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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Il Rolfing rafforza la nostra rete fasciale in modo duraturo. La fascia è il tessuto connettivo che percorre tutto il nostro corpo e conferisce forma a tutto ciò che è dentro di noi. Per spiegare la rete fasciale, si può paragonare essa a una ragnatela: entrambe le strutture collegano diverse parti in modo intrecciato, trasmettendo forze e segnali. Quando una mosca rimane intrappolata in una ragnatela, l'intera rete risponde alla trazione. La trazione non si verifica nel punto in cui la mosca è stata catturata, ma in un punto opposto; questi sono semplici principi biomeccanici. Esistono vari modi per affrontare il problema dell'instabilità: ci si può concentrare sui sintomi e lavorare sull'area più esposta alla tensione, cioè la parte della rete che subisce la trazione più intensa. Un'altra opzione sarebbe eliminare la causa della tensione, metaforicamente ciò significa rimuovere la mosca. L'Integrazione Strutturale Rolfing® si occupa di tutto ciò, ma, cosa più importante, lavora sull'intera rete fasciale e ne potenzia la forza, la flessibilità e la funzionalità in modo che - metaforicamente - la rete possa resistere facilmente alla prossima mosca che rimarrà intrappolata in essa.
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C'è una parte del nostro corpo che può rappresentare la soluzione ideale per risolvere i problemi articolari e migliorare le prestazioni sportive delle persone: si tratta della Fascia muscolare, quel tessuto connettivo che si irradia per tutto il nostro corpo e che è dotato di una straordinaria potenza, molto spesso sottovalutata. Negli ultimi decenni, però, medici, biologi e fisioterapisti hanno iniziato a studiarla a fondo, comprendendone l'enorme valore per la nostra salute. Ma come è composta la Fascia ed in che modo si irradia nel nostro corpo? Esistono varie 'reti', connessioni e catene di tessuto connettivo. Vediamone insieme le principali: 1) La rete delle fasce addominali La rete delle fasce addominali è composta da tre strati: uno verticale - che va dallo sterno al pube -, uno diagonale e uno orizzontale. 2) La connessione del petto con il braccio All'interno dell'avambraccio esiste una catena mio-fasciale, che attraversa il gomito e i bicipiti, per poi connettersi ai pettorali e allo sterno. 3) La catena che attraversa arco plantare, adduttori e pavimento pelvico Questa catena corre dall'arco del piedi, attraverso gli adduttori, e arriva al pavimento pelvico. In questo modo rafforza l'articolazione del ginocchio. 4) La catena spalle-gomito Essa corre dalla parte esterna del braccio ed è connessa con il deltoide, alcuni parti del trapezio, il collo e la spina dorsale. 5) La fascia della coscia Questa Fascia corre dal bacino e arriva fino sotto il ginocchio. 6) Catena dorsale diagonale Questa complessa catena collega la parte superiore con la parte inferiore del corpo. Corre dal gluteo fino ad arrivare al grande dorsale e viene ricoperta da una fascia che si estende su tutto il dorso. 7) La Rete Il tessuto connettivo percorre tutto il corpo. Dove si addensa, forma catene che connettono varie parti del corpo, inclusi muscoli e ossa. Ricerca scientifica e Fascia: il parere degli esperti. Tra i massimi esperti mondiali sulla Fascia c'è il Dr. Robert Schleip, biologo, ricercatore e direttore della Fascia Research Group alle Università di Ulm, in Germania. Schleip chiama il tessuto connettivo “l'organo Cenerentola”, perché per centinaia di anni questa struttura è rimasta ignorata dalla ricerca, pur occupando ben il 20% del volume del corpo umano. Schleip si è avvicinato alla Fascia quando lavorava come Rolfer, professione che lo aveva portato a scoprire gli incredibili risultati che si riuscivano ad ottenere lavorando su questo tessuto connettivo. Agli inizi dei suoi studi, per la medicina la Fascia era quasi considerata un 'fastidio': “nei corsi di anatomia – spiega lo studioso - i dottori erano addirittura contenti quando potevano togliere quello che era visto come un semplice tessuto bianco senza forma, che se eliminato rendeva più visibili la carne rossa e gli organi.” Siegfried Mense, Professore di Anatomia alle Università di Heidelberg, Germania, prevede che “il tessuto connettivo sarà sempre più importante nelle valutazioni dei medici, insieme a muscoli ed articolazioni”. Il motivo è semplice: “la fascia dorsale ha più ricettori nervosi che i muscoli erettori della schiena“. Ciò significa che la rete di tendini, legamenti e tessuto connettivo costituisce semplicemente il più grande organo sensoriale del corpo umano. Essendo collegata anche con il sistema nervoso simpatico, inoltre, la rete connettivale influisce in modo sensibile anche sullo stress. Anche l'Italia sta dando il suo apporto alla ricerca sulle Fasce. Ad occuparsene, con successo, sono i ricercatori Carla ed Antonio Stecco, considerati tra i pionieri degli studi sul tessuto connettivo, i quali recentemente hanno scoperto che in persone con problemi alla cervicale, la Fascia nella zona del collo è più densa rispetto a quella in persone sane. L'età e lo stato della Fascia: i bambini e gli anziani. L'età dell'individuo si riflette in modo profondo sullo stato del tessuto connettivo. Mentre i giovani hanno una tipologia di tessuto che assomiglia ad una sorta di 'calza di nylon', col passare degli anni si formano collegamenti trasversali e, quando ci si avvicina la vecchiaia, il tessuto perde la sua elasticità. “E' come il corpo avesse un vestito troppo piccolo”, sottolinea la Rolfer, istruttrice di Fascial Fitness e di Yoga Daniela Meinl. “Il nostro intervento chirurgico sulle Fasce aiuta i bambini che soffrono di paralisi spastica”, spiega Peter Bernius, primario del reparto Pediatria e Neuro-ortopedia all'ospedale Schön, a Monaco di Baviera. In questi soggetti gli spasmi muscolari fanno indurire la muscolatura e anche le Fasce, fino al punto che il muscolo non ha più la capacità di muoversi ed i pazienti iniziano a camminare sulle punta dei piedi. Con l'intervento sul tessuto connettivo, invece, la maggior parte dei pazienti riesce a muoversi meglio ed a ritrovare la fluidità di prima Gli esercizi specifici, come lo stretching dinamico, 'ringiovaniscono' le strutture fasciali, perché stimolano delle cellule nel tessuto connettivo, chiamate fibroblasti, a rinnovare la rete di collagene. Affinché questo si verifichi con cambiamenti misurabili, spiega il Dr. Schleip “si impiegano tra le 9 e le 14 settimane”. La Fascia e lo Sport, un legame sempre più stretto. Le potenzialità della Fascia sono al centro delle ricerche e delle pratiche sportive di ogni tipo, dal calcio al golf fino al basket. Uno dei connubi più famosi in tal senso è quello voluto dal capo fisioterapista della nazionale tedesca di calcio Klaus Eder, che da decenni sta ottenendo risultati impressionanti grazie al suo lavoro sul tessuto connettivo. Kristina Rothengatter, giocatrice golf professionale, racconta così la sua esperienza: “volevo diventare più mobile nelle articolazioni dell'anca e delle spalle per poter colpire più forte la pallina. Per questo mi sono rivolta ad un allenatore Fasciale. Grazie a lui ho cambiato completamente la mia routine di riscaldamento: mentre prima facevo stretching statico, ora faccio stretching in movimento”. Molti atleti lavorano autonomamente sulla Fascia grazie ad un attrezzo specifico, il Blackroll. A spiegare come ci pensa il giocatore di basket Andrej Mangold: “per noi usarlo è ormai diventata routine, tanto che i nostri allenatori chiamano questa pratica igiene muscolare, che come la igiene orale va praticata ogni giorno”. Che effetti ha questa 'pratica quotidiana'? “All'inizio mi faceva male, ma ora lo sento come massaggio rilassante, ed inoltre i miei tempi di recupero si sono accorciati”. Il Rolfer e studioso della Fascia Markus Rossmann lavora soprattutto con allenatori di calcio, ai quali insegna nuovi sistemi di allenamento e particolari metodi di 'manutenzione' delle fasce. Nella sua attività con gli sportivi, Rossmann ha dimostrato che quando si ha una rete fasciale più elastica il corpo usa meno energia, e che una corretta stimolazione del tessuto connettivo da parte del professionista aumenta le prestazioni dell'atleta. La maggior parte dei terapisti sportivi, come Klaus Eder, lavora sulle Fasce a mani nude, mentre altri, come Sven Kruse, adottano strumenti particolari per non compromettere le proprie dita. Lo Yoga Fasciale. Un'altra variante dell'allenamento delle Fasce è lo Yoga fasciale. In esso si cambiano gli angoli di lavoro degli arti e si introducono elementi dinamici, come lo spostamento del piede o una inclinazione della parte superiore del corpo. Questo perché, conclude la Rolfer Daniela Meinl “la parte tendinosa delle fasce non viene stimolata abbastanza nello yoga classico”. Fonte: Focus Germania, 7 Novembre 2015 traduzione e sintesi di Marcel Teeuw Certified Rolfer® e Rolf Movement™ Practitioner
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In Italia i Rolfer™ anche a casa non si fermano mai! Data l'emergenza sanitaria e l'obbligo di stare in casa, sono numerosi i Rolfer™ italiani che hanno deciso di produrre piccoli video homemade per offrire consigli o suggerire semplici tecniche per "Star Bene in Casa ai Tempi del corona virus". A partire da questa settimana dunque saranno condivisi sulla nostra pagina facebook anche i contributi video che i vari Rolfer™ Italiani stanno producendo in questo periodo di stop. Se sei un Rolfer™ e hai prodotto il tuo video segnalacelo tramite messanger, puoi usate anche il popup in calce a questa pagina. SEGUICI SU FACEBOOK #iorestoacasa #rolfing
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Il Rolfing® è molto più che una rimessa a nuovo del corpo e della postura. Non offre solo una migliore forma fisica o una performance più efficace, ma una visione integrata della persona nel suo rapporto con il mondo e ne affina la consapevolezza. “La visione olistica del Rolfing è comune a tante pratiche di consapevolezza corporea che sono nate nel XX secolo in Occidente - spiega Carla Bottiglieri, Rolfer di Salerno, che da anni approfondisce e sperimenta pratiche somatiche come il Body-Mind Centering, di cui ha seguito la formazione come insegnante, il metodo Feldenkrais, il Continuum, l’Ideokinesis, e l’analisi del movimento attraverso l’insegnamento di Hubert Godard - Nel secondo dopoguerra, in particolare negli Stati Uniti, c’è stato un fiorire di nuovi approcci che tentavano di superare l’eredità positivistica e meccanicistica che nella modernità occidentale aveva prodotto la dicotomia tra il corpo e la ‘mente’, così come tra individuo e ambiente. È interessante considerare come tanti metodi oggi diffusi nella sfera del benessere e dello sviluppo personale, si siano influenzati l’un l’altro, raccogliendo ricerche ed esperienze condotte da singoli ‘pionieri’, tanto nel campo dell’educazione e della terapia che della psicologia umanistica”. SOMATICA Il termine “Somatica” è stato introdotto negli anni Settanta da un filosofo statunitense, Thomas Hanna, per riconoscere una matrice comune a un insieme di tecniche, approcci e filosofie che si discostavano dalle psicoterapie e dalle fisioterapie tradizionali nel loro attribuire al corpo un senso nuovo. È questo il senso del termine “soma”, che Hanna ha proposto (forzando intenzionalmente un’etimologia di tradizione greco-giudaica) per definire il corpo vivente e vissuto in prima persona, senziente, cosciente. Una delle culle della Somatica è stata senz’altro l’Esalen Institute, inizialmente un centro di ritiro fondato negli anni Sessanta a Big Sur, in California, per favorire l’incontro tra filosofie e spiritualità orientali e occidentali, e l’elaborazione di un’educazione umanistica alternativa. L'Istituto è stato lo sfondo culturale che ha nutrito sperimentatori, artisti, scienziati e un luogo di richiamo per visitatori in fuga dalla quotidianità, tra cui personaggi celebri come Bob Dylan, Ansel Adams, Deepak Chopra. “Già riconosciuta per la sua ricerca originale, Ida Rolf ha frequentato e insegnato a Esalen in un periodo particolarmente ricco di scambi e di dialoghi tra esponenti di diverse correnti umanistiche: dalla terapia Gestalt, alla Bioenergetica, alle terapie corporee Neo-Reichiane, fino a metodi somatici come il Feldenkrais, la Sensory Awareness, o più tardi il Body-Mind Centering e il Continuum – per citare altri approcci della “famiglia” somatica – continua Carla Bottiglieri - È in questo contesto che la Rolf ha ulteriormente consolidato la sua visione originale del corpo nel rapporto con la gravità e lo spazio, in una prospettiva più larga, dove si integrano psiche, affettività, socialità”. “Il tocco della l'Integrazione Strutturale Rolfing® è dunque un invito affinché il corpo trovi delle sensazioni che gli permettano di abitare in modo diverso l’ambiente, è un vettore di stimoli ambientali, di contatti con il mondo che troppo spesso vengono alterati o ‘perduti’, riducendo e impoverendo la sensibilità, la percezione, il sentire stesso - per dirla con Hubert Godard, ‘producendo dei buchi neri percettivi’, e quindi anche degli spazi d’azione assenti – conclude - Le sedute di Rolfing permettono di reintegrare le alterazioni per ritrovare il rapporto pieno con il mondo che si era ristretto e di un corpo che si era avvitato su se stesso”. Maggiori Informazioni su Carla Bottiglieri qui.
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E' una storia davvero emozionante quella del Rolfer™ brasiliano, Igor Simões Andrade, il quale aiuta i bambini disabili a muoversi insegnando loro a nuotare con i delfini. " Il mio lavoro si basa su fiducia, fiducia e risorse terapeutiche, che provengono dalla fisioterapia, dal Rolfing (come un massaggio dei tessuti profondi) e dalla terapia assistita da animali." Igor Simões Andrade, brasiliano, ha iniziato il programma chiamato "bototerapia" nel 2006, dove porta i bambini con disabilità fisiche e mentali a nuotare con i delfini rosa selvatici nel Rio delle Amazzoni. Igor lavora con bambini con varie condizioni come la sindrome di Down e la paralisi cerebrale. Ad oggi, ha aiutato più di 600 bambini gratuitamente. LEGGI TUTTO QUI Articolo pubblicato su European Rolfing Association e tratto dall'articolo originale: "Physiotherapist helps disabled kids move by teaching them to swim with pink dolphins", pubblicato su metro.co.uk da Faima BakarMonday.
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Nel Rolfing® i piedi sono considerati delle pietre angolari per la stabilità e la funzionalità di tutto il nostro corpo. Lavorando sui piedi, questo metodo di lavoro corpore focalizzato sulla fascia, può portare a una maggiore mobilità, resilienza e allineamento. Il Rolfing infatti può essere di grande aiuto per il trattamento della fascite plantare, una dolorosa condizione della parte inferiore del piede. Analizzando le cause alla radice anziché trattare i sintomi, nonché ottimizzando l'interazione dei muscoli del polpaccio, dei tendini d'Achille, dei muscoli peronei, dei muscoli tibiali e della fascia plantare, può fornire un notevole aiuto. Il "plastinato" del piede realizzato in collaborazione con il BODY WORLDS Museum Berlin mostra la complessa struttura di un piede. Ecco un articolo di approfondimento sui Piedi e la Fascia Plantare nel Rolfing® su European Rolfing Association: LEGGI L'ARTICOLO
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Negli ultimi anni, sempre più persone si sono avvicinate al Rolfing, una pratica che si concentra sulla mobilizzazione della fascia per migliorare la postura, la mobilità e il benessere generale del corpo. Ma come viene riconosciuto in Italia? In Italia, il Rolfing è ufficialmente riconosciuto come una professione, regolamentata attraverso il codice ATECO 96.09.09. Chi desidera aprire uno studio di Rolfing con partita IVA può farlo iscrivendosi all’Associazione Italiana Rolfing (AIR), che rappresenta i professionisti del settore e garantisce il rispetto degli standard etici e professionali. Il ruolo dell'Associazione Italiana Rolfing (AIR) L’Associazione Italiana Rolfing (AIR) gioca un ruolo fondamentale nella tutela della professione e dei suoi operatori. Come ente di riferimento, AIR si assicura che tutti gli associati siano aggiornati sulle ultime novità scientifiche e professionali e operino secondo gli standard richiesti. Questo garantisce ai professionisti la possibilità di lavorare in modo conforme alla legge, e agli utenti di essere seguiti da esperti qualificati. Inoltre, AIR si impegna a tutelare anche i clienti finali, rilasciando attestati di qualità ai professionisti certificati e offrendo uno sportello per raccogliere suggerimenti, reclami o richieste da parte degli utenti. Questo approccio garantisce trasparenza, sicurezza e una costante evoluzione della qualità del servizio. Come diventare un professionista del Rolfing? Per diventare un professionista certificato, è necessario seguire un percorso formativo specifico, che include sia la teoria che la pratica. Gli operatori certificati sono obbligati a continuare la loro formazione per rimanere aggiornati, così da poter offrire ai clienti il miglior servizio possibile. Inoltre, i professionisti del Rolfing possono anche usufruire di una rete di supporto offerta dall’associazione, che include opportunità di crescita professionale e di collaborazione. Rolfing un interesse sempre più crescente! Con l’aumento dell’interesse per le terapie corporee e il benessere olistico, il Rolfing sta guadagnando sempre più attenzione come metodo efficace per migliorare la postura e la mobilità. La ricerca scientifica ha confermato i benefici di questa pratica, riconoscendo la fascia come un elemento fondamentale nella nostra salute e benessere. Inoltre, l’approccio olistico del Rolfing aiuta a risolvere tensioni muscolari, dolori cronici e a migliorare la coordinazione del corpo. il Rolfing è una professione ufficialmente riconosciuta in Italia, e la sua crescente popolarità è supportata da un forte impegno professionale e da una solida rete di formazione e supporto offerta dall’Associazione Italiana Rolfing. Vuoi saperne di più? Contatta la nostra segreteria per avere tutte le informazioni di cui hai bisogno
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Sara Bega, Certified Advanced Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner, intervistata su "Live Social Radio International", parla del Rolfing® e del percorso delle 10 sedute. Un'interessante intervista in cui spiega i benefici della tecnica e le modalità di approccio e lavoro. Sara Bega ha completato con successo la formazione per diventare Rolfer™ nel 2008, ha iniziato a praticare e nel 2010 ha acquisito il primo livello di Tecnica Cranio Sacrale, Upledger.Nel 2011 ha aggiunto il corso specifico per il movimento nell'ambito del metodo Rolfing®, in quanto essenziale per poter migliorare l'utilizzo del nostro corpo. (Rolf Movement Practitioner™). Nel 2013 ha effettuato l'esame di massaggiatore (corso biennale)... maggiori informazioni qui
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Prima ho sempre pensato a come camminavo, chiedendomi: "Sto facendo bene?" o "Questo modo di camminare peggiorerà le cose?" Da allora, le parole di Henrike mi accompagnano ovunque, faccio quello che mi ha detto e mi sento molto più ottimista!" Sto parlando con Henrike Rietz-Leiber, una Rolfer™ certificata che risiede a Monaco e con la sua cliente, Christa Werner, una farmacista che si è rivolta a Henrike per provare il Rolfing®, per cercare un sollievo da dolori cronici sia alla schiena che alla gamba destra in seguito a un'operazione all'anca nel marzo 2014 . "In sostanza dicevo a Christa di non concentrarsi troppo sul dolore. Per Christa la sfida era di fidarsi del sostegno delle sue gambe, di sentirsi radicata a terra e di ritrovare la connessione con lo spazio circostante... Quando l'ho vista per la prima volta, notai subito la sua rigidità e la necessità di maggiore resilienza. C'era anche questo blocco, un blocco che le impediva di percepire il terreno e lo spazio intorno. La testa era troppo pesante perché Christa ‘riuscisse a sostenerla’ adeguatamente al di sopra delle spalle" spiega Henrike. Cosa ti ha fatto decidere di provare proprio il Rolfing®? Chiedo a Christa. Il mio medico di famiglia mi ha raccomandato il Rolfing® a causa dei problemi che che stavo vivendo alla mia schiena, coscia destra e ginocchio. Mi ha suggerito di completare un ciclo di dieci sessioni. Ho trovato Henrike su Internet e ho subito notato che il suo studio di Rolfing® era a Haidhausen, vicino a dove vivo io. Ho iniziato il Rolfing® nel mese di febbraio e l’ho terminato nel mese di giugno. Abbiamo svolto le sessioni con un ritmo piuttosto serrato, circa una ogni settimana. Mi sono sentita molto meglio dopo. Ne valeva la pena! Qual era il problema? Ho subìto un'operazione all’anca destra nel marzo del 2014. Sempre nello stesso periodo, ho acquistato un materasso nuovo e, so che suona strano…, ma è stato dopo l'operazione dell'anca che ho avuto i miei primi veri problemi alla schiena. Era come se fosse “ossificata”. Non riuscivo a stare in piedi al bancone della mia farmacia per più di due ore senza una pausa. Tutto questo è avvenuto nello stesso anno in cui ho chiuso la mia farmacia, perciò non ho più fatto davvero caso a questo problema. Hai provato altre strade prima del Rolfing®? Ho fatto un po’ di fisioterapia, ma i benefici erano solo momentanei. Era sempre lo stesso, il dolore alla schiena si ripresentava continuamente. L'anno dopo, ho cominciato ad avere dolori al ginocchio destro e anche crampi alla coscia destra. Ho fatto ginnastica e il medico ha suggerito anche lo yoga, ma non funzionava. Non ha funzionato nulla. Poi, ho consultato un amico chiropratico ed ancora la stessa storia, nessun successo. Ho continuato con la fisioterapia e il massaggio fino a quando ho trovato Henrike. Il dolore alla gamba destra si è manifestato come conseguenza di un sovraccarico della stessa dovuto all’operazione? Dopo l’operazione all'anca, il mio medico mi ha suggerito di mettere un cuneo sotto il mio tallone sinistro - una suola speciale inserita nel tallone della mia scarpa. Seguii le indicazioni del medico e, subito dopo, ho anche completato il ciclo di Rolfing®: la mia gamba destra stava bene e non avevo più dolore. Tuttavia, fu poi il mio lato sinistro che iniziò a darmi qualche fastidio. Il cuneo di un centimetro era diventato troppo alto e per questo chiesi che me lo riducessero di mezzo centimetro, sperando che questo togliesse il fastidio. Ad ogni modo, da quando ho terminato il Rolfing®, il mio lato destro sta bene e la mia schiena meravigliosamente. Riesco a compiere nuovamente movimenti liberi e per me questo è il paradiso! Al ritorno delle feste chiamerò Henrike per fare altre sessioni dedicate alla gamba sinistra. Henrike aggiunge: Attraverso il percorso delle 10 sedute, ho incoraggiato Christa a “riconnettersi” con se stessa, con il suo corpo e ad adattare o diminuire lo spessore della soletta al bisogno. Ovviamente non si possono allungare le ossa, ma il corpo può adattarsi alla differenza di lunghezza delle due gambe in modo non problematico. Inizialmente questo, per il corpo di Chirsta, non era possibile, per questo è stato necessario fare diverse prove. Ricreare elasticità nel corpo di Christa era per me l’obiettivo primario, oltre ad aiutarla a ritrovare un movimento più fluido e ampio. Mi ricordo che quando è venuta per la seconda sessione era raggiante, in viso. Mi confessò che era la prima settimana che non soffriva di dolori; o meglio, il dolore era ancora lì, ma significativamente ridotto. Inoltre, solo riguardando i miei appunti ho notato che Christa, al primo incontro, si dimenticò di raccontare di un’operazione al seno per l’asportazione di un cancro: infatti quando tornò per la seconda sessione, tutto il lavoro fatto in prima seduta sulla cassa toracica, aveva eliminato un dolore al lato destro del torace, dove c’era la cicatrice. Questo fastidio oramai le era talmente famigliare da dimenticare, appunto, di parlarne durante il primo colloquio. Non è strano come possiamo dimenticare il dolore che una volta era così dominante nella nostra vita? Chiedo a Christa. Sì, è stato meraviglioso quando Henrike ha liberato la tensione attorno al braccio e al seno destro. Finalmente potevo muoverlo liberamente senza dolore. Era fantastico! Henrike aggiunge: Sì, spesso succede. Dopo l’ottava sessione, per esempio, ho notato che Christa poteva piegarsi e raccogliere qualcosa dal pavimento, cosa che non poteva fare prima. Anche questo si era dimenticata di riportare durante il colloquio iniziale. Penso che sia davvero utile che i clienti, a volte, dimentichino il dolore! Il Rolfing® ti ha sorpreso in qualche modo? Sì! Canto in un coro e dopo la settima seduta, il mio insegnante di canto ha sottolineato che la mia voce era particolarmente bella quel giorno. Henrike aveva trattato la mia testa, il collo e le spalle durante quella sessione, perciò questa osservazione mi sorprese particolarmente! Mi ha sorpreso anche quanto io sia diventata più ottimista attraverso il percorso delle 10 sedute. Ho un atteggiamento totalmente nuovo verso la mia vita e sento di poter davvero vivere alla giornata. Ho più energia durante la giornata e tante idee per il futuro. Guardando indietro, mi rendo conto di essere stata piuttosto depressa. Ero là, 66 anni, e non potevo più muovermi e avevo bisogno di riposare tutto il tempo. Desidero vivere una vita piena. Voglio ottenere il massimo dalle mie giornate. Questo per me è molto importante e, prima del percorso di Rolfing, non avevo proprio idea di come avrei potuto continuare a vivere in una situazione così deprimente. Quando si è così concentrati a sentire i dolori del proprio corpo, diventa difficile aprirsi all’esterno. Le sessioni di Rolfing® erano in qualche modo impegnative? Sì, c’è stata una sessione in cui Henrike lavorava sull'anca sinistra: trovò un muscolo particolarmente “arrabbiato”! Anche la seconda sessione, sui piedi, non è stata una passeggiata. La gamba sinistra è danneggiata da quando ho protruso un disco vertebrale vent'anni fa e le dita dei piedi sono leggermente intorpidite. Henrike ha portato così tanta vita nel mio piede sinistro da percepire questa novità come “anche un po’ inquietante”. Tuttavia, quando sono uscita dalla porta, mi sono sentita come se stessi camminando sulle nuvole. Davvero fantastico! Alcune persone riferiscono che il Rolfing® lo sentono lavorare nel periodo di pausa, tra una sessione e l’altra. E’ stato così anche per te? Sì. Sono sempre stata consapevole di ciò che Henrike mi disse. Dopo che lavorò attorno al petto e alla cassa toracica, ho notato che potevo stare più dritta, dietro al bancone della farmacia. Mi sono accorta di regolare automaticamente la mia postura. Henrike, vuoi aggiungere altre osservazioni sul percorso di Christa? Sì, dopo la sesta sessione, Christa ha detto che si sentiva libera nella schiena e che le sue braccia potevano oscillare ai lati liberamente. Era molto importante far sì che potesse nuovamente alzare le braccia verso l’alto. Christa era così contenta, così felice durante e dopo tutte le nostre sessioni. Posso davvero ricordare il suo volto dopo la decima sessione. Christa ha detto “Wow! Sono così felice del mio corpo" ed era possibile vederlo: era veramente nel suo corpo. La prima volta che venne da me, infatti, Christa era lì, ma il suo corpo era qualcosa di diverso. Dopo le 10 sedute, invece, si muoveva in perfetta armonia con il corpo, quasi come se danzasse. La cosa più importante che a parer mio Christa ha detto, "se ho un dolore, ora so come risolverlo in fretta". E’ stato così meraviglioso vederla veramente sorridente con un volto così pieno di vita. Charlotte Fraser - 07/11/2017 - rolfing.org Articolo originario al seguente link Data di pubblicazione: 07/11/2017 Autore: Charlotte Fraser Foto: ©Henrike Rietz-Leiber, www.rolfing-rietz.de Traduzioni in Italiano a cura di: Eleonora Celli (Certified Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner) e Roberto Rosolen (Certified Rolfer™) Per maggiori informazioni su Henrike Rietz-Leiber, vai al seguente link Per scoprire di più sul Rolfing®, trovare un Certified Rolfer™ e/ o diventare un Rolfer™ visita: www.rolfing.org o la sezione cerca un rolfer di questo sito
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Uno studio scientifico pubblicato su National Library of Medicine condotto da Andreas Brandl, Katja Bartsch, Helen James, Marilyn E. Miller e Robert Schleip, conferma ancora una volta come il Metodo Rolfing®, possa apportare importanti benefici alla postura miticando schemi compensatori inadeguati Gli allineamenti errati nel corpo, dovuti all'ispessimento e all'accorciamento fasciale, possono portare a complessi schemi di compensazione; una terapia neuromuscoloscheletrica completa come il Metodo Rolfing può agire in modo ottimale mitigando tali effetti e apportando significativi miglioramenti posturali e migliorando il benessere fisico. Lo studio è stato condotto sun un totale di 727 soggetti ed è stato esaminato retrospettivamente dai registri medici su un periodo di 23 anni. Si è evidenziato che un totale di 383 soggetti che avevano completato 10 sessioni di Rolfing hanno soddisfatto i criteri di eleggibilità per il range di movimento attivo (AROM) della spalla e dell'anca prima e dopo il trattamento. QUI IL LINK ALLA PUBBLICAZIONE Abstract dei Risultati La flessione della spalla, la rotazione esterna e interna, e la flessione dell'anca sono migliorate significativamente dopo 10 sessioni di SI. La flessione della spalla sinistra e la rotazione esterna di entrambe le spalle sono aumentate di più negli uomini rispetto alle donne, ma non sono state influenzate dall'età. Lo studio conferma, dunque, che l'Integrazione Strutturale potrebbe produrre molteplici cambiamenti nei componenti delle catene miofasciali che potrebbero aiutare a mantenere la postura eretta negli esseri umani e ridurre gli schemi di compensazione inadeguati. Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/ Studio: Influence of Rolfing Structural Integration on Active Range of Motion: A Retrospective Cohort Study Pubblicato il: Ottobre 2022 SCARICA QUI LO IL PDF DI APPROFONDIMENTO
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L'inizio di un nuovo anno scolastico porta eccitazione e gioia sia per i bambini che per i genitori, tuttavia, un aspetto spesso trascurato è l'impatto dei pesanti zaini scolastici sui nostri piccoli studenti! Gli zaini scolastici sovraccaricati possono portare a stanchezza, tensione muscolare e dolori alla schiena. Inoltre, possono causare problemi posturali a lungo termine, come la distorsione delle curve naturali della colonna vertebrale e l'arrotondamento delle spalle. Come genitori responsabili, è cruciale adottare misure pro-attive per proteggere la postura dei nostri figli. In questo articolo esploreremo alcune modalità efficaci per preservare la postura del nostro bambino quando porta uno zaino scolastico. Misura Corretta dello Zaino Scolastico l primo, e più essenziale, passo per proteggere la postura del tuo bambino è assicurare la misura corretta dello zaino scolastico. Lo zaino dovrebbe essere regolato in modo ottimale per aderire saldamente alla schiena del bambino, con il carico distribuito uniformemente. Le spalline regolabili e imbottite, insieme a una cinghia toracica e una cinghia in vita, possono ridurre significativamente il peso sulle spalle e alleviare lo stress sulla colonna vertebrale. Controlla e regola regolarmente le cinghie man mano che il tuo bambino cresce, per assicurare un fit confortevole e di supporto durante tutti gli anni scolastici. Fai fare Esercizio e Sport e incentiva il tuo bambino a partecipare a un'attività fisica regolare e a praticare sport. Questo non è solo benefico per la loro salute generale, ma gioca anche un ruolo cruciale nella protezione della loro postura. L'esercizio aiuta a rafforzare i muscoli, migliorare la flessibilità e alleviare la tensione accumulata dal trasporto di pesanti zaini scolastici. L'attività fisica quotidiana promuove un sistema muscolo-scheletrico ben equilibrato e contribuisce a una postura più sana. Favorisce anche un atteggiamento positivo nei confronti dell'essere attivi, il che sarà di beneficio al tuo bambino per tutta la vita. Rolfing® come Misura di Supporto Il Rolfing® è un metodo potente ed efficace per sostenere la postura e il benessere generale del tuo bambino. La Rolfing è una tecnica manuale orientata alla fascia corporea che mira a ottimizzare la struttura del corpo, rilasciare tensioni e migliorare la flessibilità. Questo approccio delicato e mirato può sostenere la postura eretta, contrastare posture sbagliate, tensioni e blocchi, e prevenire efficacemente il dolore. Collaborando con un Rolfer® esperto, puoi aiutare il tuo bambino a mantenere una postura sana durante gli anni cruciali della crescita. Come genitori, è nostra responsabilità assicurarci del benessere e dello sviluppo dei nostri figli e proteggere la loro postura è un aspetto essenziale di questa cura. Seguire questi semplici consigli, può migliorare la qualità posturale del tuo bimbo e prevenire l'insorgenza di condizioni più serie. Dai il benvenuto al nuovo anno scolastico con consapevolezza e adotta misure proattive per garantire che i tuoi figli prosperino sia dal punto di vista accademico che fisico. CONTATTA IL ROLFER PIÙ VICINO Fonte: European Rolfing Association Articolo originale: https://rolfing.org/articles/blog/how-protect-your-childs-posture-when-wearing-school-bag?ra
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La corsa o lo sprint mette una notevole prova il nostro corpo, soprattutto il sistema muscolare e scheletrico... questo è ancor più accentuato nei podisti. Una buona postura e una capacità di movimento efficiente sono essenziali per i podisti! Gli atleti possono utilizzare il metodo di Rolfing® per ottenere un allineamento ottimale del loro corpo e migliorare la propria consapevolezza. Attraverso il Rolfing, i podisti possono infatti aumentare la loro flessibilità, facilitare la respirazione e ridurre il dolore causato dalla tensione fisica. Miglioramento della Prestazione Atletica Il Rolfing può aiutare i podisti a evitare posture scorrette e infortuni allineando idealmente i loro corpi. Rilasciando aderenze e indurimenti nel tessuto connettivo, possono essere migliorate la flessibilità e la mobilità, aumentando la lunghezza della falcata e l'ampiezza di movimento. Tecniche speciali di Rolfing possono anche rilassare i muscoli del torace e aprirlo per consentire una respirazione più efficace, il che è particolarmente importante per i podisti, poiché la respirazione trasporta ossigeno ai muscoli. Il modello mostrato in basso, presso il Museo BODY WORLDS di Berlino, permette una maggiore comprensione della Funzione Muscolare durante la Corsa Analizziamo questo modello: I muscoli scheletrici che le persone possono muovere volontariamente si sovrappongono in modo multistrato, determinando il contorno esterno del corpo. I muscoli in movimento differiscono da quelli rilassati per la loro lunghezza. Più si tendono, più si accorciano. Questa tensione è chiaramente visibile nel modello, poiché i muscoli si contraggono completamente per mettere il podista in movimento. Il torace aperto centralmente del podista permette di osservare i polmoni e il cuore, che sono organi essenziali per gli atleti: il cuore pompa sangue attraverso la circolazione e i polmoni sono responsabili della respirazione. Il Rolfing come Parte del Piano di Allenamento dei Podisti La Rolfing® Structural Integration non lavora solo con il tessuto connettivo, ma considera l'interazione di tutti gli elementi del corpo, come fascia, muscoli, ossa e legamenti. Molti podisti soffrono di dolori legati all'uso eccessivo o agli infortuni. Rilasciando tensioni e blocchi nel tessuto connettivo durante il Rolfing, tali dolori possono essere alleviati e idealmente evitati. Per ogni podista professionista, il Rolfing® potrebbe e dovrebbe essere una parte importante e regolare del proprio piano di allenamento. Un piano che potrebbe includere esercizi specifici per migliorare forza e resistenza, nonché esercizi di stretching e rilassamento per migliorare le prestazioni complessive nella corsa. Articolo Originale pubblicato su European Rolfing Association, clicca qui per leggerlo
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“Le parole che usiamo per descriverci possono diventare una seconda pelle, capace di modellare il nostro sentire, il nostro corpo, la nostra identità.” — Monica Canducci Viviamo immersi in un mondo dominato dall’immagine, in cui lo sguardo altrui – reale o interiorizzato – spesso detta il valore che attribuiamo a noi stessi. Ma cosa accade quando l’immagine che abbiamo del nostro corpo si trasforma in una gabbia, un peso o una vergogna? Come possiamo trasformare la percezione di noi stessi da giudizio a riconoscimento? Ecco una risposta tratta dall'articolo " Sculpting the Brain, Shaping the Body" di Monica Canducci, Certified Rolfer®, Rolf Movement® Practitioner, pubblicato sul Journal of Dr Ida Rolf Institute. Il Rolfing® offre una possibile risposta, andando ben oltre il semplice lavoro fisico. Come ci mostra l’esperienza della Rolf Movement® Practitioner Monica Canducci, il Rolfing può essere un processo di riappropriazione profonda del proprio corpo, grazie all’uso consapevole del linguaggio, del tocco e delle immagini mentali. Due storie, una ferita comune Nel suo articolo “Sculpting the Brain, Shaping the Body”, Canducci racconta il percorso di due giovani donne, Amanda ed Ellie (nomi di fantasia), entrambe afflitte da una relazione dolorosa con il proprio corpo. Amanda, esile, controllata e impeccabile nel suo aspetto, si presentava come una guerriera in difesa: apparentemente sicura, in realtà devastata da una visione di sé profondamente negativa. Ellie, al contrario, alta, morbida e ritirata, sembrava implodere, cercando di nascondersi dentro abiti larghi e posture chiuse. Due polarità, stesso nucleo: un corpo rifiutato, disconosciuto, temuto. Entrambe avevano provato molte strade – psicoterapia, gruppi di supporto, ipnosi – ma ciò che le aveva attirate verso il Rolfing era la possibilità di lavorare sul corpo in un modo nuovo. E, nel loro caso, questo lavoro non iniziò con il tocco delle mani, ma con quello delle parole. Le parole che curano (o feriscono) La nostra lingua è intrisa di espressioni legate al corpo: “mi sento schiacciato”, “ho un nodo allo stomaco”, “sono sulle spine”. Spesso queste metafore, apparentemente innocue, diventano programmi inconsci che modellano la nostra postura, il tono muscolare, la percezione di noi stessi. Amanda parlava del suo corpo come “pelle e ossa”, come qualcosa da controllare e disprezzare. Ellie si descriveva come “gelatina senza spina dorsale”, ritenendosi ingombrante, indesiderabile, invisibile. Canducci ha iniziato il lavoro terapeutico partendo da queste immagini interiorizzate, offrendo nuove parole, nuove metafore, nuove possibilità di sentire. La sua metodologia, Move In Mind™, si basa proprio sull’uso del linguaggio e dell’immaginazione per stimolare la neuroplasticità e riscrivere il dialogo mente-corpo. Rolfing come processo di reintegrazione Quando le clienti si sono sentite pronte, è iniziato il percorso corporeo vero e proprio. Il Rolfing, con il suo approccio sistemico e la sua attenzione alla gravità come forza organizzatrice, ha aiutato Amanda ed Ellie a costruire una nuova “mappa” del proprio corpo. Non un corpo da correggere, ma da abitare. Attraverso il respiro, il movimento lento, l’auto-massaggio e l’esplorazione tattile consapevole, entrambe hanno iniziato a percepire il proprio corpo dall’interno, non più solo come oggetto dello sguardo altrui. Amanda ha ritrovato il piacere del movimento e ha superato il rifiuto alimentare. Ha riscoperto la possibilità di prendersi cura di sé, fino a diventare madre. Ellie ha riconosciuto la forza e la dignità della sua struttura ossea, trasformando il suo sentirsi “troppo” in una presenza piena, viva e sicura. Ha lasciato la vergogna per riscoprire la propria vitalità, fino a diventare lei stessa una wellness coach. Dallo specchio al sentire L’insegnamento più profondo di queste due storie è che l’immagine corporea non è un fatto estetico, ma percettivo. È la qualità del nostro sentire che definisce il nostro benessere. Il Rolfing, in questo senso, è una pratica che può portare alla riconnessione profonda con il proprio corpo, alla costruzione di un senso di sé basato sull’interocezione, non sul giudizio. Come scrive Canducci, “ciò che diventa importante non è più come appariamo agli altri, ma quanto ciò che vediamo nello specchio corrisponde a ciò che sentiamo interiormente.” E il compito del Rolfer diventa allora quello di ascoltare, osservare, sentire – e scegliere parole che accompagnino il cambiamento, con empatia e consapevolezza. In un mondo che ci chiede costantemente di apparire, il Rolfing ci invita a sentire. A sentire la nostra struttura, la nostra presenza, il nostro diritto di esistere nel corpo che siamo. In questo processo, parole, tocco e immaginazione diventano strumenti integrazione e libertà. Perché – come ricorda Canducci – “le parole possono letteralmente scolpire il nostro cervello e plasmare il nostro corpo.”
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"Perché il percorso proposto da questo scienziato francese del movimento riesce a fondere il lavoro sul corpo, sulla postura e sulle emozioni con una facilità stupefacente. Già responsabile del Dipartimento di Analisi del Movimento dell’Università di Parigi, è studioso e allievo di Ida Rolf, la ricercatrice newyorchese che per prima ha creduto al ruolo centrale della forza di gravità. Terapeuta delle più grandi étoile della danza, Godard lavora anche in Italia: esperto di riabilitazione post operatoria per il tumore al seno, ha contribuito ai gruppi di ricerca del CNR coordinati dall’oncologa e psicologa Gemma Martino." [Davide Burchiellaro (MarieClaire)] Di seguito l'intervista ad Hubert Godard tradotta in italiano da Rolfing® Veneto Traduzioni a cura di Rolfing Veneto • Pubblicato il 5 ott 2017
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Il 15 Settembre presso il "Parcolistico" Centro Nuoto di Vignola, Maria Cristina Crivellari, Certified Advanced Rolfer™ Rolf Movement™ Practitioner, presso il suo stand offrirà informazioni sul metodo Rolfing e suoi benefici. In occasione dell'evento verrà effettuata una breve presentazione esperienziale di gruppo di Rolfing Movement™ dove verrà utilizzato il corpo libero, rolls per l'allungamento fasciale e lo strumneto soulsospension per decomprimere e risentire il proprio centro. Per informazioni contattare Rolfing Modena o direttamente Maria Cristina Crivellari
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La ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Applied Ergonomics (PMID: 41124790) e disponibile sulla National Library of Medicine, conferma un principio caro a chi pratica il Metodo Rolfing®: la staticità è una sfida per il nostro corpo, mentre l'equilibrio dinamico è la chiave per la salute della nostra struttura. Lo Studio La ricerca ha coinvolto 56 lavoratori d'ufficio affetti da dolore lombare cronico, monitorati per tre mesi. L'obiettivo era confrontare l'efficacia di due diversi approcci nell'uso delle scrivanie "sit-stand" (regolabili in altezza): Rapporto Fisso: un'alternanza rigorosa di 30 minuti seduti e 15 minuti in piedi. Rapporto Personalizzato: basato sull'autoregolazione o sulla comparsa di fastidio. I risultati hanno evidenziato che i partecipanti che hanno seguito il rapporto fisso (30:15) hanno ottenuto i benefici più significativi: Riduzione del dolore: Una netta diminuzione sia del dolore acuto che di quello medio quotidiano. Benessere lavorativo: Miglioramenti misurabili nei livelli di stress correlato al lavoro, nella concentrazione e nella produttività (presentismo). Aderenza: Il protocollo strutturato è risultato più facile da seguire e più accettabile nel lungo periodo rispetto alla semplice autoregolazione. Perché questo è importante per la comunità Rolfing? Sebbene lo studio si concentri sull'uso di strumenti ergonomici, le conclusioni avvalorano scientificamente l'approccio del Rolfing® all'integrazione strutturale: Il corpo è progettato per il movimento. Lo studio dimostra infatti che non esiste una "posizione perfetta" statica, ma che il benessere deriva dal cambiamento consapevole di postura. Il fatto che il rapporto fisso abbia superato quello personalizzato (spesso basato sulla reazione al dolore già presente) suggerisce che una struttura corporea educata a muoversi ritmicamente previene l'insorgenza del disagio prima che diventi cronico. Il miglioramento della concentrazione e la riduzione dello stress confermano come l'organizzazione fisica della persona influenzi direttamente la sua qualità della vita e le performance cognitive. Questa evidenza scientifica rafforza il valore del nostro lavoro come Rolfers: educare le persone non solo a stare "dritti", ma a vivere in un corpo capace di adattarsi, muoversi e trovare spazio e libertà anche negli ambienti di lavoro più sfidanti. Il Rolfing ci insegna ad abitare il corpo in modo dinamico; la scienza oggi ci conferma che questo ritmo è la condizione migliore per la nostra schiena. Riferimento bibliografico originale: Brakenridge CL, et al. Do fixed or personalised sit-stand desk ratios improve lower back pain? A randomised trial. Appl Ergon. 2026 Feb;131:104670. Link PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41124790/
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Prevenzione e trattamento delle cicatrici post-cesareo: il ruolo della terapia manuale La cicatrice di un cesareo può essere un ricordo tangibile della nascita di un bambino, ma per molte donne può anche rappresentare una fonte di dolore e disagio. Comprendere come il tessuto cicatriziale si forma e come intervenire con trattamenti manuali può fare una differenza significativa nella qualità della guarigione e nel benessere complessivo delle pazienti. Isabelle Gilbert, MSc, Ost. DO, e Lina Amy Hack, Certified Advanced Rolfer®, esplorano in un articolo pubblicato nel Dr. Ida Rolf Journal come la terapia manuale possa influenzare positivamente il processo di formazione delle cicatrici post-chirurgiche, in particolare dopo un parto cesareo. La cicatrice e il ruolo della terapia manuale Ogni area anatomica del corpo ha il proprio tono e rigidità, determinata dalle forze circostanti. Gilbert spiega: "Ogni regione anatomica ha il proprio tono, la propria rigidità, con le proprie forze circostanti. Appena applichiamo un cambiamento fisiologico a questa normalità, potremmo pensare di influenzare la costruzione cellulare della cicatrice" L'intervento manuale, quindi, può aiutare a modulare come le cicatrici si formano, intervenendo nelle prime fasi per prevenire aderenze dolorose e migliorare la qualità del tessuto cicatriziale. Una delle maggiori preoccupazioni con le cicatrici post-cesareo è la possibilità di sviluppare aderenze tra i vari strati fasciali. Queste aderenze sono il risultato delle forze presenti nell'area circostante prima dell'intervento, e più è stata intensa la tensione iniziale, più è probabile che si sviluppino legami rigidi tra i tessuti. La cicatrice stessa, infatti, ha una capacità di estensione ridotta del 20% rispetto alla pelle normale, portando a una maggiore rigidità, come sottolineato da Gilbert. L'importanza di un intervento tempestivo Secondo Gilbert, l'intervento manuale precoce potrebbe essere la chiave per prevenire complicazioni future legate alla cicatrice del cesareo. "Il nostro ruolo potrebbe andare oltre il semplice trattamento delle cicatrici vecchie," - - Gilbert. Intervenire subito dopo il cesareo, ovviamente non nelle prime 48 ore, potrebbe prevenire la formazione di cicatrici dolorose e contribuire a creare un tessuto cicatriziale più sano. Tuttavia, sottolinea anche l'importanza di capire il momento giusto per intervenire e la necessità di ulteriori ricerche per determinare i protocolli ottimali. Un'altra importante considerazione riguarda la continuità dell'intervento. Ripetere le sessioni di terapia manuale potrebbe garantire effetti duraturi e modulare il comportamento dei tessuti prima che diventino un problema. La difficoltà, però, risiede nel dosaggio: interventi eccessivi o inappropriati potrebbero causare complicazioni. Un'opportunità per la terapia manuale preventiva Gilbert e Hack concordano che la terapia manuale preventiva sia ancora ampiamente sottoutilizzata, ma potrebbe rappresentare una svolta nel campo della salute delle donne. Intervenire prima che le aderenze si stabilizzino potrebbe ridurre il dolore associato alle cicatrici e migliorare la funzione del tessuto cicatriziale. "Siamo in un momento emozionante per la terapia manuale," commenta Hack, "c’è molta scienza che ora è possibile applicare alla mia professione di osteopatia e alla nostra professione di terapia manuale." Lo studio delle cicatrici post-chirurgiche e il loro trattamento manuale rappresentano un campo in rapida evoluzione, dove la ricerca e la pratica clinica possono contribuire a migliorare significativamente la qualità della vita di molte pazienti. La terapia manuale offre un potenziale immenso non solo nel trattamento delle cicatrici esistenti, ma soprattutto nella prevenzione delle problematiche legate alle aderenze post-chirurgiche. È necessario continuare a studiare e sviluppare approcci sempre più precisi e personalizzati per garantire un recupero ottimale dopo un cesareo. Con più ricerche e una maggiore consapevolezza dell'importanza della prevenzione, il futuro della terapia manuale nel campo della salute delle donne è promettente e ricco di opportunità. Fonti: Dr. Ida Rolf Journal, articolo di Lina Amy Hack, Certified Advanced Rolfer®, e Isabelle Gilbert, MSc, Ost. DO
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Esiste una profonda connessione tra il respiro e il cuore nelle aree del mediastino e del diaframma. Il Rolfing®, esplora le dinamiche intrecciate di queste strutture interne e crea spazio affinché il cuore possa battere liberamente e il respiro possa fluire senza ostacoli. Il Guardiano del Cuore Al centro di questa esplorazione si trova il pericardio, una sacca protettiva che avvolge il cuore. Nel BODYWORLDS Museum di Berlino, è in mostra una plastinata del pericardio. Composto da due strati di tessuto connettivo con uno spazio riempito di liquido, il pericardio garantisce i movimenti fluidi del cuore. Mantiene il cuore nella posizione corretta e impedisce che troppo sangue affluisca al cuore. Il pericardio fa parte di una rete più ampia di tessuto connettivo conosciuta come fascia viscerale. Questi strati di fascia avvolgono tutti gli organi interni, fornendo supporto e incorporandoli all'interno del corpo. Uno Spazio per Respirare Il fatto che il diaframma e l'involucro intorno al cuore siano intrecciati in modo complesso è rilevante per il Rolfing. Il pericardio esterno si fonde senza soluzione di continuità con lo strato esterno superiore del diaframma. Con ogni respiro, il diaframma, una struttura muscolare sotto i polmoni, si muove di circa 4-6 cm su e giù, muovendo indirettamente e "massaggiando" il cuore all'interno del mediastino, uno spazio cilindrico nella cavità toracica. Questo funziona bene quando sia il diaframma che il mediastino sono liberi da restrizioni o aderenze. A causa della sua posizione centrale tra le due cavità pleuriche dei polmoni, il mediastino è anche conosciuto come la "cavità mediastinica". È un passaggio per nervi, vasi e canali linfatici. Sebbene il Rolfing non miri esplicitamente alla sacca pericardica, durante il ciclo delle 10 sedute, c'è un focus sulla preparazione degli spazi interni del torace, già nelle sessioni 1 e 3, per poi lavorare direttamente sulla cavità interna profonda nella sessione 5. Creando spazio nella cavità toracica, il Rolfing aiuta a liberare la respirazione e facilita il più ampio spettro di auto-regolazione e auto-guarigione, un principio fondamentale del Rolfing. La Chiave del Benessere Il respiro svolge un ruolo cruciale nel benessere: Il tono equilibrato dei diaframmi porta a respiri più lunghi e equilibrati e riduce lo stress sul cuore. Le emozioni possono manifestarsi fisicamente nel diaframma, specialmente quelle associate a stress e tensione. Possono portare a una respirazione superficiale e a una sensazione di strettezza. Rilasciando la tensione nella fascia del diaframma, il Rolfing mira a promuovere una respirazione profonda e senza restrizioni e facilitare il rilascio emotivo. Ciò può creare una sensazione di apertura e leggerezza, contribuendo alla liberazione generale del cuore. Una cliente descrive la sensazione dopo la sua prima sessione come segue: "La prima sessione... avevo sempre avuto una sensazione di dolore nel petto, intorno al cuore, che inizialmente mi spaventava, [il mio Rolfer®] è riuscito a liberarmi da questa sensazione e tensione toccando solo alcune aree del corpo per poi rilasciarle. Sembrava davvero che afferrasse fisicamente il dolore e lo allontanasse da me. Questo mi ha davvero aiutato a rilassarmi e lasciar andare." Nella complessa interconessione tra cuore, respiro e tessuti connettivi, il Rolfing offre un percorso per liberare il cuore attraverso la liberazione del respiro - riflessa non solo nella funzione anatomica, ma anche nelle profondità del benessere emotivo.
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Ida Paulina Rolf Il Rolfing deve la sua nascita a Ida Pauline Rolf. All'età di 20 anni circa Ida Rolf si diplomò al Barnard College di New York, e a 25 anni ottenne il PhD in Biochimica al "College of Physicians and Surgeons" presso la Columbia University. Nei sette anni successivi lavorò presso il rinomato Rockefeller Institute for Medical Research dove ottenne - cosa insolita per una donna a quel tempo - la posizione di Professore Associato. Dalla pratica dello Yoga, e grazie alla sua formazione scientifica, la Rolf sintetizzò un metodo che chiamò "Integrazione Strutturale". Dedicò il resto della sua vita a insegnare e trasmettere questa tecnica che più tardi prese il suo nome, "Rolfing".
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Lunedi 23 Settembre, presso la Palestra Activity Club, via Alfredo Borotti 3 a Piacenza, Andrea Brighi, Certified Rolfer™, offrirà incontri individuali gratuiti dalle ore 10:00 alle ore 16:00. Un'opportunità per scoprire il lavoro corporeo che mira a stabilire armonia ed equilibrio nella struttura corporea. Per Info e Appuntamenti chiamare il 3349518408 Maggiori informazioni su Andrea Brighi su www.andreabrighi.it














