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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Come nasce lo stress? La nostra vita di tutti i giorni ci sottopone continuamente ad un serie di eventi e stimoli che creano pressione e stress. E' scientificamente dimostrato, infatti, che mente e corpo sono in stretta connessione, e tutto ciò che avviene a livello mentale successivamente causa reazioni sul corpo. Il nostro organismo è costretto a cercare continuamente delle mediazioni per poter fare fronte a tutte le situazioni della vita ma, allo stesso tempo, deve recuperare energie e ristabilire un equilibrio. In questo contesto, lo stress rappresenta una reazione adattativa, fisiologica e naturale che, se circoscritta, può essere anche sana. Quando però lo stress da stimolazione è particolarmente intenso o prolungato, esso diventa nocivo, fino al punto da creare alterazioni psicofisiche. Lo stress è il tessuto connettivo. Uno dei sistemi particolarmente sensibili a queste alterazioni psicofisiche scaturite dallo stress è il tessuto connettivo, una rete infinitesimale di tessuto a strati densi presente dalla superficie del corpo fino agli strati più profondi, che collega ossa, tendini, legamenti, muscoli e visceri. Il tessuto connettivo è intimamente connesso al sistema nervoso autonomo (conosciuto anche come Sistema Nervoso Vegetativo, composto dal sistema Simpatico e da quello Parasimpatico) che influenza particolarmente tanto il tono quanto la viscosità. Come si manifesta lo stress sul tessuto connettivo? Senza rendercene conto, ci ritroviamo a subire gli effetti dello stress sul nostro tessuto connettivo quasi quotidianamente: quando diciamo frasi come “mi si stringe il cuore”, “ho un nodo alla gola”, “sento due macigni sulle spalle” vuol dire che stiamo percependo proprio quello che avviene nel nostro tessuto connettivo. Stati come paura, preoccupazioni e rabbia innescano delle alterazioni che danno vita a delle vere e proprie restrizioni all’interno del tessuto connettivo, le quali possono sfociare in dolori cronici della schiena e del collo, irrigidimenti, emicranie, alterazioni viscerali e fibromialgie. Per combattere queste alterazione è necessario avere un apparato muscolo-scheletrico in grado di rimandare sensazioni di forza, di prontezza al movimento, di capacità elastica e scattante, per contribuire a rispondere con sicurezza all’evento stressante. Un potente aiuto conto lo stress lo può fornire il Rolfing. Per porre fine a situazioni come quelle appena descritte serve un intervento sul sistema nervoso che inneschi un profondo processo di autoregolazione. L’Integrazione Strutturale Rolfing, un efficace metodo di lavoro che agisce sulla fascia, a profondo valore psicofisico che consente, generalmente in dieci sedute, di allentare restrizioni fisiche, di allineare il corpo, di far riacquisire alla persona libertà di movimento, ampiezza di respiro e spazio mentale. Questo insieme di condizioni favorevoli agisce come un flusso di informazioni che dal “soma”, il corpo, arrivano alla neocorteccia, la quale “elabora” gli input positivi di benessere. Grazie ad essa la persona può “filtrare” gli eventi stressanti giungendo a un livello di percezione nuova, utile a gestire al meglio lo stress. Il Rolfer 'guida' la persona all’esplorazione delle proprie sensazioni corporee, facendogli prendere contatto con immagini, emozioni, pensieri e schemi motori, così da fargli recuperare il senso del proprio corpo attraverso una nuova e profonda stabilità psicofisica. Tutto ciò, a livello corporeo, gli permette di utilizzare al meglio la forza di gravità come una sorta di energia propulsiva che lo fa sentire forte, sicuro e libero di esprimersi. A livello psichico, invece, l’attivazione del sé corporeo profondo aumenta la capacità di auto ascolto e permette all'individuo di essere in contatto con una nuova consapevolezza delle proprie risorse, grazie alla quale impara a gestire con concentrazione e calma le situazioni di difficoltà e stress. Dopo aver provato il Rolfing, la persona scoprirà di possedere dentro di sé una inesauribile sorgente di forza e benessere, a cui poter attingere in qualsiasi momento della sua vita. di Daniela Risser Certified Rolfer™
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Martedi 18 Settembre ore 20:30 a Conegliano e Mercoledi 26 Settembre ore 20:30 a Fiume Veneto, Roberto Rosolen, Certified Rolfer™, presenterà il metodo Rolfing® spiegando modalità di azione e benefici. L'ingresso è gratuito previa prenotazione. Maggiori informazioni qui
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Un recente articolo della Certified Advanced Rolfer® Karen S. Price offre due approfondite riflessioni su come abbia supportato bambini piccoli con paralisi cerebrale spastica. Sebbene non si tratti di studi clinici, questi casi forniscono preziosi spunti su come il lavoro manuale sulla fascia possa influenzare il movimento, la postura e la consapevolezza corporea nei bambini. Leggi l’articolo completo su ESMED I due casi descrivono come sessioni regolari di Rolfing, condotte dalla Rolfer® Karen S. Price, abbiano portato a cambiamenti percepibili – non solo in aspetti misurabili come coordinazione o postura, ma anche nel modo in cui i bambini si sentivano e si esprimevano. Genitori e terapisti hanno osservato che i bambini si muovevano con maggiore facilità, mostravano meno rigidità e sviluppavano più fiducia e gioia nel movimento. Queste esperienze riflettono un principio fondamentale del Rolfing® : migliorare non solo la funzione, ma anche la qualità del movimento e la relazione del corpo con la gravità e lo spazio. Sebbene osservazioni individuali non possano essere generalizzate, esse invitano a riflettere su come il Rolfing® possa integrare altri approcci terapeutici, migliorando la consapevolezza corporea e sostenendo schemi di movimento più integrati. Fonte: Certified Advanced Rolfer® Karen S. Price, BA, CAR: “Reflections on the Benefits of Myofascial Management in Young Children with Spastic Cerebral Palsy: Two Case Studies”, in European Society of Medicine, Vol. 13, Issue 8, agosto 2025 Abstract originario: https://rolfing.org/articles/success-stories/reflections-working-children-cerebral-palsy Autrice: Sabine Becker
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Oggi 19 Maggio 2025, nel giorno della sua nascita, celebriamo Ida Pauline Rolf: una scienziata, pioniera, visionaria. Fondatrice del metodo che porta il suo nome – Rolfing® – la dr.ssa Ida Rolf ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo del benessere, della salute e della consapevolezza corporea. Il suo approccio rivoluzionario ha aperto nuove strade nella comprensione dell’essere umano, anticipando concetti oggi al centro della scienza somatica e della medicina integrata. Un percorso tra scienza, intuizione e trasformazione Laureata in biochimica alla Columbia University e ricercatrice presso il Rockefeller Institute, Ida Rolf maturò fin da giovane la convinzione che la medicina ufficiale offrisse risposte importanti, ma che per accedere a una vera trasformazione fosse necessario uno sguardo più ampio, capace di integrare scienza, percezione e relazione.. Si avvicinò così a discipline non convenzionali per l’epoca: osteopatia, yoga, chiropratica, medicina omeopatica e tante altre. Da questa immersione multidisciplinare nacque una sintesi unica, destinata a ridefinire l’approccio alla postura, alla salute e al potenziale umano. Una visione ampia, un dialogo tra saperi Ida Rolf non fu mai interessata a creare una tecnica isolata. La sua visione era ampia, sistemica, profondamente interconnessa. Intrattenne un proficuo dialogo con altri pionieri del movimento consapevole del XX secolo, tra cui Moshe Feldenkrais, con il quale condivideva l’idea di un corpo in continua trasformazione e di un apprendimento che passa attraverso il sentire e il movimento. Entrambi consideravano il corpo non come un insieme di parti meccaniche, ma come un’unità funzionale, in cui struttura e funzione sono inseparabili. Questo dialogo tra discipline, raro per l’epoca, riflette l’approccio radicalmente interdisciplinare che ancora oggi contraddistingue il Rolfing. La fascia: da intuizione a evidenza scientifica Al centro del metodo sviluppato da Ida Rolf si trova un tessuto connettivo allora poco considerato: la fascia. Rolf intuì che questo tessuto continuo, che avvolge e connette muscoli, ossa e organi, fosse la chiave per comprendere – e modificare – la postura, la mobilità e il benessere globale della persona. Oggi, le sue intuizioni trovano conferma nella ricerca scientifica contemporanea. Il Fascia Research Group di Ulm, in Germania, diretto da Robert Schleip – egli stesso Rolfer e biologo – ha dimostrato attraverso studi biomeccanici e neuroscientifici che la fascia non è un semplice involucro passivo, ma un organo sensoriale attivo, ricco di recettori, capace di trasmettere forze e informazioni in tutto il corpo. Anche il lavoro della professoressa Carla Stecco, anatomista e ricercatrice dell’Università di Padova, ha contribuito in modo determinante a validare l’importanza della fascia nella medicina moderna. I suoi continui studi e ricerca unite alla sistematizzazione della fascia come organo anatomico funzionale rappresentano una solida base scientifica a supporto della pratica del Rolfing. Un’eredità viva, che ispira il futuro Oggi ricordiamo Ida Rolf non solo per quello che ha creato, ma per il coraggio con cui ha osato guardare oltre. Per la sua capacità di credere in qualcosa che ancora non esisteva, ma che aspettava solo di essere visto, sentito, toccato. Essere Rolfer oggi significa portare avanti questa visione. Significa mettere al centro la relazione, l’ascolto, la ricerca. Significa credere che il corpo è un’opera in divenire, che ogni trattamento è un atto creativo, che aiutare una persona a trovare una nuova organizzazione è un gesto profondamente etico. A chi ha scelto il Rolfing® come professione, oggi diciamo: Coltivate quella visione. Onorate quel coraggio. Siate pionieri, come lo è stata lei. Buon compleanno, Ida. Il tuo pensiero cammina con noi, ogni giorno, in ogni gesto, in ogni tocco.
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Rolfer™, professionisti del settore, stampa e semplici curiosi: sono stati molti quelli sabato 1° ottobre hanno riempito la Sala Conferenze della Fiera di Ferrara, per partecipare al congresso internazionale sul Rolfing® S.I. dal titolo “Una visione pionieristica del funzionamento del corpo umano nel campo della gravità e nell'uso della fascia”. A partire dalle ore 10.00 si sono alternati sul palco alcuni dei Rolfer Italiani e all'evento ha partecipato in videoconferenza anche il Dr. Robert Schleip, autentico luminare negli studi sulla Fascia. Ecco una sintesi degli interventi principali. Ad aprire il congresso è stata Daniela Donati, presidente di Associazione Italiana Rolfing, con i saluti di rito ai partecipanti e a chi ha permesso all’intera fiera EDENICA di svolgersi, il collega e Rolfer, Andrea Brighi.. Il secondo intervento è stato quello dell'insegnante internazionale di Rolfing, Pierpaola Volpones, che ha narrato la vita di Ida Rolf in modo appassionato ed appassionante, intrecciando il racconto di vita privata della fondatrice del Rolfing con gli incontri di altri scienziati del suo tempo, la sua personalità con l'attuale visione del corpo prevista dal Rolfing. Il Rolfer Nicola Carofiglio ha spiegato l'esperienza più 'fisica' di questa professione, raccontando e mostrando ai presenti come la percezione delle proprie mani cambia col variare della postura. L'intervento del Dr. Robert Schleip, Rolfer e ricercatore di fama internazionale nel campo della fascia, in videoconferenza, ha comunicato alla platea gli ultimi risultati delle nuove ricerche sulla fascia. I Rolfer sono stati i primi a parlare di fascia e a intuirne le straordinarie capacità. Oggi, però, il mondo della scienza ha scoperto la fascia come terreno fertile di ricerca, poiché si sono evoluti gli strumenti tecnici, ora in grado di misurare questo tessuto connettivo attraverso ecografi ad ultrasuoni di alta definizione. In tal senso, le ricerche più significative sono risultate essere quella di Langevin sull’importanza della fascia lombare e la sua correlazione al mal di schiena; quella di Schilder, che evidenzia la differenza tra dolori muscolari e fasciali; quella di Bove, che studia le aderenze nel peritoneo nei topi, con e senza 'massaggio miofasciale'. La prima relatrice delle sedute pomeridiane del Congresso è stata la fisiatra e Rolfer Giovanella Pattavina, il cui intervento ha dimostrato alcuni paralleli interessanti tra il lavoro del dott. Bates (il cui metodo insegna ad utilizzare gli occhi, la loro muscolatura e la mente stessa in modo consapevole) e quello della dott.ssa Ida Rolf. Successivamente il Rolfer Elmar Abram e il collega Rolfer e Osteopata Andrea Meynardi hanno presentato alla platea di Ferrara un metodo per aiutare musicisti affetti da distonia focale: il Musireset®, il cui inventore è lo stesso Abram. Dopo aver illustrato la tecnica, Meynardi e Abram hanno fatto raccontare al violinista Alessandro Bares la sua testimonianza. Dopo ben 15 anni in cui era stato costretto ad interrompere la sua attività, grazie al Musireset, il musicista oggi è tornato a fare concerti! Il Convegno si è concluso con il contributo di Pierpaola Volpones, che ha spiegato a fondo, grazie al racconto diretto di alcuni professionisti, perché il percorso di formazione per diventare Rolfer è così speciale. Marcel Teeuw, Rolfer™ Certificato.
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"Devi ottenere un nuovo modello che sia dinamicamente appropriato al movimento del peso. Al momento in cui usi la parola movimento con la parola peso, ti rendi conto che sei di nuovo alle prese con la gravità. Non puoi sfuggirle. Ora spero che questo ti dia qualcosa su cui meditare. Perché a meno che non si intrecci con il tuo pensiero, non diventerai mai Rolfers, farai manipolazioni, ma i Rolfers lavorano con la gravità." Questo principio è la base su cui si fonda il Rolf Movement™, un approccio che cerca di armonizzare i nostri movimenti corporei con la gravità. Il pensiero di Ida P Rolf, relativo al Rolf Movement, ha compiuto i primi passi negli anni '70 presso il Dr. Ida Rolf Institute® a Boulder, in Colorado, sotto la guida di Ida P. Rolf, la creatrice dell'Integrazione Strutturale Rolfing®, stessa. Il concetto dietro a questo approccio innovativo era quello di estendere le trasformazioni ottenute attraverso le manipolazioni manuali del Rolfing alle attività quotidiane, sfruttando il potenziale di supporto della gravità. Come disse Ida Rolf, "la forza che non si traduce in movimento non scompare semplicemente, ma si dissipa causando danni alle articolazioni, ai muscoli e ad altre parti del corpo." Con questo in mente, il Rolf Movement mira a liberare la grazia naturale del movimento, impedendo la dispersione inutile della forza che potrebbe danneggiare il nostro corpo La Dott.ssa Ida Rolf comprese l'importanza del movimento nel mantenere un corpo in equilibrio. Sviluppò esercizi fondamentali, come rotazioni di gambe e braccia, per facilitare il movimento fluido e promuovere la consapevolezza di sé. Riconoscendo l'importanza del movimento, Ida Rolf coinvolse danzatori affidabili per sviluppare una formazione completa per i Rolfers®. Collaborando con ballerini ed educatori del movimento, Ida Rolf creò una formazione di Rolf Movement che completa il lavoro strutturale manuale. Il suo metodo manuale facilita importanti cambiamenti strutturali in un periodo relativamente breve, conferendo a chiunque una sensazione di centratura, coerenza somato-psichica e una sensazione di ampiezza e leggerezza avvertita nei movimenti più semplici come camminare e respirare. Tuttavia, lavorare sul sistema fasciale non è una panacea. Mentre la maggior parte delle persone che si avvicinano alle sessioni di Rolfing sente il bisogno di essere incontrata, assicurata, contattata da un tocco specifico che fornisce una sensazione di spazio interiore libero da vincoli articolari, altre persone sentono il bisogno di essere assicurate e orientate quando eseguono i loro movimenti nello spazio. Con l'avanzare della nostra comprensione del movimento, si è evoluta anche l'idea di Rolf Movement, integrando nuove intuizioni nella formazione. Nel tempo dunque, il Rolf Movement ha subito numerose modifiche. Ne è un esempio l'introduzione del concetto di Funzione Tonica da parte di Hubert Godard, un ballerino e Rolfer. Quest'idea rivoluzionaria prende in considerazione il mantenimento della posizione eretta del nostro corpo nel campo gravitazionale, offrendo nuove intuizioni sull'allineamento e sul movimento. Il Rolf Movement™ aiuta a cambiare la nostra coordinazione del movimento in modo benefico. È un processo di apprendimento su come tenere conto del nostro sistema orientativo che attiva i nostri sensori di gravità mentre ci muoviamo. Impariamo la legge naturale della biomeccanica del nostro organismo quando si muove e impariamo inoltre a tenere conto delle nostre percezioni e del modo in cui reagiamo ad esse. Il Rolf Movement può essere praticato sia individualmente che in gruppo. Le sessioni individuali offrono attenzione personalizzata, mentre la dinamica di gruppo favorisce intuizioni condivise e una sicura crescita reciproca. Che sia individualmente o collettivamente, l'obiettivo è quello di potenziare gli individui migliorando le scoperte sensoriali, per affrontare le sfide della vita con nuove opzioni di movimento. Oggi, il Rolf Movement è una formazione specializzata offerta dal Dr. Rolf Institute® Europe ed in Italia da Formazione Rolfing (ndr). Offre tempo per l'autoesplorazione e la comprensione di ciò che impedisce il movimento fluido ed espressivo in noi stessi e nei nostri clienti. Articolo Originale: https://rolfing.org/articles/blog/genesis-rolf-movement?ra Author: France Hatt-Arnold – Switzerland - Certified Rolf Movement™ Instructor and Certified Advanced Rolfer® Photo: Aziz Acharki on Unsplash
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Il tema rappresenta i molti modi in cui l'ERA e il Rolfing® sono collegati e interconnessi con il mondo che ci circonda. In particolare, evidenziando la nostra "interconnessione" con l'International Fascia Research Congress 2018 nel corso del quale saranno presentate le ultime ricerche scientifiche su questo straordinario tessuto. Nel corso dell'evento saranno organizzati incontri, workshop e numerosi incontri per incontrarsi e confrontarsi. Dettagli ed approfondimenti sul sito di European Rolfing® Association : www.rolfing.org MAGGIORI INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI QUI EARLY BIRD registration è aperta fino al 31 Maggio; Dal primo Giugno saranno applicati i Regular Price.
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Questi corsi sono destinati a tutti coloro che desiderano intraprendere il percorso per divenrare un Rolfer™, non sono obbligatori ma molto utili per consolidare le basi di anatomia, tocco e movimento. Per sensibilizzare la partecipazione ai corsi di Pretraining, Formazione Rolfing Italia si impegna a restituire l’investimento iniziale dei seminari una volta conclusa Fase 3, ovvero quando il candidato diventa un Certified Rolfer™: un tesoretto utile a promuovere la propria attività fin da subito! SCOPRI DI PIU'
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Cos'è "lo spazio di una persona"? Non si tratta solo di una questione fisica, ma anche di percezione, consapevolezza e benessere. In un recente articolo pubblicato sul SFI Journal, Marius Strydom, il primo Rolfer® certificato in Sudafrica e istruttore di questa disciplina, condivide la sua visione su come il Rolfing® possa aiutare le persone a riscoprire il proprio spazio interno ed esterno. Strydom spiega che la percezione dello spazio è unica per ciascun individuo. Nella pratica del Rolfing®, il cliente è incoraggiato a esplorare e descrivere la propria esperienza spaziale, permettendo di entrare in contatto con sensazioni corporee spesso trascurate. Questo approccio, che unisce il tocco esperto e il movimento consapevole, consente di ampliare la percezione sia del proprio corpo che dell'ambiente circostante, promuovendo una presenza più radicata e consapevole. Il Rolfing® non si limita a migliorare la postura o ad alleviare tensioni muscolari: è un viaggio verso una riorganizzazione più armoniosa del corpo e della mente. L'approccio di Strydom, focalizzato sullo spazio personale, dimostra quanto questa pratica possa trasformare non solo il corpo, ma anche la relazione con se stessi e il proprio ambiente. Se vuoi approfondire e lasciarti ispirare da questa prospettiva unica, ti invitiamo a leggere l'articolo completo “The Space of a Person” sul SFI Journal. Un'opportunità per scoprire come il Rolfing® possa aprirti a una nuova dimensione di benessere. Se invece vuoi sperimentare i benefici del Rolfing, trova il rolfer a te più vicino per pianifiare il tuo primo incontro. FONTE: https://www.sfijournal.org/article/the-space-of-a-person AUTORI: Lina Amy Hack, Certified Advanced Rolfer®, e Marius Strydom, Rolfing® Instructor
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Dopo la formazione universitaria in educazione fisica, oggi Markus Roßmann ha scelto di diventare un rolfer… ecco perchè in un video intervista pubblicata su European Rolfing® Association. Markus Roßmann dice: “Volevo imparare qualcosa che facesse star meglio le persone, ma non volevo davvero diventare un fisioterapista… poi ho fatto il ciclo di 10 sedute e questo ha cambiato la mia vita” Nell’articolo Roßmann racconta che grazie al Rolfing è cambiata la sua visione d’insieme del corpo umano e del corpo in movimento, dopo aver sperimentato il ciclo delle 10 sedute, grazie a cui ha risolto i suoi problemi all’anca, ha deciso di infatti di approfondire e diventare un Rolfer Certificato. “Lavoro in un centro di riabilitazione, agendo prevalentemente sulla riabilitazione del ginocchio ed è incredibile come attraverso il Rolfing possa influenzare i corpi così rapidamente, i pazienti adorano venire da me e vedere quel cambiamento. ” Rolfing® e Sport? Quali benefici può portare il Rolfing® agli atleti? “Quando gli atleti allenano i loro corpi per ottenere prestazioni sempre migliori integrando il Rolfing, i loro corpi diventano più fluidi ed “intelligenti”. I movimenti diventano più precisi e i loro muscoli lavorano meglio perchè supportati da un sistema fasciale che funziona. Non è una questione di Rilascio mio-fasciale, ma anche di ridare al sistema fasciale la capacità di immagazzinare energia cinetica e trasferirla.” Leggi l’articolo qui Autore: Certified Rolfer®, Markus Roßmann - Germany - Articolo originario: Rolfing and Sport by Markus Roßmann Fonte: www.rolfing.org
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Il Webinar in programma per 12 Giugno sarà diviso in due parti, nella prima la dott.ssa Carla Stecco parlerà di “Fasce e pavimento pelvico“ e delle sue ultime ricerche scientifiche e dei loro riscolti pratici. Nella seconda parte interverranno la prof.ssa Rita Geirola e prof.ssa Pierpaola Volpones con un focus su "Dinamica del bacino e le relazioni con le funzioni del cammino e del respiro". Un webinar di approfondimento altamente consigliato per: Rolfer, Insegnanti di Yoga, insegnanti di Feldenkrais, Massaggiatori, Fisioterapisti, Personal trainer, Terapisti, Osteopati e a tutti i Professionisti del lavoro corporeo. La ricerca della dott.ssa Carla Stecco è una punta di diamante per i professionisti che si occupano di manipolazione della fascia. La precisione e chiarezza della sua capacità espositiva, è una qualità che rende semplice la comprensione della struttura fasciale funzionale ed efficace l’applicazione in ambito terapeutico e riabilitativo. Maggiori informazioni e iscrizioni cliccare nel link sotto: ISCRIVITI ADESSO
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Secondo Albert Einstein, ogni conoscenza deriva dall’esperienza. Quale modo migliore di diffondere la conoscenza del Rolfing® di condividere le esperienze sotto forma di una collezione di interviste ad entrambi i protagonisti: i Rolfer™ e i loro clienti. In questa serie di interviste affascinanti a Certified Rolfer™ e Certified Advanced Rolfer™: Claudia Kroczek, Aman Andres Kohlbach, Begona Fontana Urriza, Marina Blandini, Henrike Rietz-Leiber, Bert Schmitz and Florian Thomas e alcuni dei loro clienti, vi porteremo dentro i loro primi passi nel Rolfing®, come lo hanno incontrato, come si sono decisi di voler studiare il metodo e applicarlo, conoscere Ida Rolf in persona, e più importante di tutto, l’impatto che l’intervento ha avuto sui loro clienti. GUARDA ONLINE
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Dopo molti anni in cui è stata poco considerata, oggi i ricercatori ed i biologi di tutto il mondo stanno dedicando ricerche approfondite allo studio di un particolare tipo di tessuto connettivo: le Fasce muscolari, ossia quella rete di guaine fibrose e biancastre che attraversa tutto il nostro corpo. Le Fasce stanno assumendo un ruolo sempre più importante nell’ambito medico-scientifico, tanto che alcuni esperti le individuano come un “nuovo sistema di comunicazione del corpo”, una sorta di rete vitale dalle potenzialità ancora inespresse. Per la medicina si tratta di un campo del tutto nuovo, che consente di passare dall'immagine di rigida struttura ossea ad un modello dinamico, costituito dal tessuto connettivo delle fasce che si estende attraverso l’intero organismo e supporta ogni parte interna del corpo. Quel che è poco noto è che il tessuto connettivo è una struttura di raccordo, che funziona come un vero e proprio nuovo organo e che si trova ovunque: nei tendini, nei muscoli, nelle cartilagini, connettendo la testa coi piedi ed avvolgendo e penetrando in tutti gli organi. Per capire l'importanza delle Fasce, immaginiamo che se eliminassimo tutto quello che c'è dal tronco del nostro corpo, fino ad arrivare al tessuto connettivo, la forma umana rimarrebbe comunque completa: sarebbe un corpo dentro un corpo. Ma se provassimo a separare il tessuto connettivo dagli organi, ci troveremo di fronte ad un compito impossibile, perché la Fascia muscolare penetra molto più a fondo del semplice strato di rivestimento ed avvolge ogni singola cellula muscolare, come fosse una sorta di alveare organico. La Fascia: ecco com'è formato uno degli organi di senso più importanti Per capire quanto sia importante la Fascia basti pensare che ben l’80% delle terminazioni dei nervi si trova nel tessuto connettivo che delimita i muscoli nella zona sottocutanea. Tale rete è densa di sensori di movimento ed è fondamentale per la propriocezione, ossia per quella capacità di riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e di percepirne il movimento. Il tessuto connettivo, oltre ai sensori di movimento, è anche ricco di recettori del dolore: potendo farci provare dolore, può divenire esso stesso la causa di malessere. Ciò può accadere, ad esempio, nella Fascia toraco-lombare, la quale sovente può essere la fonte di mal di schiena che appaiono altrimenti inspiegabili. In situazioni simili, le cause del dolore non risiedono quindi solo nei muscoli o nelle articolazioni, come invece si è sempre pensato, ma potrebbero essere dovute all’incapacità del tessuto connettivo di svolgere il suo ruolo di 'lubrificante'. Serve allora che un trattamento manuale in grado di riequilibrare questo malessero, che renda le fasce nuovamente scorrevoli tra loro e promuova lo scivolamento degli strati uno sull’altro. Gli studi sulla Fascia e le ricerche del Dr. Robert Schleip Robert Schleip, Rolfer, biologo umano, psicologo e fisioterapista è tra i più grandi studiosi della Fascia al mondo. Schleip è riuscito a dimostrare, in maniera scientifica, cosa accade quando la Fascia viene sottoposta a trattamenti manuali. Lo studioso ha sottoposto la Fascia a dosi di stress meccanico e ha dimostrato che questa può contrarsi indipendentemente dal muscolo. Si tratta di una scoperta eccezionale, da cui emerge la possibilità che possa essere anche il solo tessuto connettivo, e non più il muscolo, a trasmettere dolore al resto del corpo. In questo modo scopriamo che delle lesioni croniche delle mani possono causare dolori alle spalle, che piccole distorsioni del ginocchio possono provocare il mal di schiena e così via. Sebbene l’avanzare delle età renda le fasce meno flessibili, non è questo il fattore principale che determina il dolore: a causarlo sono soprattutto le micro lesioni non diagnosticate, siano esse distorsioni, contusioni oppure ferite. Essendo le Fasce molto reattive agli stimoli meccanici, inoltre, anche il poco o troppo sport può causare problemi fastidiosi, così come ad influire sul nostro benessere possono esser lo stress o un'alimentazione errata. Negli ultimi anni, poi, si è scoperto che molte patologie diffuse possono derivare da problemi al tessuto connettivo: la spalla congelata, le vene varicose, il bruxismo, patologie dell’intestino e dei polmoni, dell’anca o del ginocchio, malattie reumatiche. E non solo. Secondi i recenti studi sembrerebbe che lo scorrimento dei tessuti sia così fondamentale per la nostra salute che i ricercatori stanno prendendo in considerazione anche la sua influenza su patologie gravi come il cancro e il tumore maligno. Come tenere le Fasce in salute? Ad aiutarci c'è il Rolfing Cosa si può fare contro “l’infeltrimento” delle Fasce? A riguardo, Robert Schleip dice: “chi non si muove si blocca”. I movimenti elastici, infatti, stimolano il benessere delle Fasce, a patto che all’organismo venga dato il tempo di adattarsi ai cambiamenti. Saltellare, ballare, correre a piedi nudi su terreni diversi o fare arrampicata aiutano lo scorrimento dei tessuti,ma prima è necessario 'sbloccarsi', attraverso metodi di lavoro che prevedano la manipolazione delle fasce per sciogliere le tensioni e lenire il dolore. Il metodo più efficace per farlo è il Rolfing, la tecnica ideata dalla biochimica americana Ida Paolina Rolf che, già alla metà del secolo scorso, attribuiva alla fascia un ruolo decisivo nell’insorgenza del dolore e negli errori di postura. In un ciclo di dieci sedute, il Rolfing è in grado di ristabilire la corretta condizione delle Fasce, grazie alla combinazione di massaggi del tessuto connettivo in profondità ed esercizi di postura. Tratto dall’articolo della professoressa Carla Stecco pubblicato su Geo Italia. Sintesi di Maria Rosaria Busia, Certified Rolfer™, Rolf Movement™ Practitioner
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A chi sia interessato a migliorare la propria postura, le performance atletiche, la propria flessibilità, a chiunque voglia "sentire" di più il proprio corpo, conoscerlo, viverne meglio le emozioni; ai bambini e agli adolescenti per aiutarli nel loro processo di crescita; agli anziani per ritardare i processi d’invecchiamento e ridare elasticità ai tessuti, alle donne nel periodo post-gravidanza per ritrovare confidenza e “riappropriarsi” del proprio corpo. Dato che il metodo di Integrazione Strutturale Rolfing considera il corpo nel suo insieme, i benefici che se ne possono trarre si riflettono su tutta la persona: sul modo di muoversi, sui dolori articolari, sullo stato emotivo. Il Rolfing S.I. è per tutte le età. Si rivolge a tutte le persone interessate alla ricerca del benessere. Il Rolfing può aiutare i bambini e gli adolescenti nel loro processo di crescita, aiuta gli anziani nel ridare elasticità ai tessuti, riducendo sensibilmente le limitazioni del movimento dovute all'età, inoltre è un valido supporto per le donne nel periodo post-gravidanza. Sempre più atleti, nel mondo, si rivolgono a un Rolfer™ per comprendere meglio, attraverso il processo delle dieci sessioni, le proprie dinamiche di movimento, sentire le restrizioni e trovare nuovi schemi di movimento. Il Rolfing parte dal presupposto che ogni corpo sulla terra è "intelligente", poiché risponde in maniera logica e appropriata agli stimoli che riceve. Accade, quindi, che durante il percorso possa trovare sollievo anche una mal di schiena che ci affligge. Tuttavia, dal punto di vista del Rolfing, quel mal di schiena è un indicatore, rappresenta una risposta coerente del nostro corpo alle sollecitazioni eccessive o non gradite, pertanto utilizzato per meglio comprendere come aiutare la persona a ritrovare maggiore armonia nel movimento.
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"Il Benessere corporeo (e non solo) si esprime nella forma e nella fluidità del movimento. Il Rolfing®, in breve tempo, ridà forma al tuo benessere in modo visibile e duraturo. Grazie al lavoro sulle Fasce e alla rieducazione corporea possiamo ringiovanire il nostro corpo e riapropriarci di una flessibilità e fluidità da tempo dimenticata.“ Maggiori informazioni su www.rolfingveneto.org Maggiori informazioni su Roberto Rosolen qui
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Pratica dell'Integrazione Strutturale Rolfing® Il percorso del Rolfing avviene con un ciclo di dieci sessioni individuali eseguite da un operatore, il Rolfer™, che può praticare questo metodo solo dopo aver eseguito un rigoroso percorso di formazione. Ogni sessione dura circa un'ora e si basa su un tema, personalizzato per ciascun individuo. Il Rolfer dedica del tempo a un colloquio preliminare con il cliente, quindi osserva il corpo della persona in posizione eretta e in movimento per "leggerne" le principali caratteristiche. Poi, anche grazie a un tocco sensibile e deciso al tempo stesso, il Rolfer libera le restrizioni e armonizza gli schemi motori che spesso costringono i nostri tessuti in tensioni permanenti. Generalmente, la sessione si svolge con il cliente sdraiato su un lettino e termina con il cliente in piedi: questo aiuta il cliente stesso a percepire i cambiamenti avvenuti. Attraverso il tocco, la ricerca di una coordinazione motoria più efficiente e l'affinamento della percezione di sé, il Rolfer favorisce l'integrazione psicofisica del cliente. Completato il ciclo di dieci sessioni di base e dopo aver lasciato trascorrere un periodo di tempo appropriato per consentire ai cambiamenti di sedimentarsi, è possibile approfondire il percorso intrapreso ricevendo brevi cicli di sedute post-10. Un'altra attività che ben si integra e favorisce l'incorporare del ROLFING è il ROLF MOVEMENT™.
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Un metodo unico ed efficace per aiutare tutti i musicisti a superare i problemi di distonia focale e migliorare, rendendoli più leggeri e veloci, i propri movimenti: tutto questo è possibile grazie al metodo MusiReset, che unisce i principi del Rolfing con gli studi e l'esperienza di Elmar Abram, rolfer esperto ed ex musicista, che da anni si dedica alla ricerca su queste problematiche. Nel fare il proprio lavoro, il musicista compie un atto creativo, che per essere realizzato necessita di due elementi: le doti artistiche, innate, e una perfetta sintonia tra corpo e mente. Attraverso il corpo, e in particolare le dita e le mani, l'artista riesce infatti a produrre la propria musica. Ma cosa succede quando il corpo non risponde più alla mente come dovrebbe? Le conseguenze negative sono molte e frequenti: i musicisti possono soffrire di Distonia Focale (cioè movimenti incontrollati o, perdita del senso di controllo nelle dita e nella mano) di infiammazioni agli arti oppure di fastidiose contratture. Per risolvere tutte queste problematiche, in breve tempo, con successo e senza usare farmaci, Elmar Abram ha messo appunto il metodo MusiReset. Abram - che da giovane musicista è stato costretto ad interrompere la sua carriera proprio perché vittima di Distonia Focale -, lavora su tre livelli: intervenendo col Rolfing a livello fasciale e, quindi, strutturale, per la neutralizzazione di problemi somatici e per migliorare la struttura corporea e la postura; risvegliando ed ampliando della percezione corporea interna sensoriale e degli schemi motori con il MusiReset Movement; sviluppando in modo preciso e mirato le possibilità tecniche dello strumento suonato. In questo modo, il musicista si metterà alle spalle i problemi del passato, ritroverà economicità e leggerezza nei movimenti e la sua musica sarà ancora più intensa e affascinante. Il metodo MusiReset sarà presentato da Elmar Abram e Andrea Meynardi all'interno del convegno “Rolfing® S.I.: una visione pioneristica del corpo umano nel campo della gravità e nell'uso della Fascia”, che si terrà il 1° ottobre presso la Sala Conferenze della Fiera di Ferrara, all'interno di 'Edenica'. La presentazione del metodo è prevista per le 15.25. L'ingresso per la manifestazione è acquistabile sul posto oppure attraverso il sito www.edenica.it Per informazioni sul metodo MusiReset basta cliccare sul sito www.musireset.com Per informazioni sul Rolfing www.rolfing.it
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JAMIE STONE condivide con noi la sua esperienza con il Rolfing® e ci racconta come questo metodo le abbia donato sollievo al mal di schiena che quotidianamente la affliggeva a livello lombare: "... Una cosa che il Rolfing® mi ha davvero insegnato è quanto sia importante muovere il tuo corpo, specialmente quando superi i trenta (..) Non ho più quei terribili dolori alla parte bassa della schiena. Se hai mai provato qualcosa di simile, so che probabilmente sarai d'accordo con me! ..." LEGGI L'ARTICOLO ORIGINALE QUI Pubblicato su hellogiggles.com Autore: JAMIE STONE - 31 Maggio, 2018 Articolo in inglese su European Rolfing® Association
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Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Sono intervenuti: Andrea Meynardi - Advanced Rolfer, Rolf Movement practitioner,Osteopata DO.,Docente di Scienze Motorie e sportive Gaia Negro - Osteopata D.O. MSc.Uk, M.C.B.,Insegnante di Pilates Pierpaola Volpones - Chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia
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Jennifer-Lynn Crawford ha iniziato la danza classica a 16 anni, un'età che nel mondo del balletto professionale viene considerata tardiva. Mentre molte sue coetanee erano già negli organici delle compagnie, lei muoveva i primi passi in classi con tredicenni. L'amore per il movimento era totale, ma la formazione professionale ha lasciato un segno profondo sul suo sistema, su più livelli. Le è stato trasmesso, in modo radicato, che la sua forma fisica fosse "inadeguata" e troppo rigida — priva di quella lassità tissutale comune a molte persone attratte dal balletto, così come delle articolazioni dell'anca che ne facilitano la pratica. L'approccio didattico rigido della scuola che ha frequentato non ha favorito lo sciogliersi di questa corazza protettiva profonda. Anzi, ha generato una domanda destabilizzante: come può qualcosa di così necessario, come danzare, risultare così stressante per il corpo? Il corpo come "oggetto problematico" Anche dopo il passaggio dal balletto alla danza contemporanea, Jennifer-Lynn è rimasta la persona "sempre infortunata". Ha provato diversi percorsi terapeutici, ma è rimasta a lungo in un modello che trattava il corpo come un insieme di parti isolate da correggere — un approccio che non si traduceva in benefici concreti durante la danza. Anche da professionista affermata, la sua relazione con il corpo restava distante: percepito come qualcosa da monitorare costantemente per restare "in forma", più che da abitare pienamente — nonostante il bisogno di connessione che il movimento le dava ogni giorno. Il Rolfing® apre nuove porte sensoriali Cinque anni dopo, Jennifer-Lynn ha sperimentato per la prima volta il Tocco Rolfing. Anche se non ha provato da subito la profondità di connessione che oggi riconosce nel lavoro con un Rolfer®, il suo sistema era così radicato nell'idea del corpo come oggetto e ostacolo che è stato un piccolo miracolo che la prima sessione abbia comunque aperto qualcosa. Attratta dalle possibilità che intuiva nel metodo, ha letto il libro di Ida Rolf e approfondito altre discipline somatiche. Un percorso entusiasmante e insieme spaesante: ha cominciato ad aprire porte verso sensazioni che le sue tensioni abituali avevano tenuto chiuse per anni. La prima serie delle 10 sessioni ha lasciato un'impronta sufficiente per innescare un cambiamento lento ma profondo. Il Rolfing® insegna la stabilizzazione periferica Secondo Jennifer-Lynn, i Rolfer® con esperienza nel mondo della danza hanno una capacità particolare di entrare in relazione con i professionisti del movimento. Racconta un momento di formazione in cui, durante una sessione base, le venne chiesto di "trovare la propria periferia" — un'indicazione che la spiazzò completamente, perché era già così orientata verso l'esterno da non riuscire a comprendere cosa significasse essere "focale". In altri percorsi terapeutici, dettagli come l'orientamento nello spazio, il supporto e i vettori di movimento semplicemente non entravano nella conversazione sul cambiamento. Questa dimensione percettiva, così intrinseca al suo mestiere, l'ha scoperta cognitivamente solo grazie a insegnanti di Rolfing chiari, competenti e compassionevoli. Scoprire l'intera gamma delle proprie capacità Nel mondo della danza — classica, contemporanea o commerciale — gran parte dell'informazione corporea viaggia attraverso un vocabolario centrato sull'estetica. L'informazione percettiva che sta alla base del movimento spesso non viene mai resa esplicita. Molte persone che danzano non conoscono l'intera gamma delle proprie capacità, ancor prima di considerare le richieste performative di certe forme di danza. È qui che il Rolfing® si rivela un dono per chi si muove professionalmente: aiuta a comprendere perché un semplice invito a "stare in piedi" possa risultare straordinariamente complesso, come il sistema nervoso risponda con rapidità sorprendente all'essere osservati da un professionista (mai sottovalutare il potere di una presenza compassionevole per chi si esibisce), e come il sistema risponda in modo significativo a un tocco, una sensazione o un'immagine scelti con precisione e competenza. L'intuizione sensoriale affinata dai Rolfer® Jennifer-Lynn descrive il Rolfing® come la possibilità di abitare ed esplorare la propria struttura fisica, in relazione costante con orientamenti percettivi, ambiente e dinamiche relazionali. Sottolinea come i Rolfer® con esperienza di performer possano sostenere la capacità di sentire — non semplicemente supporre — ciò che un sistema nervoso allenato e aperto è in grado di percepire. Questa sicurezza nella propria intuizione sensoriale, racconta, le è stata trasmessa proprio da professionisti capaci di riconoscerla — dopo anni in cui altri specialisti le avevano detto che "non era possibile" sentire ciò che sentiva durante le manipolazioni. Quando il proprio sistema entra in dialogo con un Rolfer® compassionevole e accogliente, è come un bagno caldo per il sistema nervoso e i tessuti: un modo per ritrovare la strada di casa, lasciando che tutta quell'informazione venga finalmente accolta. Il mondo della danza richiede moltissimo, e gran parte dell'identità professionale di chi lo abita è legata a ciò che si sente e a ciò che si riesce a trasmettere attraverso il proprio corpo. Per questo è essenziale sentirsi accolti, per lasciare andare parte dello 'sforzo' e trovare spazio per il prossimo passo — in dialogo con la Gravità, in ascolto del proprio corpo come soggetto attivo del cambiamento. Fonte: Articolo originale "As a professional dancer, Rolfing® has helped me inhabit my body", pubblicato sul sito dell'European Rolfing Association (ERA) Autrice: Jennifer-Lynn Crawford, danzatrice professionista — Regno Unito Editing originale: Sabine Becker Foto: Camilla Greenwell, David Lindsay, Grace Gelder Adattamento e traduzione: Associazione Italiana Rolfing® (AIR)














