolzoff Sportworks di Vimeo.
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E' una storia davvero emozionante quella del Rolfer™ brasiliano, Igor Simões Andrade, il quale aiuta i bambini disabili a muoversi insegnando loro a nuotare con i delfini. " Il mio lavoro si basa su fiducia, fiducia e risorse terapeutiche, che provengono dalla fisioterapia, dal Rolfing (come un massaggio dei tessuti profondi) e dalla terapia assistita da animali." Igor Simões Andrade, brasiliano, ha iniziato il programma chiamato "bototerapia" nel 2006, dove porta i bambini con disabilità fisiche e mentali a nuotare con i delfini rosa selvatici nel Rio delle Amazzoni. Igor lavora con bambini con varie condizioni come la sindrome di Down e la paralisi cerebrale. Ad oggi, ha aiutato più di 600 bambini gratuitamente. LEGGI TUTTO QUI Articolo pubblicato su European Rolfing Association e tratto dall'articolo originale: "Physiotherapist helps disabled kids move by teaching them to swim with pink dolphins", pubblicato su metro.co.uk da Faima BakarMonday.
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Negli ultimi anni, sempre più persone si sono avvicinate al Rolfing, una pratica che si concentra sulla mobilizzazione della fascia per migliorare la postura, la mobilità e il benessere generale del corpo. Ma come viene riconosciuto in Italia? In Italia, il Rolfing è ufficialmente riconosciuto come una professione, regolamentata attraverso il codice ATECO 96.09.09. Chi desidera aprire uno studio di Rolfing con partita IVA può farlo iscrivendosi all’Associazione Italiana Rolfing (AIR), che rappresenta i professionisti del settore e garantisce il rispetto degli standard etici e professionali. Il ruolo dell'Associazione Italiana Rolfing (AIR) L’Associazione Italiana Rolfing (AIR) gioca un ruolo fondamentale nella tutela della professione e dei suoi operatori. Come ente di riferimento, AIR si assicura che tutti gli associati siano aggiornati sulle ultime novità scientifiche e professionali e operino secondo gli standard richiesti. Questo garantisce ai professionisti la possibilità di lavorare in modo conforme alla legge, e agli utenti di essere seguiti da esperti qualificati. Inoltre, AIR si impegna a tutelare anche i clienti finali, rilasciando attestati di qualità ai professionisti certificati e offrendo uno sportello per raccogliere suggerimenti, reclami o richieste da parte degli utenti. Questo approccio garantisce trasparenza, sicurezza e una costante evoluzione della qualità del servizio. Come diventare un professionista del Rolfing? Per diventare un professionista certificato, è necessario seguire un percorso formativo specifico, che include sia la teoria che la pratica. Gli operatori certificati sono obbligati a continuare la loro formazione per rimanere aggiornati, così da poter offrire ai clienti il miglior servizio possibile. Inoltre, i professionisti del Rolfing possono anche usufruire di una rete di supporto offerta dall’associazione, che include opportunità di crescita professionale e di collaborazione. Rolfing un interesse sempre più crescente! Con l’aumento dell’interesse per le terapie corporee e il benessere olistico, il Rolfing sta guadagnando sempre più attenzione come metodo efficace per migliorare la postura e la mobilità. La ricerca scientifica ha confermato i benefici di questa pratica, riconoscendo la fascia come un elemento fondamentale nella nostra salute e benessere. Inoltre, l’approccio olistico del Rolfing aiuta a risolvere tensioni muscolari, dolori cronici e a migliorare la coordinazione del corpo. il Rolfing è una professione ufficialmente riconosciuta in Italia, e la sua crescente popolarità è supportata da un forte impegno professionale e da una solida rete di formazione e supporto offerta dall’Associazione Italiana Rolfing. Vuoi saperne di più? Contatta la nostra segreteria per avere tutte le informazioni di cui hai bisogno
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Sono Alberta, ho 68 anni, e questa è la mia testimonianza sul Rolfing e sul rapporto con la mia rolfer, Miita Mazzali Fulgenzi. Ve la racconto in modo diretto, sull'onda emotiva di una esperienza per me molto importante. Quando cominciai il mio percorso avevo in testa una domanda: come sarà la persona a cui mi sarei affidata per molti mesi? La professionista in questione era Miita Mazzali, una delle prime rolfer in Italia, che mi aspettava nel suo studio a Roma, vicino a Villa Ada, quel parco in cui lo scrittore Niccolò Ammaniti aveva ambientato un suo esilarante romanzo. Il mio percorso iniziava quindi con una citazione letteraria e un sorriso, e questa mi metteva già di buon umore. Quando suonai il campanello e si aprì la porta, mi apparve una persona del tutto diversa dall’immagine che mi ero creato di lei: una donna che non era alta magra e severa, come mi aspettavo, ma piccola e rotonda come me. E, più o meno, della mia stessa età. La prima cosa che ho pensato è stata: Miita è una fata benevola. “Quando suonai il campanello e si aprì la porta, mi apparve una persona del tutto diversa dall’immagine che mi ero creato di lei: una donna che non era alta magra e severa, come mi aspettavo, ma piccola e rotonda come me” La prima seduta era partita con l’anamnesi (la raccolta dalla voce diretta del paziente di tutte quelle informazioni che possono aiutare il terapista a indirizzarsi verso una diagnosi corretta, ndr), che non nascondo, mi stava metteva un po’ di ansia. Il motivo per cui ero lì era che da un po’ di mesi facevo sempre più fatica a camminare, mi sembrava che le gambe fossero trattenute da lacci, e per di più annodati dietro le ginocchia. Ero appesantita e in più le analisi avevano diagnosticato che era in atto un processo di degenerazione artrosica delle ginocchia molto avanzato. Ginnastica, in vita mia, non ne avevo mai fatta, se non sporadicamente e con la sensazione di essere costretta: detestavo le palestre e la filosofia del fitness. Lavoravo per ore al computer e nel tempo libero amavo stare sdraiata a leggere un libro. L’unica attività fisica che mi piaceva fare era camminare, ma ora le mie gambe mi dicevano che non potevo più farlo. Ero appena andata in pensione, mi aspettava una vita nuova in un mondo nuovo, mi ero trasferita appositamente in campagna ma il mio corpo sembrava non volermi più seguire. “ Il motivo per cui ero lì era che da un po’ di mesi facevo sempre più fatica a camminare, mi sembrava che le gambe fossero trattenute da lacci, e per di più annodati dietro le ginocchia” Dopo il colloquio iniziale, con Miita siamo passati alla pratica: mi ha visto camminare e ha notato subito che avevo le spalle troppo rigide, ero sulla difensiva, col busto troppo in avanti e una traiettoria inquinata dal mio disturbo visivo da ambliopica. Dopo un po’ di percorsi mi sono sciolta e mi sono messa sul lettino. Le sue mani hanno cominciato a toccarmi partendo dai piedi. Miita mi ha spiegato che a ogni seduta si sarebbe lavorato su una parte del corpo, fino a completare le dieci tappe. Il suo è un massaggio forte, profondo e spesso anche doloroso, tanto che durante la manipolazione mi ha detto: “guardi che posso farle male…” Il suo lavoro è molto intenso, faticoso, eppure Miita riusciva sempre ad essere morbida e accogliente, con delle braccia quasi materne. Miita mi ha poi spiegato che ogni seduta sarebbe finita con un lavoro sulla testa e, quando lo ha praticato, mi sono sentita 'sciolta'. Il massaggio cranio-sacrale mi piace molto ma quello di Miita mi ha liberato da tutte le tensioni, commuovendomi. Mentre glielo stavo dicendo ho sentito due lacrime scorrere sulle guance. Mi sono vergognata un po’ e lei mi ha sorriso. Intanto abbiamo finito la prima seduta, e mi sono sentita come ubriaca ma al tempo stesso leggera. Mi è sembrato anche di tenermi meglio in piedi. Ci vediamo tra quindici giorni, mi ha detto Miita. La seconda seduta ha riprodotto la magia della prima. Sono entusiasta e grata, anche se il lavoro sui muscoli delle gambe si è rivelato per me molto doloroso. “Intanto abbiamo finito la prima seduta, e mi sono sentita come ubriaca ma al tempo stesso leggera. Mi è sembrato anche di tenermi meglio in piedi” Dopo la terza seduta, mi accorgo che la mia terapia va avanti con un po’ di lentezza, perché vivo a duecento chilometri di distanza, devo prendere auto e treno per arrivare a Roma, spesso rimando gli appuntamenti, costringendola a cambiare la sua agenda. Miita dice che devo mantenere la continuità, altrimenti il lavoro è inutile. So bene - ormai mi conosco – che sta riaffiorando la mia resistenza a muovermi, a 'sentire' il corpo. D'altra parte questa esperienza non è paragonabile a nessun’altra che ho vissuto, forse solo all’analisi psicoanalitica, che ho praticato per molti anni. Sento che si è instaurato il transfert con Miita, e il fatto che lei mi conosca, che sappia il mio segreto, mi mette sulla difensiva. Tuttavia, lo ammetto, a volte penso: non ci torno più. La mia 'fatina benevola', però, mi sgrida. E ha ragione. “D'altra parte questa esperienza non è paragonabile a nessun’altra che ho vissuto, forse solo all’analisi psicoanalitica. che ho praticato per molti anni” In una delle ultime sedute mi lascio definitivamente andare, piango a lungo. Racconto il mio dolore di bambina, il bisogno di madre. Miita mi dice di guardare la bambina che ero stata, di capire di che cosa ha bisogno. La devo riconoscere, abbracciare, amare. In quel dialogo tra noi sento che è una sofferenza che conosce bene, chissà se è arrivata a questo meraviglioso lavoro perché aveva bisogno di riconoscere anche lei la bambina che era stata. È un momento di empatia perfetta, che resterà per sempre nel mio cuore. Mi chiede che cosa mi fa sentire davvero “dentro” il mio corpo, e io rispondo stare nell’acqua, ma senza dover nuotare, senza dover per forza compiere una prestazione. E lei mi dice: stai nell’acqua, muoviti come vuoi, lentamente, fai le capriole e sorridi alla bambina che eri. È il tuo elemento. “In una delle ultime sedute mi lascio definitivamente andare, piango a lungo. Racconto il mio dolore di bambina, il bisogno di madre. Miita mi dice di guardare la bambina che ero stata, di capire di che cosa ha bisogno” Dopo la fine del percorso di dieci sedute, ci siamo viste altre volte, quando io potevo andare o quando lei aveva un’ora libera. Ora che avevo ricominciato a sgambettare, un po’ di mantenimento mi avrebbe fatto solo bene. Mi accorgo che avevo fatto la stessa cosa anche con la mia psicoanalista, come a prolungare un legame, un amore. Avevo in mente di chiamare Miita per vederla quando ho saputo che ci aveva lasciati. Un tumore l’aveva portata via in poco tempo. Avrei voluto sentirmi ancora tra le sue braccia. Avrei voluto abbracciarla anch’io e cullarla come lei aveva fatto con me.
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Movement Ecco il terzo seminario introduttivi al Rolfing® dedicato al Rolf Movement™, un workshop di 4 giorni dal 20 al 23 Luglio 2017 propedeutico alla formazione di base o come approfondimento integrativo alle proprie conoscenze. TEMI Durante il seminario di Movement si esploreranno le dinamiche di respiro e cammino, per comprendere, incorporare e sperimentare le dinamiche che ne facilitano e inibiscono le funzioni. Poiché il Rolfing® si occupa del corpo vivente che agisce nel campo della gravità, osservandolo e orientandolo su più livelli, partecipare al pretraining di Movement può dare la possibilità di sperimentare in prima persona i benefici e la logica del sistema di lavoro, conoscendo ed acquisendo i concetti fondamentali degli aspetti funzionali del metodo Rolfing®. Molto tempo sarà infatti dedicato ad approfondire la capacità di ascolto del proprio movimento, a prendere contatto con la consapevolezza corporea del corpo proprio e di quello dell'altro, ad acquisire gli strumenti che consentono di leggere il corpo dell'altro in movimento e posizione in statica. La partecipazione a questo seminario sostituisce 2 delle 5 sedute individuali di Movement™ richieste per accedere alla formazione di base. Dal 20 al 23 luglio 2017 a Bologna presso la sala congressi dell’Hotel Re Enzo, in via Santa Croce 26 (a pochi minuti da aeroporto e stazione e facilmente raggiungibile in auto). Il seminario è a numero chiuso per ordine di iscrizione Costo: 550€ iva inclusa Early Bird: 5 Giugno - SCONTO 10% (500 euro) Termini iscrizione: 15 Giugno (standard price 500 euro)
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Ed eccoci giunti all'ultimo incontro della serie: ROLFING • TERAPIA FASCIALE • ARTI CORPOREE Il 14 Maggio alle ore 18:00 sul canale Facebook di AIR, sarà trasmesso un live meeting con tema: Rolfing Pilates Gyrotonic: La Fascia, organo di Forma e percezione per modulare stabilità, tono, coordinazione Partecipazione libera, basta andare nella pagina Facebook di AIR e attendere l'inizio della live Durata: 1h – Piattaforma Facebook Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Rita Geirola, membro della Facoltà europea di Rofling e Rolf Movement, insegnante Feldenkrais, insegnante Pilates Nicola Carofiglio, Rolfer, membro facoltà europea di Rolf Movement, danzatore, coreografo, istruttore di Gyrotonic e Gyrokinesis Vito Santorsola , Rolfer, operatore Rolf Movement, insegnante di Pilates, Gyrotonic, Gyrotoner, Gyrokinesis Pierpaola Volpones - Chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia SEGUICI SU FACEBOOK! Resta informato! Accedi alla pagina e metti un mi piace per essere avvisato quanto il webinar sarà trasmesso. Non hai un profilo Facebook? Nessun problema, i giorni successivi il video sarà reso disponibile qui e sul canale YouTube Ufficiale Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale.
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Gli atleti tendono a utilizzare continuamente gli stessi muscoli. Questi diventano sempre più tesi, e ciò ha un effetto sui muscoli. Possiamo fare stretching, ma non raggiungiamo tutto. Il Rolfing mi aiuta a raggiungere zone come le costole, gli addominali, la parte superiore del corpo e i fianchi che sono difficili da raggiungere. Sciatore olimpico, Mickey Egan Non solo i muscoli contribuiscono al movimento Non solo i muscoli contribuiscono al movimento; la fascia, il tessuto connettivo che circonda i muscoli, svolge anche un ruolo cruciale. Questo è particolarmente importante negli sport competitivi, dove i movimenti richiedono massima coordinazione e coinvolgimento muscolare. Qualsiasi restrizione nella mobilità può ostacolare il rilascio ottimale di energia, influenzando quindi le prestazioni sportive. Con un crescente interesse nell'allenamento della fascia, gli atleti di varie discipline hanno riconosciuto l'importanza di una rete fasciale equilibrata per prestazioni migliorate e ridotto rischio di infortuni. Il Rolfing è un metodo di lavoro corporeo che affronta specificamente la Fascia. Concentrandosi sulla funzione del sistema fasciale e sul suo trattamento mirato, supporta l'allenamento fisico e può migliorare significativamente le prestazioni sportive riducendo il rischio di infortuni. Quali sono i vantaggi del Rolfing® per gli Atleti? Vantaggi del Rolfing® per gli Atleti sono molteplici: oltre ai muscoli, la fascia funge da fonte essenziale di energia per il sistema muscolo-scheletrico umano. La fascia collega diverse regioni del corpo e facilita il trasferimento di energia dai muscoli contratti alle ossa attraverso "percorsi fasciali". Mantenere l'equilibrio nelle catene muscolo-fasciali del corpo è cruciale per un movimento ottimale. Attraverso un'analisi precisa dei modelli di movimento e il lavoro manuale, i Rolfers® affrontano squilibri dovuti ad aderenze e restrizioni fasciali, promuovono la circolazione dei tessuti e assicurano un allineamento corporeo ottimale rispetto alla gravità. Il Rolfing, dunque, gioca un ruolo vitale nelle attività sportive, sia per principianti che per atleti d'elite, indipendentemente dall'età. A seconda dello sport e del livello di prestazioni, questo metodo manuale può mirare a specifiche aree e contribuire al miglioramento delle prestazioni, che sia nella corsa, nel ciclismo, nel sollevamento pesi, nello yoga, nella danza, nello sci o in qualsiasi altro sport. Garantendo una rete fasciale equilibrata, il Rolfing può consentire una trasmissione più efficiente della potenza, alleviare le articolazioni e migliorare l'equilibrio, contribuendo a un movimento efficiente e coordinato. Gli atleti apprezzano il Rolfing perché è un metodo delicato che supporta efficacemente il recupero, riduce il rischio di infortuni e aiuta a migliorare le prestazioni sportive. Articolo originale tratto da European Rolfing Association: https://rolfing.org/articles/blog/power-fascia
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Sono Marco, dalla Sardegna, un libero professionista appassionato di apnea e immersioni. Grazie al Rolfing ho scoperto di avere delle straordinarie potenzialità che non sfruttavo. Partiamo dall'inizio: frequentavo una scuola di apnea da circa tre anni, la disciplina mi piaceva e quindi mi allenavo costantemente per arrivare a buoni risultati. Quando ho iniziato, mi immergevo per miei 'modesti' 24 mt, che poi sono riuscito a portare a 35 mt. Nel frattempo, ho conosciuto il Rolfing. Per puro caso, durante una fiera del benessere. Attratto dal logo dell'Associazione Italiana Rolfing, che mi incuriosiva, mi sono fermato a chiedere informazioni al loro stand. E, da quel momento in poi, ho iniziato il mio percorso. Prima di inziare con le sedute ero convinto di avere una cassa toracica con una buona elasticità. Ora, invece, ripensando al mio torace, ma anche a tutto il resto del corpo, l'immagine che mi viene in mente è quella di una mummia egizia: una fascia stretta e per niente elastica che mi limitava nella respirazione e che rendeva ogni movimento più faticoso. Negli allenamenti con le pinne, ad esempio, le mie gambe faticavano per la mancanza di ossigeno. Ma pian piano, andando avanti con le sedute, ho scoperto che il Rolfing rendeva il mio torace elastico e leggero. Tanto che ora la mia sensazione nel prendere aria è quella di “non sentirmi mai pieno” perché il mio torace è completamente libero da tensioni, e lo è anche tutto il resto del corpo. Dopo il ciclo delle dieci sedute (e tanto allenamento), sono arrivato ad immergermi fino 75 mt. Galvanizzato da questo risultato, ho deciso di partecipare al campionato italiano indoor di Apnea. Prima, però, sono tornato dalla mia rolfer per un paio di sedute. Risultato: ho terminato la mia avventura agli italiani indoor con 116 mt e una bellissima sensazione di rilassatezza. Non perché ero in procinto di svenire ma perché mi sentivo favolosamente bene! Dopo la mia esperienza, devo proprio ammetterlo: ogni occasione è buona per consigliare il Rolfing a chiunque incontri.
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Il nostro corpo è in costante dialogo con la gravità, e le attività quotidiane, così come le passioni come l'arrampicata, possono creare schemi di tensione e disallineamento. Spesso, questi sbilanciamenti si traducono in rigidità, dolori o una ridotta efficienza di movimento. Ma cosa accadrebbe se potessimo ripristinare l'allineamento naturale del corpo, migliorandone la funzionalità e la percezione? Un articolo pubblicato su Climbing Magazine a cura di Mike Papciak, esplora i benefici del Rolfing, evidenziando come la fascia, quando disorganizzata, possa ostacolare il movimento fluido e causare dolore. A differenza di approcci più superficiali, il Rolfing mira a modificare la struttura corporea profonda, correggendo le fonti di tensione attraverso la serie di 10 sedute, per un migliore allineamento verticale e una ottimale funzionalità. Il Rolfing Consigliato per gli Scalatori La gravità e le posture che assumiamo possono alterare il nostro allineamento, generando rigidità muscolare e movimento limitato. Per gli scalatori, questo può manifestarsi in problematiche come tendiniti rotulee, distribuzione ineguale del peso sui piedi o rigidità negli avambracci. Questi esempi specifici evidenziano come le tensioni fasciali possano influenzare negativamente non solo le attività quotidiane, ma anche le performance sportive. L'esperienza condivisa nell'articolo di Climbing Magazine da uno scalatore professionista che si è sottoposto a un ciclo di Rolfing, sottolinea come questo approccio abbia portato a un significativo miglioramento della postura, una più equilibrata distribuzione del peso, una riduzione della tensione nella parte superiore del corpo, avambracci più sciolti e la risoluzione di una tendinite al ginocchio. Sebbene i benefici siano stati descritti come sottili e non una "rinascita magica", il Rolfing ha indotto una maggiore consapevolezza dell'allineamento corporeo e una diminuzione del dolore dopo lunghe giornate di lavoro o sessioni intense di arrampicata. Il Rolfing non si limita a trattare i sintomi, ma mira a rieducare il corpo a sostenere se stesso in modo più efficace rispetto alla gravità. Questo processo non solo ottimizza la postura, ma può anche portare a: Maggiore libertà e fluidità nel movimento: Il corpo si muove con minor sforzo e maggiore agilità. Riduzione dei dolori cronici: Alleviando le tensioni profonde e riallineando la struttura, si possono risolvere problematiche muscolo-scheletriche persistenti. Aumento della consapevolezza corporea: Si impara a percepire il proprio corpo in modo più completo, riconoscendo e modificando abitudini posturali potenzialmente dannose. Miglioramento della respirazione: Liberando la gabbia toracica e il diaframma, la respirazione diventa più profonda ed efficiente, influenzando positivamente l'energia e la vitalità. Senso di benessere generale: Un corpo più equilibrato, meno teso e più consapevole porta a un incremento significativo di energia e vitalità, migliorando la qualità della vita quotidiana. Se sei alla ricerca di un approccio che ti aiuti a migliorare l'equilibrio del tuo corpo, la tua postura e la tua performance, sia nella vita di tutti i giorni che nelle tue attività fisiche preferite, il Rolfing può offrirti una strada verso un benessere più profondo e duraturo. Fonte: L'articolo originale che ha ispirato questo abstract è "Climbing Magazine" e può essere consultato su RolfingWorks.com
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Uno studio scientifico pubblicato su National Library of Medicine condotto da Andreas Brandl, Katja Bartsch, Helen James, Marilyn E. Miller e Robert Schleip, conferma ancora una volta come il Metodo Rolfing®, possa apportare importanti benefici alla postura miticando schemi compensatori inadeguati Gli allineamenti errati nel corpo, dovuti all'ispessimento e all'accorciamento fasciale, possono portare a complessi schemi di compensazione; una terapia neuromuscoloscheletrica completa come il Metodo Rolfing può agire in modo ottimale mitigando tali effetti e apportando significativi miglioramenti posturali e migliorando il benessere fisico. Lo studio è stato condotto sun un totale di 727 soggetti ed è stato esaminato retrospettivamente dai registri medici su un periodo di 23 anni. Si è evidenziato che un totale di 383 soggetti che avevano completato 10 sessioni di Rolfing hanno soddisfatto i criteri di eleggibilità per il range di movimento attivo (AROM) della spalla e dell'anca prima e dopo il trattamento. QUI IL LINK ALLA PUBBLICAZIONE Abstract dei Risultati La flessione della spalla, la rotazione esterna e interna, e la flessione dell'anca sono migliorate significativamente dopo 10 sessioni di SI. La flessione della spalla sinistra e la rotazione esterna di entrambe le spalle sono aumentate di più negli uomini rispetto alle donne, ma non sono state influenzate dall'età. Lo studio conferma, dunque, che l'Integrazione Strutturale potrebbe produrre molteplici cambiamenti nei componenti delle catene miofasciali che potrebbero aiutare a mantenere la postura eretta negli esseri umani e ridurre gli schemi di compensazione inadeguati. Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/ Studio: Influence of Rolfing Structural Integration on Active Range of Motion: A Retrospective Cohort Study Pubblicato il: Ottobre 2022 SCARICA QUI LO IL PDF DI APPROFONDIMENTO
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L'Associazione Italiana Rolfing® è lieta di comunicarvi l'imminente lancio del corso online e on-demand dedicato alla Fascia: IL FASCINO DELLA FASCIA Anatomia • Funzione • Dinamica Un corso per riscoprire il bello dell'anatomia umana in modo chiaro, semplice e piacevole per approfondire la vostra conoscenza della materia e stimolare la curiosità. Un corso IDEALE PER TUTTI, massaggiatori, fisioterapisti, personal trainer, insegnanti di yoga, bodyworkers e per tutti coloro che vogliono approfondire ed osservare l'anatomia umana sotto nuovi e moderni punti di vista. NUOVI STRAORDINARI PUNTI DI VISTA Il corso, in lingua italiana, sarà composto da diverse lezioni on-demand tenute da Pierpaola Volpones, Chair della Faculty Europea del Rolfing e Rita Geirola, insegnante della Faculty Europea di Rolfing e direttrice della scuola Formazione Italiana Rolfing®. Direzione Artistica: Marina Blandini Editing: Andrea Scirè Studio Ideato e Prodotto da: Associazione Italiana Rolfing Distribuito da: Formazione Rolfing Italia
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In occasione delle Olimpiadi Invernali, è interessante osservare come la biomeccanica degli atleti olimpici tragga beneficio da una struttura corporea ben organizzata. Negli sport sulla neve e sul ghiaccio, dove il corpo deve gestire forze centrifughe e superfici irregolari, il rapporto con la gravità diventa determinante. "Quando il corpo riesce a lavorare in modo appropriato, la forza di gravità può fluire attraverso di esso. Allora, spontaneamente, il corpo ritrova la sua armonia naturale." — (Ispirato al pensiero della Dr. Ida P. Rolf) Perché l’Integrazione Strutturale è così preziosa per chi sfida le vette? Ecco tre "pillole" dalla ricerca internazionale Simmetria e Precisione La ricerca evidenzia come il ciclo delle dieci sedute favorisca una maggiore simmetria del tronco e una mobilità ottimale degli arti inferiori. Per uno sciatore, questo si traduce in una distribuzione millimetrica del carico sulle lamine e in una capacità superiore del bacino di adattarsi alle pendenze. (Fonte: Structure, Function, Integration Journal, Vol. 52, No. 1 - June 2024) Vitalità dei tessuti e Recupero Lavorare sulla plasticità della fascia non è solo una questione posturale. Uno studio recente ha dimostrato che interventi miofasciali specifici possono aumentare la microcircolazione locale del 31,6%. Una fascia ben irrorata è la chiave per mantenere l’elasticità sotto sforzo e favorire il ritorno all'equilibrio naturale dopo la performance. (Fonte: Brandl & Schleip, "Immediate Effects of Myofascial Release on Lumbar Microcirculation", Journal of Clinical Medicine 2023, citato in SFI Journal, June 2024) L’eredità dei Campioni Il legame tra Rolfing® e sport d'alto livello ha radici profonde Ne è un esempio la carriera di Helen Grace James, storica Rolfer™ di numerosi atleti olimpici. Il suo approccio dimostra come affinare la propriocezione permetta all'atleta di "sentire" il proprio asse, eliminando gli sprechi energetici e trasformando la gravità da peso a risorsa. (Fonte: "Honoring Helen James, Rolfer to Olympians", SFI Journal, Vol. 52, No. 2 - December 2024) Come Associazione Italiana Rolfing® (A.I.R.), promuoviamo una visione dove il benessere nasce dall'allineamento, quando la struttura è organizzata, il sistema nervoso può orchestrare ogni gesto con una fluidità nuova, danzando armonicamente con la preparazione atletica e portando allo stato d'arte ogni performance in pista.
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05 GIUGNO 2021. la ricerca contemporanea ci ha rivelato che la fascia è un organo sensoriale: In questo webinar, il dott. Robert Schleip, da vero divulgatore scientifico approfondirà il significato di questa definizione e delle relazioni fra fascia e sistema nervoso autonomo. Un webinar offerto da Formazione Rolfing Italia, utile per i professionisti della terapia manuale che agiscono sulla fascia e per i terapisti della riabilitazione. ISCRIVITI SUBITO
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Sono Helene, insegnate di stretching posturale, una tecnica di movimento del corpo che aiuta a ristrutturare la postura grazie a degli esercizi che mescolano contrazioni e allungamenti muscolari. E grazie al Rolfing® ho dato un senso al lavoro che sto facendo anni su me stessa. L'approccio manuale del Rolfing®, infatti, mi ha consentito di aprire, armonizzare e anche prendere coscienza di alcuni regioni del mio corpo, che fino ad allora non ero mai riuscita a raggiungere. Il ciclo delle dieci sedute ha rappresentato una liberazione per il mio corpo, che ora riesco a vivere in ogni suo aspetto. “L'approccio manuale del Rolfing® mi ha consentito di aprire, armonizzare e anche prendere coscienza di alcuni regioni del mio corpo” Questi risultati li devo esclusivamente al Rolfing® e, in particolare, come questo viene praticato dalla mia Rolfer, Camilla Gotta. Il suo modo di lavorare ha contribuito a rendere ancora più efficaci gli effetti del Rolfing® su me stessa: Camilla sa come attivare nel cliente una maggiore introspezione, è in grado di osservare il corpo con cura ed acume e possiede un 'tocco' davvero intelligente ed adeguato.
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...ciò consente lo svolgimento di tutte le funzioni (respirare, camminare, sedersi, piegarsi, correre ecc.) senza tensioni e con il minimo dispendio di energia. Immaginiamo il corpo come idealmente costituito da settori impilati l’uno sull’altro seguendo un ordine intorno all’asse verticale rappresentato dalla colonna vertebrale (...) Ecco un estratto di un interessante approfondimento di Angela Biancalani, Certified Advanced Rolfer™ , pubblicato nella sezione "Salute" della rivista online LIFEGATE.it CLICCA QUI PER LEGGERE L'INTERO ARTICOLO Angela Biancalani è una Certified Advanced Rolfer™ che opera a Firenze, Per maggiori informazioni qui
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Ecco un estratto dell'intervista a Jakob Reichardt - Certified Rolfer®, B.Sc. Sport Science, Licensed Strength & Conditioning Coach - pubblicata su European Rolfing Association, in cui ci racconta come e perchè il Rolfing è un valida integrazione nelle routine di atleti professionisti e amatori. "Quando ho iniziato i miei studi in Scienze dello Sport, presso l'Università Tecnica di Monaco, parte del lavoro, delle idee e dei concetti del Rolfing mi erano già familiari. Avevo finito la mia prima serie di dieci poco prima dell'inizio del mio primo semestre ed avevo ancora l'impressione di essere "rolfato". Sebbene non riuscissi davvero a concepire il motivo per cui il mio corpo stesse cambiando, c'era una sensazione di interconnessione nei movimenti che mi ha toccato profondamente e sono stato in grado di trasferirla nella mia routine atletica personale (...) Quali benefici può portare Rolfing® agli atleti e a coloro che si allenano? Dal momento che ciascuno dei nostri clienti è unico per se stesso, penso che non si possa fare un'affermazione generalizzata sui vantaggi che il Rolfing offre per le prestazioni atletiche (...) Per gli atleti professionisti ad alte prestazioni devono essere considerate due cose. In primo luogo, l'aspetto della tecnica specifica per lo sport dell'atleta. Un sistema di complesse abilità motorie specifiche per lo sport che vengono acquisite attraverso anni di formazione. Sebbene vi sia una discreta variabilità, soprattutto tra gli atleti di livello mondiale, i requisiti motori specifici dello sport sono gli stessi. Quindi, qualunque input diamo, l'atleta lo elaborerà attraverso i requisiti motori della sua disciplina. La seconda considerazione riguarda la velocità e le sue derivate. A parte le poche discipline incentrate sulla resistenza, come la maratona, in quasi tutti i principali sport la capacità di creare la massima forza nel minor tempo costituisce una delle principali caratteristiche atletiche per cui si allenano atleti professionisti/ad alte prestazioni. In un ambiente competitivo in particolare, rapidità e reattività ridotte saranno svantaggiose. Una delle prime osservazioni che ho potuto fare sugli atleti professionisti/ad alte prestazioni è stata sul beneficio di recupero delle sessioni. Nei periodi tra una competizione e l'altra o dopo lunghi periodi di allenamento, siamo stati in grado di diminuire il tono simpatico e la qualità del tessuto ammorbidito. L'azione calmante del sistema neuro-fasciale ha anche permesso ai dolori acquisiti in quei lunghi periodi di performance di diminuire. Come Rolfers possiamo contribuire fortemente al processo di recupero di un atleta. Un atleta sufficientemente recuperato può accedere più velocemente alle proprie risorse, l'atleta può allenarsi più duramente e di conseguenza progredire ulteriormente nella propria disciplina." Leggi tutto sul sito di European Rolfing Association, clicca qui Autore: Certified Rolfer®, B.Sc. Sport Science, Licensed Strength & Conditioning Coach, Jakob Reichardt - Germany Photo Credit: Jakob Reichardt
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C'è una parte del nostro corpo che può rappresentare la soluzione ideale per risolvere i problemi articolari e migliorare le prestazioni sportive delle persone: si tratta della Fascia muscolare, quel tessuto connettivo che si irradia per tutto il nostro corpo e che è dotato di una straordinaria potenza, molto spesso sottovalutata. Negli ultimi decenni, però, medici, biologi e fisioterapisti hanno iniziato a studiarla a fondo, comprendendone l'enorme valore per la nostra salute. Ma come è composta la Fascia ed in che modo si irradia nel nostro corpo? Esistono varie 'reti', connessioni e catene di tessuto connettivo. Vediamone insieme le principali: 1) La rete delle fasce addominali La rete delle fasce addominali è composta da tre strati: uno verticale - che va dallo sterno al pube -, uno diagonale e uno orizzontale. 2) La connessione del petto con il braccio All'interno dell'avambraccio esiste una catena mio-fasciale, che attraversa il gomito e i bicipiti, per poi connettersi ai pettorali e allo sterno. 3) La catena che attraversa arco plantare, adduttori e pavimento pelvico Questa catena corre dall'arco del piedi, attraverso gli adduttori, e arriva al pavimento pelvico. In questo modo rafforza l'articolazione del ginocchio. 4) La catena spalle-gomito Essa corre dalla parte esterna del braccio ed è connessa con il deltoide, alcuni parti del trapezio, il collo e la spina dorsale. 5) La fascia della coscia Questa Fascia corre dal bacino e arriva fino sotto il ginocchio. 6) Catena dorsale diagonale Questa complessa catena collega la parte superiore con la parte inferiore del corpo. Corre dal gluteo fino ad arrivare al grande dorsale e viene ricoperta da una fascia che si estende su tutto il dorso. 7) La Rete Il tessuto connettivo percorre tutto il corpo. Dove si addensa, forma catene che connettono varie parti del corpo, inclusi muscoli e ossa. Ricerca scientifica e Fascia: il parere degli esperti. Tra i massimi esperti mondiali sulla Fascia c'è il Dr. Robert Schleip, biologo, ricercatore e direttore della Fascia Research Group alle Università di Ulm, in Germania. Schleip chiama il tessuto connettivo “l'organo Cenerentola”, perché per centinaia di anni questa struttura è rimasta ignorata dalla ricerca, pur occupando ben il 20% del volume del corpo umano. Schleip si è avvicinato alla Fascia quando lavorava come Rolfer, professione che lo aveva portato a scoprire gli incredibili risultati che si riuscivano ad ottenere lavorando su questo tessuto connettivo. Agli inizi dei suoi studi, per la medicina la Fascia era quasi considerata un 'fastidio': “nei corsi di anatomia – spiega lo studioso - i dottori erano addirittura contenti quando potevano togliere quello che era visto come un semplice tessuto bianco senza forma, che se eliminato rendeva più visibili la carne rossa e gli organi.” Siegfried Mense, Professore di Anatomia alle Università di Heidelberg, Germania, prevede che “il tessuto connettivo sarà sempre più importante nelle valutazioni dei medici, insieme a muscoli ed articolazioni”. Il motivo è semplice: “la fascia dorsale ha più ricettori nervosi che i muscoli erettori della schiena“. Ciò significa che la rete di tendini, legamenti e tessuto connettivo costituisce semplicemente il più grande organo sensoriale del corpo umano. Essendo collegata anche con il sistema nervoso simpatico, inoltre, la rete connettivale influisce in modo sensibile anche sullo stress. Anche l'Italia sta dando il suo apporto alla ricerca sulle Fasce. Ad occuparsene, con successo, sono i ricercatori Carla ed Antonio Stecco, considerati tra i pionieri degli studi sul tessuto connettivo, i quali recentemente hanno scoperto che in persone con problemi alla cervicale, la Fascia nella zona del collo è più densa rispetto a quella in persone sane. L'età e lo stato della Fascia: i bambini e gli anziani. L'età dell'individuo si riflette in modo profondo sullo stato del tessuto connettivo. Mentre i giovani hanno una tipologia di tessuto che assomiglia ad una sorta di 'calza di nylon', col passare degli anni si formano collegamenti trasversali e, quando ci si avvicina la vecchiaia, il tessuto perde la sua elasticità. “E' come il corpo avesse un vestito troppo piccolo”, sottolinea la Rolfer, istruttrice di Fascial Fitness e di Yoga Daniela Meinl. “Il nostro intervento chirurgico sulle Fasce aiuta i bambini che soffrono di paralisi spastica”, spiega Peter Bernius, primario del reparto Pediatria e Neuro-ortopedia all'ospedale Schön, a Monaco di Baviera. In questi soggetti gli spasmi muscolari fanno indurire la muscolatura e anche le Fasce, fino al punto che il muscolo non ha più la capacità di muoversi ed i pazienti iniziano a camminare sulle punta dei piedi. Con l'intervento sul tessuto connettivo, invece, la maggior parte dei pazienti riesce a muoversi meglio ed a ritrovare la fluidità di prima Gli esercizi specifici, come lo stretching dinamico, 'ringiovaniscono' le strutture fasciali, perché stimolano delle cellule nel tessuto connettivo, chiamate fibroblasti, a rinnovare la rete di collagene. Affinché questo si verifichi con cambiamenti misurabili, spiega il Dr. Schleip “si impiegano tra le 9 e le 14 settimane”. La Fascia e lo Sport, un legame sempre più stretto. Le potenzialità della Fascia sono al centro delle ricerche e delle pratiche sportive di ogni tipo, dal calcio al golf fino al basket. Uno dei connubi più famosi in tal senso è quello voluto dal capo fisioterapista della nazionale tedesca di calcio Klaus Eder, che da decenni sta ottenendo risultati impressionanti grazie al suo lavoro sul tessuto connettivo. Kristina Rothengatter, giocatrice golf professionale, racconta così la sua esperienza: “volevo diventare più mobile nelle articolazioni dell'anca e delle spalle per poter colpire più forte la pallina. Per questo mi sono rivolta ad un allenatore Fasciale. Grazie a lui ho cambiato completamente la mia routine di riscaldamento: mentre prima facevo stretching statico, ora faccio stretching in movimento”. Molti atleti lavorano autonomamente sulla Fascia grazie ad un attrezzo specifico, il Blackroll. A spiegare come ci pensa il giocatore di basket Andrej Mangold: “per noi usarlo è ormai diventata routine, tanto che i nostri allenatori chiamano questa pratica igiene muscolare, che come la igiene orale va praticata ogni giorno”. Che effetti ha questa 'pratica quotidiana'? “All'inizio mi faceva male, ma ora lo sento come massaggio rilassante, ed inoltre i miei tempi di recupero si sono accorciati”. Il Rolfer e studioso della Fascia Markus Rossmann lavora soprattutto con allenatori di calcio, ai quali insegna nuovi sistemi di allenamento e particolari metodi di 'manutenzione' delle fasce. Nella sua attività con gli sportivi, Rossmann ha dimostrato che quando si ha una rete fasciale più elastica il corpo usa meno energia, e che una corretta stimolazione del tessuto connettivo da parte del professionista aumenta le prestazioni dell'atleta. La maggior parte dei terapisti sportivi, come Klaus Eder, lavora sulle Fasce a mani nude, mentre altri, come Sven Kruse, adottano strumenti particolari per non compromettere le proprie dita. Lo Yoga Fasciale. Un'altra variante dell'allenamento delle Fasce è lo Yoga fasciale. In esso si cambiano gli angoli di lavoro degli arti e si introducono elementi dinamici, come lo spostamento del piede o una inclinazione della parte superiore del corpo. Questo perché, conclude la Rolfer Daniela Meinl “la parte tendinosa delle fasce non viene stimolata abbastanza nello yoga classico”. Fonte: Focus Germania, 7 Novembre 2015 traduzione e sintesi di Marcel Teeuw Certified Rolfer® e Rolf Movement™ Practitioner














