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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Ida Paulina Rolf Il Rolfing deve la sua nascita a Ida Pauline Rolf. All'età di 20 anni circa Ida Rolf si diplomò al Barnard College di New York, e a 25 anni ottenne il PhD in Biochimica al "College of Physicians and Surgeons" presso la Columbia University. Nei sette anni successivi lavorò presso il rinomato Rockefeller Institute for Medical Research dove ottenne - cosa insolita per una donna a quel tempo - la posizione di Professore Associato. Dalla pratica dello Yoga, e grazie alla sua formazione scientifica, la Rolf sintetizzò un metodo che chiamò "Integrazione Strutturale". Dedicò il resto della sua vita a insegnare e trasmettere questa tecnica che più tardi prese il suo nome, "Rolfing".
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Ti sei mai chiesto come il tuo corpo riesca a trovare l’equilibrio nello spazio? In un recente articolo pubblicato su Structural Integration: The Journal of the Rolf Institute®, dal titolo The Resonance of Space, Ground, and Gravity, Jörg Ahrend-Löns - Certified Advanced Rolfer® e Rolf Movement® Practitioner - esplora come piedi, occhi e sistema vestibolare collaborino per garantire il nostro equilibrio e la nostra consapevolezza corporea. Attraverso il metodo Rolfing®, possiamo ristabilire una connessione profonda tra il nostro mondo interiore e quello esterno, favorendo un movimento più libero e una maggiore consapevolezza. Il corpo in dialogo con lo spazio Sin dall’infanzia, il nostro sviluppo motorio dipende dalla capacità di risuonare con lo spazio che ci circonda. L’articolo di Ahrend-Löns ci guida alla scoperta di come il corpo crei un continuo scambio di informazioni tra gravità, terreno e postura. Questa interazione non solo sostiene la nostra capacità di camminare o stare in equilibrio, ma influenza anche il nostro benessere globale. Piedi, occhi e sistema vestibolare: un’alleanza per l’equilibrio I piedi rappresentano la nostra connessione diretta con il terreno, fungendo da base stabile. Gli occhi, invece, interpretano il nostro posizionamento nello spazio, mentre il sistema vestibolare nell’orecchio interno regola il senso di equilibrio e orientamento. Il metodo Rolfing® lavora su questi elementi per migliorare la percezione del corpo e armonizzare il movimento. Libertà e leggerezza nel movimento Il metodo Rolfing® non è solo una tecnica di riallineamento posturale, ma anche un processo di esplorazione personale. Migliorare la relazione tra corpo e spazio permette di muoversi con meno sforzo, favorendo un senso di leggerezza e fluidità. Come evidenziato nell’articolo, questa armonia tra corpo e ambiente è il fondamento per una vita più consapevole e sana. L’approccio presentato da Jörg Ahrend-Löns invita a riflettere sul profondo legame tra la struttura del corpo umano e le forze che lo circondano. Il Rolfing® offre una chiave per riscoprire questo equilibrio, trasformando il movimento quotidiano in un’esperienza di libertà e benessere. Se vuoi approfondire, puoi consultare l’articolo originale qui
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"Una pioniera nella ricerca sulla Fascia" è il nuovo video realizzato da DIRI (Dr. Ida Rolf Institute®) sulla Dr. Ida P. Rolf e la sua intuizione sul tessuto chiamato Fascia e il suo ruolo sull'equilibrio del corpo umano. Buona Visione Fonte: Vimeo Produttore: DIRI (The Ida Rolf Institute™) Canale: Renaissance Media
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Il 15 Settembre presso il "Parcolistico" Centro Nuoto di Vignola, Maria Cristina Crivellari, Certified Advanced Rolfer™ Rolf Movement™ Practitioner, presso il suo stand offrirà informazioni sul metodo Rolfing e suoi benefici. In occasione dell'evento verrà effettuata una breve presentazione esperienziale di gruppo di Rolfing Movement™ dove verrà utilizzato il corpo libero, rolls per l'allungamento fasciale e lo strumneto soulsospension per decomprimere e risentire il proprio centro. Per informazioni contattare Rolfing Modena o direttamente Maria Cristina Crivellari
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Chi può descrivere meglio Thomas W. Findley se non se stesso? Ecco alcuni estratti dalla sua biografia: “Ho condotto ricerche di qualunque tipo fin da giovanissimo e per gran parte della mia vita professionale mi sono destreggiato nelle ricerche, sia mediche, sia di vita. La mia carriera si è concentrata nel connettere la pratica clinica, la base teorica, e applicane misurazioni in ricerche sulla riabilitazione, attraverso una gran dose di modelli matematici. Ho una formazione estesa in medicina complementare, iniziando con il formarmi in agopuntura e omeopatia, mentre ero uno studente di medicina alla Georgetown nel 1975, quando venni a conoscenza della Dott.sa Rolf al dipartimento di Medicina Fisica. (...) le mie esplorazioni sulla fascia mi hanno portato alle interazioni tra fascia e cancro, sotto la giuda di AT Still MD (il fondatore della medicina osteopatica) che scrisse in merito a questo argomento più di 100 anni fa. I ricercatore oncologici stanno guardando sempre più da vicino alle meccaniche ambientali che circondano il tumore e in che modo gli ambienti più rigidi sono anche più ricettivi per la crescita metastatica. Sono stato nella commissione organizzatrice per un congresso innovativo sulla fascia, agopuntura e cancro alla Harvard Medical School nel Novembre del 2015, congresso in cui anche io ero un relatore. Poiché mi trovo a cavallo tra la scienza e la pratica clinica di entrambe, fascia ed esercizio, ho raccolto dati sugli aspetti clinici e il meccanismo cellulare è diventato una priorità nella mia ricerca.” Testo originale: Bridget Barbieri Traduzioni a curi di: Eleonora Celli Altri video in lingua originale sul sito dell'European Rolfing® Association
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JAMIE STONE condivide con noi la sua esperienza con il Rolfing® e ci racconta come questo metodo le abbia donato sollievo al mal di schiena che quotidianamente la affliggeva a livello lombare: "... Una cosa che il Rolfing® mi ha davvero insegnato è quanto sia importante muovere il tuo corpo, specialmente quando superi i trenta (..) Non ho più quei terribili dolori alla parte bassa della schiena. Se hai mai provato qualcosa di simile, so che probabilmente sarai d'accordo con me! ..." LEGGI L'ARTICOLO ORIGINALE QUI Pubblicato su hellogiggles.com Autore: JAMIE STONE - 31 Maggio, 2018 Articolo in inglese su European Rolfing® Association
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Questi corsi sono destinati a tutti coloro che desiderano intraprendere il percorso per divenrare un Rolfer™, non sono obbligatori ma molto utili per consolidare le basi di anatomia, tocco e movimento. Per sensibilizzare la partecipazione ai corsi di Pretraining, Formazione Rolfing Italia si impegna a restituire l’investimento iniziale dei seminari una volta conclusa Fase 3, ovvero quando il candidato diventa un Certified Rolfer™: un tesoretto utile a promuovere la propria attività fin da subito! SCOPRI DI PIU'
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Maggio: il Rolfing ® S.I. incontra i bambini Nel giorno del compleanno della dottoressa Ida Rolf, era tradizione aprire i propri studi per accogliere quei bambini interessati a scoprire i benefici del Rolfing. Quest'anno vogliamo riportare alla luce questa bella iniziativa. La giornata è rivolta a bambini da 1 a 10 anni. I Rolfer che aderiscono all’iniziativa faranno colloqui e brevi sedute. L'iniziativa è gratuita ma occorre prenotarsi telefonando direttamente al Rolfer a te più vicino. Ti aspettiamo! Scrivi a [email protected] per conoscere il Rolfer a te più vicino oppure scarica l'allegato.
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Dopo aver subito una sostituzione parziale bilaterale del ginocchio e aver lottato per tornare alla piena forma fisica, un collega mi aveva raccomandato Rolfing come una possibile opzione alla mia riabilitazione. Lavoro per un'organizzazione internazionale e faccio un lavoro fisicamente impegnativo, quindi ero aperto a qualsiasi forma di riabilitazione che potesse riportarmi ad una condizione pre-operatoria…. Oggi (ndr), consiglierei il Rolfing a chiunque abbia subito qualsiasi forma di operazione che abbia influito sulla mobilità, chiunque sia connesso a qualsiasi forma di sport, che si tratti di yoga, allenamento con i pesi, cross-fit ecc. Il Rolfing aumenterà quasi certamente le prestazioni fisicamente e mentalmente. -- Lloyd, Devon Una straordinaria testimonianza su Rolfing® dal sito web di Tara Fraser, Clicca sul pulsante sotto per saperne di più LEGGI L'ARTICOLO ORIGINALE Fonte European Rolfing Association Autore Tara Fraser - Certified Rolfer™ e insegnante di Yoga
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In questo articolo pubblichiamo una testimonianza significativa che arriva dal mondo della danza professionale e che mette in luce un aspetto profondo del Rolfing®: la trasformazione del rapporto con il proprio corpo. L’autrice, Judit Ruiz Onandi, Certified Advanced Rolfer®, Rolf Movement™ Practitioner e insegnante, racconta in prima persona come il Rolfing l’abbia aiutata a passare da una visione del corpo come strumento da utilizzare a quella di un vero compagno di viaggio. L'Articolo originale, pubblicato su European Rolfing Associazione - rolfing.org -, esplora non solo gli effetti fisici del lavoro con la fascia e l’integrazione strutturale, ma anche il profondo impatto sulla consapevolezza corporea, sull’ascolto, sulla creatività e sulla resilienza emotiva. È una lettura preziosa per chi, come noi dell’Associazione Italiana Rolfing®, crede nel valore del Rolfing® non solo come metodo per migliorare il benessere e le performance, ma come strumento di relazione con sé stessi. Come il Rolfing ha cambiato il mio rapporto con il corpo come danzatrice Autrice dell’articolo originale: Judit Ruiz Onandi danzatrice professionista, Rolfer® e Rolf Movement™ Practitioner. Come danzatrice professionista, ho vissuto dentro un corpo costantemente impegnato a performare, adattarsi ed essere modellato dalla coreografia. Per anni ho pensato al mio corpo quasi esclusivamente come a uno strumento: qualcosa da allenare, disciplinare e perfezionare. Fare esperienza del Rolfing® e approfondire il ruolo della fascia ha cambiato completamente questa visione. Ha aperto un nuovo percorso di consapevolezza corporea che è diventato essenziale per la mia carriera nella danza. Come danzatrice, il Rolfing mi ha dato la sensazione che il mio corpo sia più di uno strumento: è il mio compagno. La fascia nella danza: perché è più importante di quanto pensi Come molti danzatori, avevo sentito parlare di fascia, ma non ne comprendevo davvero la rilevanza. Il punto di svolta è arrivato quando ho appreso per la prima volta che la fascia può rimanere contratta anche dopo che un infortunio viene considerato medicalmente “guarito”. Mi riconoscevo profondamente in quell’esperienza in cui mi dicevano che andava tutto bene, ma io sentivo che qualcosa non si era ancora ristabilito. Attraverso le sessioni di Rolfing, ho compreso quanto profondamente la fascia possa influenzare quei requisiti fondamentali per la mia carriera di danzatrice: adattabilità e fluidità equilibrio e allineamento efficienza del movimento capacità di percepire e rispondere resilienza a lungo termine in una professione fisicamente impegnativa Non si trattava di un concetto anatomico astratto: era qualcosa che sentivo direttamente nel mio movimento. Rolfing® e fisioterapia: andare più in profondità? Per anni, osteopatia e fisioterapia mi hanno supportata durante stiramenti ricorrenti e il carico cronico della danza professionale. Il loro lavoro è stato prezioso, ma si concentrava soprattutto su momenti di infortunio o di dolore acuto. Dopo quelle sedute il dolore spariva, ma spesso avvertivo che qualcosa di più profondo nel mio corpo continuava a trattenere, qualcosa a cui non riuscivo davvero ad accedere. Il Rolfing ha toccato quello strato. Questo lavoro ha portato un livello di coerenza e facilità che mi accompagnava di nuovo in sala prove. Dopo aver iniziato con il Rolfing, ho avuto una sensazione generale di un corpo molto più adattabile e capace di affrontare richieste fisiche estreme. Per la prima volta ho provato un senso di integrazione, anziché un sollievo temporaneo. Come il Rolfing ha migliorato la qualità del mio movimento Dopo diverse sessioni di Rolfing, il mio corpo si sentiva diverso in modi profondamente significativi per la mia carriera nella danza: più radicato nel trasferimento del peso più chiaro nella direzione e nell’intenzione meno faticoso nell’estensione e nella sospensione più spazioso intorno alle articolazioni più connesso lungo tutta la linea corporea Era come se potessi muovermi con meno “rumore” interno. Il movimento diventava più reattivo e meno faticoso. Il mio dolore cronico alla zona lombare — che mi accompagnava da cinque anni — si è attenuato mentre il corpo si riorganizzava. Il mio corpo ora si sente molto più vivo e sveglio rispetto a 20 anni fa. Dal forzare all’ascoltare: Rolfing e intelligenza somatica La vera trasformazione non è stata solo fisica, ma relazionale. Il Rolfing mi ha aiutata a passare da “Come faccio a far fare questo al mio corpo?” a “Cosa mi sta dicendo il mio corpo su come questo movimento vuole accadere?”. Questo ha cambiato: il modo in cui mi riscaldo il modo in cui recupero il modo in cui gestisco l’intensità il modo in cui affronto vecchie abitudini e la fatica Il mio corpo è diventato meno un oggetto e più un collaboratore. Si è instaurato un nuovo atteggiamento: curiosità anziché pressione. Ho iniziato a trattare il mio corpo con più rispetto, ad ascoltarlo di più, e questo mi ha aiutata ad alleviare disagi o dolori che altrimenti avrei avuto. Chiarezza, creatività e facilità: gli effetti più ampi del Rolfing Più il mio corpo si sentiva organizzato e spazioso, più anche il mio panorama emotivo cambiava. Ho sperimentato maggiore chiarezza durante le prove, più presenza in scena e una sensazione più silenziosa di supporto interno nella vita quotidiana di quel periodo. Ciò che mi ha sorpresa di più è stata la rapidità con cui sono emerse leggerezza e apertura — non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Quello che ha catturato la mia attenzione è stata la sensazione di spazio e leggerezza nel mio corpo e nella mia mente. Il cambiamento non riguardava il fare di più, ma l’ascoltare in modo diverso. Perché il Rolfing® può sostenere i danzatori nel lungo periodo Il Rolfing ha continuato a influenzare il modo in cui mi allenavo e mi prendevo cura di me durante la mia carriera nella danza, aiutandomi a gestire le richieste a lungo termine della vita di un danzatore. Il Rolfing può aiutare i danzatori a sviluppare una relazione più profonda con: la consapevolezza corporea l’organizzazione strutturale schemi di movimento efficienti le risposte allo stress e al sovraccarico Anche dopo aver lasciato il palcoscenico, questo lavoro è rimasto rilevante nel modo in cui comprendo e mi prendo cura del mio corpo. Mi ha offerto un modo per restare in contatto con me stessa — non solo come danzatrice, ma come essere umano in movimento nel mondo. Il mio corpo come compagno – grazie al Rolfing® Imparare a vedere il mio corpo come un compagno ha trasformato il mio approccio al movimento e alla mia carriera di danzatrice di allora — e continua a influenzare la mia vita oggi. Il Rolfing® ha avuto un ruolo significativo in questa trasformazione, offrendo un modo di lavorare con la fascia, la percezione e il movimento che continua a sostenere il mio percorso. Autrice: Judit Ruiz Onandi – Certified Advanced Rolfer®, Rolf Movement™ Practitioner – Irlanda Editing: Sabine Becker Crediti fotografici: Nikola Kostic
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Lunedì 16 dicembre 2019 dalle ore 20:30 alle 22:00, una serata dedicata al Rolfing® e ai suoi benefici presso Rolfing Veneto Via L. Einaudi 124, 31015 Conegliano. I ritmi frenetici di oggigiorno, lo stress, la stanchezza e la mancanza di movimento tendono ad irrigidire e disorganizzare il nostro corpo invecchiandolo velocemente. Il Rolfing® ha la capacità di rimodellare il corpo e di creare un vero effetto antiaging che durerà nel tempo. Evento aperto al pubblico, previa prenotazione al 393 490 55 95. maggiori informazioni qui
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Riallineare il corpo con il Rolfing Nel numero di luglio della rivista Terra Nuova è stato pubblicato un bellissimo focus sul Rolfing, il metodo di lavoro corporeo che agisce sul tessuto della fascia per ripristinare una postura corretta e migliorare l'elasticità dei movimenti, oltre a ridurre dolori e fastidi. Inoltre, grazie alla collaborazione tra Terra Nuova e E Veggie Channel, è stata realizzata una video intervista Maria Cristina Crivellari (sotto) Terra Nuova, fondata nel 1977, è un mensile ecologico stampato al 100% su carta riciclata. Con una distribuzione di circa 23.000 copie mensili e oltre 10.000 abbonati, rappresenta uno strumento insostituibile di controinformazione per chi desidera migliorare la propria vita. Gli argomenti trattati spaziano dall'alimentazione e medicina naturale, all'agricoltura biologica e biodinamica, permacultura, maternità e infanzia, bioedilizia, ecovillaggi, ecoturismo, consumo critico, energie rinnovabili e molto altro ancora. Essere presenti su questo mensile è per l'intera comunità del Rolfing® una grande soddisfazione e motivo di orgoglio. Un ringraziamento speciale va ai rolfers Marcel Teeuw, Simone Costa e Maria Cristina Crivellari per il prezioso contributo nella divulgazione del Rolfing e dei suoi benefici. Maggiori Informazioni qui: https://www.terranuova.it/Il-Mensile/OltreLePagine.-Riallineare-il-corpo-con-il-Rolfing Per acquistare copia digitale cliccare qui: https://www.terranuovalibri.it/ebook/dettaglio/terra-nuova-luglio-agosto-2024-ebook-9788866819585-236822.html
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Benvenuta Primavera... Sapevi che grazie al Rolfing® puoi respirare senza sforzo e liberamente! L'Integrazione Strutturale Rolfing® può aiutare a respirare con maggiore facilità e profondità. Molto spesso, i tessuti miofasciali del torace e della cintura scapolare sono così accorciati che le costole non possono muoversi liberamente durante la respirazione. Lavorando sulla mobilità della gabbia toracica, i Rolfers® si assicurano che il respiro possa diffondersi in tutto il corpo. Questo meraviglioso nuovo modo di respirare liberamente è un'esperienza speciale per molti clienti. Trova il Rolfer più vicino a te CLICCA NEL LINK SOTTO: TROVA UN ROLFER
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Rolfing® Cos’è? Perché provarlo? Cosa mi porterò a casa? Sabato 9 novembre una mattinata di pratica e studio per te che lavori con il corpo! Tre Rolfer™(Nicola Carofiglio, Andrea Brighi ed Eleonora Celli) dedicheranno il loro tempo e competenze nel condividere con te e il resto del gruppo quei principi che potranno cambiare il modo in cui ti approccerai al corpo: origine, forma, funzione, intenzione! Sei un atleta, personal trainer, danzatore o appassionato del benessere in generale? Stai vivendo qualche fastidio nel tuo corpo? Incontri difficoltà nell’esecuzione di alcuni gesti motori? Vuoi approfondire la tua visione per lavorare meglio con gli altri? Sabato 9 Novembre è il momento giusto per venire a conoscere il Rolfing! Dalle 9.30 alle 12.30 Come nasce il movimento L’organizzazione corporea nel tempo e nello spazio: coordinazione e orientamento Condivisione dei principi di Rolf Movement™ e laboratorio esplorativo degli spazi Pieni e Vuoti nel corpo: entrare in sintonia con la percezione che hai di te (immagine e schema corporeo), per cambiare immagine cinestetica e sensitiva e migliorare il modo in cui ti organizzi in gravità. Dal semplice camminare, all’esecuzione di un gesto, o una performance sportiva/artistica, spazierai dalla morfologia umana, comparata con quella degli animali, all’embriologia, al Taijiquan e al Rolfing. Più modi diversi conoscerai nel fare ciò che conosci più libertà avrai nelle tue scelte di essere... umano e come professionista!!! Dalle 14 alle 16.30 Sedute di Rolfing: potrai provare, nel pomeriggio, delle sedute di Rolfing (di una durata inferiore ai 45 min), per comprendere e sperimentare cosa può apportare concretamente questo metodo nel tuo corpo. La giornata ha uno scopo di presentazione e divulgativo perciò sarà completamente gratuita. Ti chiediamo la disponibilità a documentare con foto, video e testimonianze questa esperienza (dietro compilazione di informatica e consenso privacy!) INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI I posti sono limitati, pre prenotare chiamare Eleonora Celli a seguente numero 3383884915 oppure inviale un messaggio tramite Whatsapp. Sede: TimeOut.Training, Via Ferrari E., 4, 47838 Riccione RN DOCENTI Nicola Carofiglio - Advanced Rolfer, Rolf Movement Practitioner e insegnante internazionale di Rolfing. Danzatore. Andrea Brighi - Rolfer, Maestro di Taijiquan Eleonora Celli - Rolfer e Rolf Movement Practitioner
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Cosa accade quando un attore riscopre la propria voce non in un’aula di teatro, ma su un lettino di Rolfing®? David George Delaney, performer, attore e Certified Advanced Rolfer®, ha vissuto in prima persona questa trasformazione. La sua storia è il perfetto esempio di come il corpo e la voce siano legati da un filo invisibile ma potentissimo: quello della fascia. Attraverso il Rolfing® Delaney non solo ha ritrovato un’espressione vocale autentica, ma ha anche dato vita a un metodo che unisce la consapevolezza corporea alla potenza comunicativa della voce. Cosa significa "Voce Naturale"? Nel mondo della recitazione, si parla spesso di "voce naturale". Ma cosa significa davvero? Secondo Delaney, significa rimuovere gli ostacoli: tensioni, posture rigide, blocchi invisibili che limitano la libertà espressiva. E qui entra in gioco il Rolfing®, con i suoi effetti profondi su: Allineamento posturale – Una postura bilanciata apre lo spazio per una respirazione più piena e una voce più stabile. Rilascio fasciale – Liberare collo, spalle e torace permette alla voce di vibrare con maggiore potenza e risonanza. Consapevolezza corporea – Riconoscere le proprie abitudini posturali e modificarle significa dare alla voce un terreno fertile su cui crescere. Espressività autentica – Un corpo più libero consente una voce più vera, intensa e capace di toccare chi ascolta. La bellezza di questo approccio? Non serve essere attori o cantanti per beneficiarne. Chiunque usi la propria voce – per lavoro, per passione, o semplicemente per comunicare meglio – può trovare nel Rolfing® un potente alleato. Delaney ci ricorda che la voce non è solo un suono: La voce è il riflesso del nostro stato interno, della nostra vitalità, della nostra presenza nel mondo. Leggi l’intervista completa pubblicata sul Structural Integration Journal, in cui Delaney racconta il suo percorso, le sue fonti di ispirazione e come il Rolfing® abbia cambiato il suo modo di abitare il corpo e la voce. Leggi l'articolo originario qui Fonte: https://www.sfijournal.org/
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Aiuta ad affinare la propria percezione interiore e interagire meglio nell'ambiente della vita quotidiana attraverso il movimento, il contatto, l'ascolto di sé Parte del Rolfing è anche il Rolf Movement™, un percorso di scoperta di se stessi attraverso il movimento che aiuta ad affinare la propria percezione interiore e interagire meglio nell'ambiente della vita quotidiana attraverso il movimento, il contatto, l'ascolto di sé. Si basa sugli stessi principi del Rolfing. Con il Rolf Movement™, che è praticato con sessioni individuali o incontri di gruppo, si osserva il proprio movimento e le coordinazioni alla base di esso, per trovare un modo di muoversi più funzionale, armonico e meno faticoso da applicare nei gesti che si compiono quotidianamente come camminare, alzarsi, sedersi, guidare l'auto, eseguire lavori domestici, ma anche respirare, mantenersi "dritti" senza sforzo, parlare, cantare, gridare, ascoltare, guardare etc. Oltre alla ricerca di un movimento più funzionale, il Rolf Movement™ porta il cliente all'esplorazione delle potenziali inibizioni e abitudini che rendono il movimento difficile e faticoso; con il supporto del Rolfer™, il cliente lavorerà per percepire ed eventualmente modificare queste abitudini e quindi scoprirsi, autonomamente nel tempo, libero da irrigidimenti e contratture. Il modo in cui interagiamo con l'ambiente attraverso la gestualità - spontanea o acquisita - plasma la nostra struttura corporea. Anche l'ambiente esterno in sé e il modo in cui ci orientiamo nello spazio, caratterizzano il nostro modo di agire. Migliorando le capacità fisiche e percettive del cliente in rapporto all'ambiente con cui interagisce, il Rolfer lo aiuterà a ritrovare maggiore dinamica, elasticità e leggerezza e un'accresciuta conoscenza di sé. Se sei interessato a provare il Rolf Movement ™, accertati nell'elenco che il Rolfer abbia conseguito la formazione in Rolf Movement Practitioner™.
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Si fa presto a dire medicina alternativa. E’ come dire ’fatti un’altra mamma...’ Mica facile abbandonare la vecchia via per la nuova, in un campo tanto delicato psicologicamente come la cura. Mi ricordo mio nonno: quando stava male voleva a tutti costi la ’pillola’. Una volta che il medico gliela prescriveva e lui, scrupolosamente, la prendeva, il più era fatto, si sentiva guarito. Io sono peggio di lui: a me basta addirittura andare in farmacia, pagare le medicine e già mi sento meglio. Da questo punto di vista sarei un ottimo soggetto per la medicina alternativa, nel senso che sarei sensibilissimo all’effetto psico-placebico. Il problema però è che bisognerebbe che prima mi convincessi della bontà di queste discipline mediche. Devo dire che, spinto da Syusy, le ho provate un po’ tutte. E poi, parlando con amici medici, ne ho sentite di tutti i colori, poiché ho amici di tutte le tendenze terapeutiche. Cominciamo dall’omeopatia. Ho amici naturopati che la consigliano, altri amici medici ’tradizionali’ che si sganasciano dalle risate al solo sentir parlare di omeopatia: alcuni dicono che non fa niente, altri sostengono che potrebbe addirittura fare male. Boh. E io che ne so? Di una cosa mi sono convinto (a torto o a ragione): che la medicina allopatica magari è velenosa, ma è efficace prima, quella omeopatica forse ha meno effetti collaterali, ma ci mette di più a farti guarire da un sintomo. Allora faccio così: quando sento che una malattia (tipo mal di gola, diarrea) sta per arrivare, ma non ne sono tanto sicuro, quando cioè mi sento galleggiare psicologicamente tra prevenzione e ipocondria, allora prendo le medicine omeopatiche. Quando invece sto male - male ricorro a quelle chimiche - sintetiche - allopatiche. Se poi sono impegnato in un lavoro che non posso rimandare, allora è anche peggio: sarei disposto a consultare un veterinario e farmi dare antibiotici da cavallo. Poi mi pento perché mi sembra di consumare la mia salute sacrificandola all’efficienza immediata, ma questo è un altro discorso (per cui mi serve la mia analista). Poi c’è la medicina cinese, di cui è esperto il mio medico di base, a cui sono affezionato perché mischia antibiotici e Chi Quong. Effettivamente quella cinese faccio fatica a considerarla una medicina ’alternativa’: come si può definire alternativa (e quindi provvisoria, marginale, sperimentale) una medicina che cura da millenni miliardi di persone? Io soffrivo di gastrite. I vari medici non erano mai andati più in la del Malox, che mi dava solo un sollievo temporaneo. Un giorno sono andato dal maestro cinese del mio medico, che mi ha messo un ago (che impressione!!!) e poi mi ha detto che il mio stomaco stava bene, era il mio fegato ad essere malato. E in quell’occasione ho effettivamente capito la superiorità (almeno teorica) della medicina olistica, quella cioè che considera il corpo umano come un’entità unica in cui gli organi sono collegati da rapporti energetici, a differenza della medicina occidentale che rischia sempre di vedere ogni organo come una cosa a se stante. Va beh, fatto sta che il medico cinese mi ha dato la cura: una serie infinita di tisane dal sapore francamente insopportabile. Ho fatto la cura ed effettivamente sono stato bene, però quante volte ho rimpianto il buon sapore del Malox, soprattutto nella sapida versione al limone! Poi mi è capitato di andare anche in Cina, e di visitare una vera farmacia tradizionale cinese: molto pittoresca, molto affascinante. Peccato che proprio non ci si capisse nulla: non c’erano tutti quei begli espositori pubblicitari che ci sono da noi, che quando uno entra in farmacia si sente tutti i mali del mondo, ma poi li può esorcizzare comprando un sacco di medicine! C’è poi la medicina ayurvedica: sono stato un paio di volte in India e in Nepal, dove immancabilmente Syusy mi ha trascinato da medici del posto. La cosa funziona così: il medico ti riceve in un posto più o meno salubre (spesso è una cameretta col pavimento in terra battuta sporco di sputi di bethel e un semplice sgabello) e ti visita tastandoti il polso. Poi la diagnosi assomiglia un po’ a quella della cartomante, nel senso che è lui che indovina quello che hai, analizzando gli equilibri degli umori interni che ha intuito dall’auscultazione del polso stesso. Poi ti fa la diagnosi (con me ammetto che ci hanno sempre preso) e ti prescrive la cura, vendendoti direttamente le medicine dell’attigua farmacia-laboratorio. E qui sorge il problema: in genere le medicine ayurvediche sono una serie incredibile di palline più o meno puzzolenti, più o meno somiglianti alle caccole di un coniglio, dai nomi difficili per cui si rischia sempre di fare confusione. E poi, soprattutto le cure ayurvediche sono lunghe: bisogna aver pazienza, cosa del resto perfettamente connaturata allo spirito e alla filosofia orientale. Peccato che io sia un occidentale nevrotico, finisce sempre che la cura ayurvedica non ho pazienza di finirla, e ricorro agli antibiotici. Mi sono sottoposto anche al metodo Rolfing. E con quello sono andato decisamente bene, forse perché si tratta di un metodo alternativo, ma nordamericano, inventato appunto dalla signora Ida Rolf. Avevo un gran male alle ginocchia e alcuni amici ortopedici volevano segarmi i femori e riattaccarmeli di nuovo per fare in modo che l’osso lavorasse in modo diverso, mi è venuto in mente il libro Taras Bulba, e le torture cosacche. Alla notizia ho dovuto sottopormi immediatamente ad un auto-terapia psico-scaramantica (consistente in un leggero massaggio scrotale) per reggere al colpo. Allora Syusy mi ha portato da un amico ’rolfer’, che mi ha detto che il mio male alle ginocchia deriva dal fatto che io avevo i pesi del mio corpo mal bilanciati, quindi mi ha sottoposto ad una serie di massaggi connettivali (in pratica ha preso i miei muscoli con la dita e me li ha ’spostati’) per riequilibrare la struttura. Forse ho patito tanto di quel male che Gesù Misericordioso mi ha graziato del mal di ginocchia, fatto sta che sono guarito, senza che nessuno mi spezzasse i femori. Concludendo: mi faccio vaccinare contro l’influenza ma poi mi prendo anche le palline omeopatiche di Oscillococcinum; contro il mal di gola mischio arnica, collutorio e supposte. Se ho il mal di pancia prendo varie schifezze chimiche e poi però mi faccio una sorta di auto-prano-terapia mettendomi le (mie) manine calde sul pancino, e mi pare di stare meglio. In sintesi ho riadattato la mentalità pragmatico-placebica di mio nonno ai tempi. Solo su due cose mi sento di avere un parere preciso: la prima che è vergognoso che l’assistenza pubblica non sostenga anche medicine cosiddette ’alternative’ (che tali non possono più essere definite), tenuto conto che se io pago le tasse voglio poi essere io a decidere che tipo di assistenza mi serve. Ma su un terreno sono rimasto ’conservatore’ convinto, cioè quello della diagnostica: va bene l’iridologo che ti guarda negli occhi, va bene ayurvedico che ti tasta il polso, va bene l’energetico che ti dice che intolleranze alimentari hai facendo forza su un braccio, ma delle belle analisi del sangue (e delle urine, e delle feci e radiografie, TAC scintigrafie, ecografie ecc..) mi fido di più. Poi, quanto alla cura, se ne parla.
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E siamo giunti al terzo incontro della serie: ROLFING • TERAPIA FASCIALE • ARTI CORPOREE Il 9 Aprile alle ore 18:00 sul canale Facebook di AIR, un nuovo incontro pubblico con tema: Rolfing e Yoga: Approfondimenti sui metodi yogici dal punto di vista del Rolfing Prepara uno spazio in cui praticare! Tara Fraser nel corso del webinar ti guiderà in una esplorazione di un’asana prima e dopo un lavoro sulla fascia. Partecipazione libera, basta andare nella pagina Facebook di AIR e attendere l'inizio della live Durata: 1h – Piattaforma Facebook Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Carla Ferrara, Insegnante di Yoga, operatore Ayurvedico, Rolfer Tara Fraser,Insegnante di Yoga e Rolfer Federica Panichi, Insegnante Yoga Pierpaola Volpones, chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia SEGUICI SU FACEBOOK! Resta informato! Accedi alla pagina e metti un mi piace per essere avvisato quanto il webinar sarà trasmesso. Non hai un profilo Facebook? Nessun problema, i giorni successivi il video sarà reso disponibile qui e sul canale Youtube Ufficiale Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale.
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Rolfing®: è una possibile risposta al tuo dolore cronico? "quella notte e nei giorni successivi osservai come si sente il mio corpo dopo il Rolfing®. Mi sento equilibrato, stabile e con i piedi per terra e sto girando la testa con maggiore facilità. C'è un pochino di morbidezza sul mio petto dove la fascia è stata rilasciata, ma tutto sommato mi piace, come se avessi fatto un buon allenamento... " Un articolo/testimonianza sul Rolfing® e le sue azioni sul benessere generale del corpo, leggi tutto nel link sotto LEGGI TUTTO Fonte originale: http://www.nourishtheguide.com Autore: Ché Miller Versione in inglese sul sito dell'European Rolfing® Association
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Prevenzione e trattamento delle cicatrici post-cesareo: il ruolo della terapia manuale La cicatrice di un cesareo può essere un ricordo tangibile della nascita di un bambino, ma per molte donne può anche rappresentare una fonte di dolore e disagio. Comprendere come il tessuto cicatriziale si forma e come intervenire con trattamenti manuali può fare una differenza significativa nella qualità della guarigione e nel benessere complessivo delle pazienti. Isabelle Gilbert, MSc, Ost. DO, e Lina Amy Hack, Certified Advanced Rolfer®, esplorano in un articolo pubblicato nel Dr. Ida Rolf Journal come la terapia manuale possa influenzare positivamente il processo di formazione delle cicatrici post-chirurgiche, in particolare dopo un parto cesareo. La cicatrice e il ruolo della terapia manuale Ogni area anatomica del corpo ha il proprio tono e rigidità, determinata dalle forze circostanti. Gilbert spiega: "Ogni regione anatomica ha il proprio tono, la propria rigidità, con le proprie forze circostanti. Appena applichiamo un cambiamento fisiologico a questa normalità, potremmo pensare di influenzare la costruzione cellulare della cicatrice" L'intervento manuale, quindi, può aiutare a modulare come le cicatrici si formano, intervenendo nelle prime fasi per prevenire aderenze dolorose e migliorare la qualità del tessuto cicatriziale. Una delle maggiori preoccupazioni con le cicatrici post-cesareo è la possibilità di sviluppare aderenze tra i vari strati fasciali. Queste aderenze sono il risultato delle forze presenti nell'area circostante prima dell'intervento, e più è stata intensa la tensione iniziale, più è probabile che si sviluppino legami rigidi tra i tessuti. La cicatrice stessa, infatti, ha una capacità di estensione ridotta del 20% rispetto alla pelle normale, portando a una maggiore rigidità, come sottolineato da Gilbert. L'importanza di un intervento tempestivo Secondo Gilbert, l'intervento manuale precoce potrebbe essere la chiave per prevenire complicazioni future legate alla cicatrice del cesareo. "Il nostro ruolo potrebbe andare oltre il semplice trattamento delle cicatrici vecchie," - - Gilbert. Intervenire subito dopo il cesareo, ovviamente non nelle prime 48 ore, potrebbe prevenire la formazione di cicatrici dolorose e contribuire a creare un tessuto cicatriziale più sano. Tuttavia, sottolinea anche l'importanza di capire il momento giusto per intervenire e la necessità di ulteriori ricerche per determinare i protocolli ottimali. Un'altra importante considerazione riguarda la continuità dell'intervento. Ripetere le sessioni di terapia manuale potrebbe garantire effetti duraturi e modulare il comportamento dei tessuti prima che diventino un problema. La difficoltà, però, risiede nel dosaggio: interventi eccessivi o inappropriati potrebbero causare complicazioni. Un'opportunità per la terapia manuale preventiva Gilbert e Hack concordano che la terapia manuale preventiva sia ancora ampiamente sottoutilizzata, ma potrebbe rappresentare una svolta nel campo della salute delle donne. Intervenire prima che le aderenze si stabilizzino potrebbe ridurre il dolore associato alle cicatrici e migliorare la funzione del tessuto cicatriziale. "Siamo in un momento emozionante per la terapia manuale," commenta Hack, "c’è molta scienza che ora è possibile applicare alla mia professione di osteopatia e alla nostra professione di terapia manuale." Lo studio delle cicatrici post-chirurgiche e il loro trattamento manuale rappresentano un campo in rapida evoluzione, dove la ricerca e la pratica clinica possono contribuire a migliorare significativamente la qualità della vita di molte pazienti. La terapia manuale offre un potenziale immenso non solo nel trattamento delle cicatrici esistenti, ma soprattutto nella prevenzione delle problematiche legate alle aderenze post-chirurgiche. È necessario continuare a studiare e sviluppare approcci sempre più precisi e personalizzati per garantire un recupero ottimale dopo un cesareo. Con più ricerche e una maggiore consapevolezza dell'importanza della prevenzione, il futuro della terapia manuale nel campo della salute delle donne è promettente e ricco di opportunità. Fonti: Dr. Ida Rolf Journal, articolo di Lina Amy Hack, Certified Advanced Rolfer®, e Isabelle Gilbert, MSc, Ost. DO














