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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Scopri il metodo Rolfing® Dal 17 al 25 maggio 2025, in tutta Europa, i Rolfers® aprono le porte dei loro studi per gli Inside Rolfing® Days un’occasione speciale per scoprire e conoscere il metodo Rolfing®, fare domande e lasciarsi ispirare sperimentandone i benefici. Ogni Rolfer®, una proposta diversa... In questi giorni, ogni professionista aderente all'iniziativa proporrà attività personali e su misura: sessioni introduttive, incontri informativi, momenti di ascolto o esperienze pratiche. Un’opportunità preziosa per avvicinarsi a questa disciplina attraverso il contatto diretto con chi la pratica con passione e competenza. Perché partecipare? Per scoprire come il Rolfing® può migliorare la qualità del tuo movimento, il tuo equilibrio e il tuo benessere Per entrare in relazione con professionisti certificati e conoscere un approccio che lavora in profondità sul corpo e sulla postura Per lasciarti guidare da un'esperienza concreta, fatta di ascolto, dialogo e presenza Rolfer® aderenti all’iniziativa Ecco la lista dei Rolfer aderenti all'iniziativa, La lista è in aggiornamento continuo: torna a visitarla nei prossimi giorni per trovare l'incontro giusto per te. Questa iniziativa è un invito ad ascoltare il tuo corpo, entrare in contatto con te stesso e scoprire un nuovo modo di stare al mondo.
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L'abbiamo cominciata a sperimentare quando bambini imparavamo a fare i nostri primi passi e maldestramente cadevamo. Ma non sapevamo fosse lei a spingerci giù verso terra. Proprio come oggi non sappiamo che una causa fondamentale di quella pancetta che non importa quanto si dimagrisca tanto non se ne va mai via, di quelle spalle cadenti o di quel sedere piatto che ci obbligano ad indossare vestiti che compensino è proprio lei: la forza di gravità! Che fare allora quando non possiamo più far ricorso ad indumenti "mimetici" o quando le nostre schiene addolorate gridano: "Basta con questo stress!" La risposta è semplice: impariamo ad usare la forza di gravità come un mezzo per rinforzare il nostro campo energetico! Diceva la Dott.ssa Rolf fondatrice dell'Integrazione Strutturale meglio nota come Rolfing "La gravità scorre attraverso un corpo allineato e così facendo ne rinforza il campo energetico". Energia che si disperde invece nei corpi non allineati in lotta con la gravità . Già perché in questo caso la prima preoccupazione al nostro risveglio deve essere far si che i pezzi del nostro corpo non si distacchino sotto l'azione della gravità. Questo impegno va mantenuto sia da fermi che in movimento . La sensazione è di sforzo e pesantezza cronici. Quando invece i segmenti corporei sono allineati uno rispetto all'altro e l'insieme rispetto alla gravità il corpo appare come più snello vivo e forte, i movimenti sono più sciolti ed efficaci, in altre parole ci siamo fatti un'amica nuova : la forza di gravità e sappiamo che rimarrà tale per tutta la nostra vita. D'altronde non è un caso che in oriente l'attenzione alla postura ed al baricentro sia il fondamento di discipline antichissime come il Qi Qung, il Tai Chi Chuan o lo Yoga. Tramite il Rolfing il processo di riallineamento viene ottenuto a differenza di tali metodi grazie ad un ciclo di dieci sedute, della durata di un'ora ciascuna, di manipolazioni del tessuto connettivo corporeo. Particolare attenzione viene posta al risveglio di una profonda consapevolezza della propria postura ed del proprio movimento. Attraverso il Rolfing si compie forse il primo gradino verso la presa di coscienza di noi stessi , un cammino lungo e difficile che non può prescindere dal corpo ma al contrario deve partire da esso e che presenta comunque aspetti piacevoli come la sensazione di una acquisita leggerezza nei movimenti, di una percezione di pienezza, di un riscontro con l'immagine del proprio corpo più soddisfacente.
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Il Rolfing® può essere un valido ausilio per la Fascite Plantare, Alan Richardson, Advanced Rolfer™ & Rolf Movement™ Practitioner Inglese, ci mostra un modo per lavorare sulla Fascite Plantare utilizzando l'approccio Rolfing®.
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Jennifer-Lynn Crawford ha iniziato la danza classica a 16 anni, un'età che nel mondo del balletto professionale viene considerata tardiva. Mentre molte sue coetanee erano già negli organici delle compagnie, lei muoveva i primi passi in classi con tredicenni. L'amore per il movimento era totale, ma la formazione professionale ha lasciato un segno profondo sul suo sistema, su più livelli. Le è stato trasmesso, in modo radicato, che la sua forma fisica fosse "inadeguata" e troppo rigida — priva di quella lassità tissutale comune a molte persone attratte dal balletto, così come delle articolazioni dell'anca che ne facilitano la pratica. L'approccio didattico rigido della scuola che ha frequentato non ha favorito lo sciogliersi di questa corazza protettiva profonda. Anzi, ha generato una domanda destabilizzante: come può qualcosa di così necessario, come danzare, risultare così stressante per il corpo? Il corpo come "oggetto problematico" Anche dopo il passaggio dal balletto alla danza contemporanea, Jennifer-Lynn è rimasta la persona "sempre infortunata". Ha provato diversi percorsi terapeutici, ma è rimasta a lungo in un modello che trattava il corpo come un insieme di parti isolate da correggere — un approccio che non si traduceva in benefici concreti durante la danza. Anche da professionista affermata, la sua relazione con il corpo restava distante: percepito come qualcosa da monitorare costantemente per restare "in forma", più che da abitare pienamente — nonostante il bisogno di connessione che il movimento le dava ogni giorno. Il Rolfing® apre nuove porte sensoriali Cinque anni dopo, Jennifer-Lynn ha sperimentato per la prima volta il Tocco Rolfing. Anche se non ha provato da subito la profondità di connessione che oggi riconosce nel lavoro con un Rolfer®, il suo sistema era così radicato nell'idea del corpo come oggetto e ostacolo che è stato un piccolo miracolo che la prima sessione abbia comunque aperto qualcosa. Attratta dalle possibilità che intuiva nel metodo, ha letto il libro di Ida Rolf e approfondito altre discipline somatiche. Un percorso entusiasmante e insieme spaesante: ha cominciato ad aprire porte verso sensazioni che le sue tensioni abituali avevano tenuto chiuse per anni. La prima serie delle 10 sessioni ha lasciato un'impronta sufficiente per innescare un cambiamento lento ma profondo. Il Rolfing® insegna la stabilizzazione periferica Secondo Jennifer-Lynn, i Rolfer® con esperienza nel mondo della danza hanno una capacità particolare di entrare in relazione con i professionisti del movimento. Racconta un momento di formazione in cui, durante una sessione base, le venne chiesto di "trovare la propria periferia" — un'indicazione che la spiazzò completamente, perché era già così orientata verso l'esterno da non riuscire a comprendere cosa significasse essere "focale". In altri percorsi terapeutici, dettagli come l'orientamento nello spazio, il supporto e i vettori di movimento semplicemente non entravano nella conversazione sul cambiamento. Questa dimensione percettiva, così intrinseca al suo mestiere, l'ha scoperta cognitivamente solo grazie a insegnanti di Rolfing chiari, competenti e compassionevoli. Scoprire l'intera gamma delle proprie capacità Nel mondo della danza — classica, contemporanea o commerciale — gran parte dell'informazione corporea viaggia attraverso un vocabolario centrato sull'estetica. L'informazione percettiva che sta alla base del movimento spesso non viene mai resa esplicita. Molte persone che danzano non conoscono l'intera gamma delle proprie capacità, ancor prima di considerare le richieste performative di certe forme di danza. È qui che il Rolfing® si rivela un dono per chi si muove professionalmente: aiuta a comprendere perché un semplice invito a "stare in piedi" possa risultare straordinariamente complesso, come il sistema nervoso risponda con rapidità sorprendente all'essere osservati da un professionista (mai sottovalutare il potere di una presenza compassionevole per chi si esibisce), e come il sistema risponda in modo significativo a un tocco, una sensazione o un'immagine scelti con precisione e competenza. L'intuizione sensoriale affinata dai Rolfer® Jennifer-Lynn descrive il Rolfing® come la possibilità di abitare ed esplorare la propria struttura fisica, in relazione costante con orientamenti percettivi, ambiente e dinamiche relazionali. Sottolinea come i Rolfer® con esperienza di performer possano sostenere la capacità di sentire — non semplicemente supporre — ciò che un sistema nervoso allenato e aperto è in grado di percepire. Questa sicurezza nella propria intuizione sensoriale, racconta, le è stata trasmessa proprio da professionisti capaci di riconoscerla — dopo anni in cui altri specialisti le avevano detto che "non era possibile" sentire ciò che sentiva durante le manipolazioni. Quando il proprio sistema entra in dialogo con un Rolfer® compassionevole e accogliente, è come un bagno caldo per il sistema nervoso e i tessuti: un modo per ritrovare la strada di casa, lasciando che tutta quell'informazione venga finalmente accolta. Il mondo della danza richiede moltissimo, e gran parte dell'identità professionale di chi lo abita è legata a ciò che si sente e a ciò che si riesce a trasmettere attraverso il proprio corpo. Per questo è essenziale sentirsi accolti, per lasciare andare parte dello 'sforzo' e trovare spazio per il prossimo passo — in dialogo con la Gravità, in ascolto del proprio corpo come soggetto attivo del cambiamento. Fonte: Articolo originale "As a professional dancer, Rolfing® has helped me inhabit my body", pubblicato sul sito dell'European Rolfing Association (ERA) Autrice: Jennifer-Lynn Crawford, danzatrice professionista — Regno Unito Editing originale: Sabine Becker Foto: Camilla Greenwell, David Lindsay, Grace Gelder Adattamento e traduzione: Associazione Italiana Rolfing® (AIR)
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Il respiro, veicolo di comunicazione tra l'interno e l'esterno del corpo, è fondamentale e intimamente connesso alla salute fisica ed emotiva della persona: qualunque disordine posturale o di movimento interferisce sulla capacità di un respiro fluido, così come stress e disturbi emotivi ne alterano l'equilibrio. Allo stesso modo, problematiche relative al respiro (asma, allergie ecc.) con il tempo alterano la funzionalità del corpo e la salute emotiva della persona. Le ricerche attuali hanno dimostrato una relazione diretta tra respiro e Sistema Nervoso Autonomo: l'inspirazione sollecita il Sistema Nervoso Simpatico, connesso agli stati di allerta e di risposta alla minaccia. l'espirazione attiva il Sistema Parasimpatico, che produce un effetto calmante su corpo e mente. In un corpo sano, il respiro si modula costantemente in risposta agli eventi, spostandosi, a seconda del bisogno, da una respirazione maggiormente attivante, dove predomina l'inspirazione, ad una "calmante" , dove invece predomina l'espirazione. Deviazioni posturali e funzionali, così come stress ripetuti, alterano la resilienza del respiro e generano delle "fissazioni" in una delle due fasi respiratorie: Le persone "congelate" in inspirazione presentano un'attivazione cronica del sistema nervoso simpatico: sono in uno stato continuo di allerta, iper reattive, non riescono a rilassarsi e "lasciar andare", hanno letteralmente i "nervi a fior di pelle". Spesso presentano una postura rigida e un respiro "alto", con contrazione cronica dei muscoli inspiratori, rigidità a livello di spalle e collo e restrizioni nella schiena. Questo tipo di attivazione si accompagna di frequente a stati di ansia e stress. Le persone "fissate" in espirazione, invece, subiscono una sollecitazione eccessiva del sistema parasimpatico: sono de-connesse, spente, con tendenza all'apatia, astenia e depressione. Si genera un rallentamento della capacità reattiva e dell'attenzione, non possono "nutrirsi" della vita. La postura è "collassata", con spalle chiuse in avanti e restrizioni viscerali nella relazione diaframma-addome. Nel Rolfing il lavoro sul respiro è fondamentale Nel Rolfing il lavoro sul respiro è fondamentale: l'obiettivo non è solo di liberare le restrizioni e migliorare la capacità respiratoria generale, ma anche, e soprattutto, di ristabilire quella resilienza che permette alla persona di attivarsi quando deve affrontare le sfide della vita, e di acquietarsi quando ha bisogno di "lasciar andare" e riposare. Autore: Stefania Merzagora Certified Rolfer, insegnante di Yoga e Mindfulness
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In questo articolo, Sonia Sommer, Structural Integration Practitioner, ci spiega come l'integrazione strutturale riesca a mettere in luce le cattive abitudini causa dei fastidi di ogni giorno, restituendo un senso di benessere e ridonando nuovamente la motivazione perduta. Nell'articolo vengono elencati i 5 benefici principali del Rolfing®: Migliora la capacità respiratoria Da sollievo ai dolori cronici Ridona benessere emotivo Migliora la Postura Riallinea il tuo corpo e ri-allinea la tua vita CHIEDI MAGGIORI INFORMAZIONI AL ROLFER PIU' VICINO A TE CLICCA QUI Leggi tutto nell'articolo originario qui Articolo originale tratto da https://soniasommer.com
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Versione integrale della live facebook registrata il 9 Aprile 2021 con tema: Rolfing e Yoga Approfondimenti sui metodi yogici dal punto di vista del Rolfing. Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale. In questo incontro, si parla di Rolfing e Yoga con approfondimenti sui metodi yogici dal punto di vista del Rolfing®. Moderatrice Marina Blandini Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Intervengono: Carla Ferrara Insegnante di Yoga, operatore Ayurvedico, Rolfer Tara Fraser Insegnante di Yoga e Rolfer Federica Panichi Insegnante Yoga Pierpaola Volpones Chair della Faculty Europea del Rolfing Regia di Eleonora Celli Presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia - www.formazionerolfing.it
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Un bellissimo estratto video tratto dalla conferenza live “Rolfing e Danza” tenutasi lo scorso 26 Marzo (2021). Marina Blandini e Annapaola Bacalov sulle immagini proprie e di Nicola Carofiglio, spiegano come il Rolfing sia uno "Strumento" estremamente utile per il danzatore e per coloro che usano il proprio corpo come mezzo di espressione artistica. Con la direzione Artistica di Marina Blandini, un montaggio breve e incisivo degno di nota. “Il Rolfing®️ dà Strumenti, Il Rolfing®️ ti insegna a conoscere il tuo corpo, il Rolfer®️ ti aiuta a liberare le rigidità, le restrizioni… Ti aiuta a notare gli automatismi che tu ripeti costantemente che spesso creano ancor più tensioni… ma soprattutto dà strumenti” Cit. Marina Blandini - Certified Advanced Rolfer™ e Coreografa "Oltre al lavoro sul tessuto connettivo, e quindi sulla struttura del corpo, si lavora sulla funzione, e cioè su come funzioniamo, su come respiriamo, su come ci muoviamo, camminiamo, ci alziamo. Molte volte i dolori vengono proprio da un uso improprio del corpo." Cit. Annapaola Bacalov - Danzatrice, Coreografa e Certified Rolfer™ Un esempio di apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf (Fondatrice del metodo Rolfing) abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale anche in ambito artistico. Nel Video Marina Blandini, Coreografa e Professore danza contemporanea, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Annapaola Bacalov Danzatrice, Coreografa e Rolfer, condivide la sua ricerca sul corpo in ascolto e in movimento Nicola Carofiglio Certified Rolfer, membro facoltà europea di Rolf Movement™, Danzatore, Coreografo, Istruttore di Gyrotonic e Gyrokinesis Pierpaola Volpones Chair della Faculty Europea del Rolfing Regia live di Eleonora Celli Presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia - www.formazionerolfing.it MAGGIORI INFORMAZIONI QUI
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Negli ultimi decenni, approcci terapeutici come il Rolfing® hanno messo in luce un principio fondamentale: il corpo non è un insieme di parti isolate, ma un sistema interconnesso in cui il benessere fisico e mentale sono strettamente legati. Questo concetto, se applicato su larga scala alla medicina, potrebbe rivoluzionare il modo in cui intendiamo la cura della salute. Un recente studio pubblicato su The Academic Consortium for Integrative Medicine & Health, intitolato Making a Case for Whole Person Health e firmato da Patricia M. Herman, ND, PhD, Mark H. Pitcher, PhD, e Helene M. Langevin, MD, mette in discussione l’attuale modello sanitario e propone un cambiamento radicale: passare da un approccio centrato sulla malattia a un modello che consideri la persona nella sua totalità. Il problema del sistema sanitario attuale Negli Stati Uniti, il sistema sanitario è tra i più costosi al mondo, ma i suoi risultati spesso non sono all’altezza delle aspettative. L’approccio convenzionale tende a separare la salute dei pazienti per singoli sistemi corporei, trattando ciascun problema in modo indipendente e puntando sull’uso di farmaci e interventi specialistici. Questo metodo, sebbene efficiente nel breve termine, lascia poco spazio a strategie di prevenzione e benessere a lungo termine. Lo studio propone una riflessione critica su questo modello, illustrando il caso ipotetico della signora M, seguita dai 40 agli 80 anni in due diversi scenari di cura: Versione A – proseguimento dell’assistenza convenzionale Versione B – approccio basato sulla cura della persona nella sua totalità I risultati: mostrano un divario sorprendente Nello scenario convenzionale, a 80 anni la signora M risulta fragile e bisognosa di cure in una struttura specializzata, con costi sanitari totali di 353.155 dollari. Al contrario, con un approccio centrato sul benessere complessivo, la paziente si presenta attiva e in buona salute, con costi sanitari pari a 52.425 dollari. Una differenza impressionante, che suggerisce come un investimento precoce in abitudini salutari possa portare non solo a una migliore qualità della vita, ma anche a una significativa riduzione della spesa sanitaria. Il potere della prevenzione e di un approccio integrato Il caso della signora M, pur essendo ipotetico, evidenzia un punto cruciale: il vero risparmio non si ottiene riducendo il tempo di contatto con i medici o limitando gli interventi, ma investendo in prevenzione, educazione alla salute e supporto alle scelte di vita. Una dieta equilibrata, l’attività fisica e una gestione efficace dello stress possono prevenire molte delle patologie croniche che gravano sui sistemi sanitari di tutto il mondo. L’approccio proposto nello studio si allinea perfettamente con le discipline integrate, come il Rolfing®, che considerano il corpo come un insieme dinamico e interconnesso. Se il movimento, la postura e la consapevolezza corporea possono influire sulla salute a lungo termine, ha senso pensare che anche la medicina debba adottare una visione più olistica. Lo studio di Herman, Pitcher e Langevin rappresenta un'importante presa di posizione nella ricerca di un sistema sanitario più efficace e sostenibile. I risultati indicano che investire nella salute globale della persona non è solo eticamente corretto, ma anche economicamente vantaggioso. Un cambiamento di paradigma è possibile: serve una maggiore integrazione tra medicina tradizionale e approcci olistici, affinando strategie di prevenzione che possano migliorare la vita delle persone e ridurre i costi per la società. Il futuro della salute potrebbe non essere nella semplice cura delle malattie, ma nella valorizzazione del benessere complessivo dell’individuo. Leggi lo studio completo QUI
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Come Associazione Italiana Rolfing® (AIR), da anni accompagniamo i professionisti formati presso il Dr. Ida Rolf Institute™ e presso scuole autorizzate, nel loro percorso di crescita e nel riconoscimento della propria attività professionale in Italia In questo contesto, la Legge 4/2013 rappresenta per noi un punto di riferimento importante. Questa norma disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi, tra cui rientra anche la figura del Certified Rolfer®. Il suo obiettivo è offrire trasparenza, tutela e riconoscibilità a tutte quelle attività professionali esercitate in modo abituale e prevalente, fondate su competenze specifiche, ma non soggette a regolamentazione ordinistica. Cosa prevede la Legge 4/2013 La legge riconosce alle associazioni professionali come la nostra il compito di: tenere un elenco pubblico degli associati, aggiornato e accessibile; definire criteri chiari per l’ammissione e la permanenza dei professionisti; favorire la formazione continua, l’aggiornamento e la qualità della pratica; adottare un codice etico e strumenti di tutela per l’utenza. In questo quadro, AIR si assume la responsabilità di garantire standard professionali chiari, coerenti e in linea con le direttive europee in materia di libere professioni. Cosa offriamo agli iscritti Essere parte dell’Associazione Italiana Rolfing® significa: operare secondo un quadro normativo chiaro e riconosciuto; avere accesso a strumenti di formazione permanente e supervisione; essere inseriti in un elenco consultabile da cittadini e istituzioni; aderire a un codice etico condiviso e rispettato; contribuire alla valorizzazione e alla chiarezza della professione nel contesto italiano. Un punto di riferimento per chi pratica il Rolfing® in Italia Come Associazione Italiana Rolfing®, non intendiamo limitarci a definire regole rigide né a sostituirci alla libera iniziativa dei professionisti. Il nostro ruolo è quello di offrire un quadro di riferimento affidabile e trasparente, in cui ogni Rolfer® formato presso il Dr. Ida Rolf Institute™ possa operare con autonomia, riconoscibilità e tutela. In un contesto in continua evoluzione, fare chiarezza sul proprio ruolo professionale è un atto di responsabilità: verso sé stessi, verso la comunità dei colleghi e soprattutto verso le persone che si affidano al Rolfing®. Il nostro impegno quotidiano è quello di rappresentare e valorizzare la professione del Rolfer®, promuovendo la cultura del Rolfing® e il contributo che può offrire al benessere individuale e collettivo. Lo facciamo attraverso il dialogo con le istituzioni, il confronto con il mondo della salute e la costruzione di una rete che sostiene chi pratica con serietà e competenza. In base alla Legge 4/2013, attestiamo la qualità professionale dei nostri iscritti, garantendo il rispetto di standard formativi, deontologici e di aggiornamento continuo. Vogliamo essere una presenza di riferimento, che custodisce e sostiene l’identità professionale del Rolfer® nel tempo.
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Nel Rolfing® i piedi sono considerati delle pietre angolari per la stabilità e la funzionalità di tutto il nostro corpo. Lavorando sui piedi, questo metodo di lavoro corpore focalizzato sulla fascia, può portare a una maggiore mobilità, resilienza e allineamento. Il Rolfing infatti può essere di grande aiuto per il trattamento della fascite plantare, una dolorosa condizione della parte inferiore del piede. Analizzando le cause alla radice anziché trattare i sintomi, nonché ottimizzando l'interazione dei muscoli del polpaccio, dei tendini d'Achille, dei muscoli peronei, dei muscoli tibiali e della fascia plantare, può fornire un notevole aiuto. Il "plastinato" del piede realizzato in collaborazione con il BODY WORLDS Museum Berlin mostra la complessa struttura di un piede. Ecco un articolo di approfondimento sui Piedi e la Fascia Plantare nel Rolfing® su European Rolfing Association: LEGGI L'ARTICOLO
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Oggi 19 Maggio 2025, nel giorno della sua nascita, celebriamo Ida Pauline Rolf: una scienziata, pioniera, visionaria. Fondatrice del metodo che porta il suo nome – Rolfing® – la dr.ssa Ida Rolf ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo del benessere, della salute e della consapevolezza corporea. Il suo approccio rivoluzionario ha aperto nuove strade nella comprensione dell’essere umano, anticipando concetti oggi al centro della scienza somatica e della medicina integrata. Un percorso tra scienza, intuizione e trasformazione Laureata in biochimica alla Columbia University e ricercatrice presso il Rockefeller Institute, Ida Rolf maturò fin da giovane la convinzione che la medicina ufficiale offrisse risposte importanti, ma che per accedere a una vera trasformazione fosse necessario uno sguardo più ampio, capace di integrare scienza, percezione e relazione.. Si avvicinò così a discipline non convenzionali per l’epoca: osteopatia, yoga, chiropratica, medicina omeopatica e tante altre. Da questa immersione multidisciplinare nacque una sintesi unica, destinata a ridefinire l’approccio alla postura, alla salute e al potenziale umano. Una visione ampia, un dialogo tra saperi Ida Rolf non fu mai interessata a creare una tecnica isolata. La sua visione era ampia, sistemica, profondamente interconnessa. Intrattenne un proficuo dialogo con altri pionieri del movimento consapevole del XX secolo, tra cui Moshe Feldenkrais, con il quale condivideva l’idea di un corpo in continua trasformazione e di un apprendimento che passa attraverso il sentire e il movimento. Entrambi consideravano il corpo non come un insieme di parti meccaniche, ma come un’unità funzionale, in cui struttura e funzione sono inseparabili. Questo dialogo tra discipline, raro per l’epoca, riflette l’approccio radicalmente interdisciplinare che ancora oggi contraddistingue il Rolfing. La fascia: da intuizione a evidenza scientifica Al centro del metodo sviluppato da Ida Rolf si trova un tessuto connettivo allora poco considerato: la fascia. Rolf intuì che questo tessuto continuo, che avvolge e connette muscoli, ossa e organi, fosse la chiave per comprendere – e modificare – la postura, la mobilità e il benessere globale della persona. Oggi, le sue intuizioni trovano conferma nella ricerca scientifica contemporanea. Il Fascia Research Group di Ulm, in Germania, diretto da Robert Schleip – egli stesso Rolfer e biologo – ha dimostrato attraverso studi biomeccanici e neuroscientifici che la fascia non è un semplice involucro passivo, ma un organo sensoriale attivo, ricco di recettori, capace di trasmettere forze e informazioni in tutto il corpo. Anche il lavoro della professoressa Carla Stecco, anatomista e ricercatrice dell’Università di Padova, ha contribuito in modo determinante a validare l’importanza della fascia nella medicina moderna. I suoi continui studi e ricerca unite alla sistematizzazione della fascia come organo anatomico funzionale rappresentano una solida base scientifica a supporto della pratica del Rolfing. Un’eredità viva, che ispira il futuro Oggi ricordiamo Ida Rolf non solo per quello che ha creato, ma per il coraggio con cui ha osato guardare oltre. Per la sua capacità di credere in qualcosa che ancora non esisteva, ma che aspettava solo di essere visto, sentito, toccato. Essere Rolfer oggi significa portare avanti questa visione. Significa mettere al centro la relazione, l’ascolto, la ricerca. Significa credere che il corpo è un’opera in divenire, che ogni trattamento è un atto creativo, che aiutare una persona a trovare una nuova organizzazione è un gesto profondamente etico. A chi ha scelto il Rolfing® come professione, oggi diciamo: Coltivate quella visione. Onorate quel coraggio. Siate pionieri, come lo è stata lei. Buon compleanno, Ida. Il tuo pensiero cammina con noi, ogni giorno, in ogni gesto, in ogni tocco.
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Sfrutta l’intelligenza innata dei tuoi piedi Le piante dei nostri piedi sono meraviglie di sensibilità. Ricche di recettori, raccolgono informazioni fondamentali per la nostra coordinazione motoria. Ad esempio, percepiscono come distribuiamo il peso. Questa consapevolezza permette al nostro corpo di stabilizzarsi automaticamente, senza bisogno di un intervento cosciente, facilitando così un movimento senza sforzo. Ascolta i tuoi piedi Prova questo piccolo esperimento: stai in piedi con i piedi alla larghezza dei fianchi e chiediti se il tuo peso è più concentrato sull’avampiede o sul tallone. Una volta deciso, sposta intenzionalmente il peso leggermente in avanti verso le dita dei piedi. Riesci a percepire la reazione del tuo corpo? Forse i muscoli dei polpacci si tendono leggermente per impedirti di cadere in avanti? L'esplorazione successiva ti aiuterà a sperimentare l’effetto di un bilanciamento ottimale del peso sui piedi e il suo impatto su tutto il corpo. Inoltre, alla fine di questo articolo troverai un link con suggerimenti per creare un percorso "avventura a piedi nudi" direttamente nel tuo soggiorno. In questo modo, potrai preparare i tuoi piedi a un inizio di primavera più attivo. Il nostro corpo è progettato per muoversi con facilità, e dei piedi attenti giocano un ruolo chiave in questo processo. Sfrutta la potenza della linea centrale Idealmente, quando siamo in piedi, il nostro peso dovrebbe scaricarsi leggermente davanti alle ossa della tibia. Da qui, può distribuirsi sia sulla parte anteriore che su quella posteriore del piede, riducendo il lavoro dei muscoli del polpaccio. Così, siamo pronti a muoverci con elasticità in qualsiasi direzione. Tuttavia, non è necessario cercare di individuare consapevolmente quel punto. Basta chiedersi: “Dove si sta scaricando il mio peso sul terreno in questo momento?” Allenando la tua consapevolezza, risvegli l’intelligenza innata del tuo corpo, che imparerà a trovare la propria coordinazione ottimale senza bisogno del tuo intervento cosciente. L’esplorazione che segue facilita questo processo e, come bonus, è anche molto piacevole. Benessere (non solo) per i tuoi piedi Prendi un paio di calzini invernali spessi e infilane uno sopra l’altro. Poi, posizionali sotto il piede nel punto mostrato nell'immagine, esattamente dove il bordo anteriore della tibia incontra il piede. Ora, percepisci dove il tuo piede nudo tocca i calzini. A seconda del materiale, i calzini potranno sembrare più rigidi o più morbidi. Limitati a sentire questa differenza. Inoltre, i calzini avranno una certa temperatura. E se presti molta attenzione, potresti persino percepire la loro consistenza: è una lana piuttosto ruvida o un cotone fine? Dopo qualche istante di osservazione, prova a fare piccoli movimenti laterali sopra il calzino da un lato all'altro, cioè verso l’interno e l’esterno. Se ti va, puoi anche mettere un piccolo sassolino piatto dentro il calzino. Ma fai attenzione: deve essere piacevole. Le persone con piante dei piedi più dure traggono generalmente maggior beneficio dalla morbidezza, mentre chi ha suole più sensibili potrebbe trovare utile un sassolino piatto nel calzino. Successivamente, poggia nuovamente il piede a terra e percepisci la differenza. Prenditi il tuo tempo… Poi, ripeti con l’altro piede. La percezione richiede pratica Questo è importante: devi percepire ciò che c’è. Anche se sai già che il calzino sarà morbido e di un certo materiale, non basta che la tua mente lo sappia. No, i tuoi piedi devono davvero sentirlo. La conoscenza viene elaborata in aree del cervello diverse da quelle che processano le informazioni sensoriali, che il nostro corpo utilizza per ottimizzare la coordinazione del movimento. Ti sembra di non sapere come fare? Nessun problema. Chiediti semplicemente: “Che temperatura percepisco? È freddo o caldo?” “Che tipo di materiale sento? È morbido o duro?” “Posso percepire qualcos’altro?” Queste domande risvegliano il tuo sistema nervoso, e un giorno il tuo corpo ti darà le risposte. Leggerezza attraverso piedi attenti Se cammini spesso a piedi nudi e sei già abituato a percepire il tuo corpo, probabilmente avrai notato una presenza diversa del tuo piede sul terreno dopo questa piccola esplorazione. Ti è sembrato più naturale e in qualche modo più connesso? Forse hai avvertito una sensazione di rilassamento e morbidezza che si irradiava su per la gamba, fino alla schiena? Se hai percepito questo, hai avuto un primo assaggio di come potrebbe sentirsi il tuo corpo dopo una sessione di Rolfing®. Naturalmente, durante un percorso di Rolfing®, risvegliamo tutto il corpo per portarlo a una vigilanza rilassata e a un movimento senza sforzo. Articolo Originale: https://rolfing.org/articles/blog/joyful-movement-less-effort-barefoot Fonte: European Rolfing Association Autore: Cirsten Verleger, Certified Advanced Rolfer® and Rolf Movement™ Practitioner, Dortmund, Germany. Cover image: generata da IA
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In un recente articolo pubblicato su Structure, Function, Integration (giugno 2025), la psicologa clinica ed Rolfer™ Heather L. Corwin affronta un tema tanto semplice quanto spesso trascurato nella relazione professionale: la capacità di essere testimoni. Cosa significa, davvero, essere presenti mentre si accompagna qualcuno in un processo di cambiamento? Corwin — che ha esercitato come Rolfer™ prima di specializzarsi in psicologia clinica — descrive il "testimoniare" come un gesto semplice ma potente: osservare ciò che accade, riconoscerlo, dargli significato, senza fretta di correggerlo o giudicarlo. Non è passività: è un'attenzione attiva, che si nutre di autenticità e di intenzione. Secondo l'autrice, gran parte dell'efficacia di una relazione professionale nasce proprio da qui — non solo dal risultato tecnico ottenuto, ma dalla qualità della presenza che lo accompagna. Uno dei passaggi più diretti dell'articolo lo racconta bene: "la grazia significa accettare che le persone, me compresa, possano essere imperfette" — un invito a guardare chi abbiamo di fronte (e noi stessi) senza il bisogno di aggiustare tutto subito. Il Tocco Rolfing non è solo un intervento tecnico sulla Fascia Questo principio risuona profondamente con il modo in cui lavora un Rolfer™. Il Tocco Rolfing non è solo un intervento tecnico sulla Fascia: è anche un atto relazionale, fatto di ascolto e di attenzione al ritmo della persona che si ha di fronte. Prima ancora di riorganizzare la struttura nel suo dialogo con la Gravità, il Rolfer™ impara a osservare — come la persona respira, come si muove, come abita lo spazio nella stanza di lavoro. È in questo spazio di ascolto reciproco che, spesso, il cambiamento trova le condizioni per manifestarsi con più facilità: un cliente che si sente visto e accolto tende ad aprirsi con più fiducia al lavoro sul proprio corpo. Uno spunto di riflessione utile per la propria pratica quotidiana L'autrice richiama un principio caro anche a Ida Rolf: guardare la struttura a partire da come funziona, per capire dove e come offrire sostegno — un approccio che richiede, prima di tutto, capacità di osservazione non giudicante. Corwin sottolinea quanto la stabilità interiore del professionista sia essa stessa uno strumento di lavoro: restare presenti e regolati mentre si accompagna un cliente in un momento di cambiamento intenso offre a quest'ultimo un punto di riferimento stabile a cui appoggiarsi. Non si tratta di una competenza clinica, ma di una qualità di presenza che si può coltivare — attraverso la consapevolezza del proprio respiro, delle proprie sensazioni, dei propri limiti nella relazione con il cliente. Un invito, quindi, a considerare l'ascolto di sé come parte integrante della propria formazione professionale continua, non solo la componente più visibile e manuale del lavoro. Prima ancora di toccare un corpo, un Rolfer™ impara ad ascoltarlo. Essere testimoni — di sé e dell'altro — è forse il primo, silenzioso gesto di ascolto. Fonte: Heather L. Corwin, "Can I Get a Witness? A Healer's Most Needed Skill", Structure, Function, Integration - giugno 2025
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Orientarsi Durante le sessioni, si risvegliano e praticano gli orientamenti verso lo spazio e verso la terra. Se la percezione dello spazio, sia interno al corpo, sia esterno, si chiarisce e si bilancia con l'orientamento verso la terra, il danzatore si potrà situare, nello spazio della scena, in modo più consapevole; potrà inter-agire e reagire più prontamente ad altri corpi e fattori esterni: la luce, la scena, gli altri danzatori etc. L'Orientamento e i sensi La ricerca continua dell'organizzazione posturale scaturisce da una costante valutazione, anche non corticale, del proprio equilibrio. L'orientamento fisico risponde e si modula in stretta relazione alle informazioni ricevute dai recettori sensoriali: esterocettori cutanei,†propriocettori, enterocettori†e†recettori vestibolari. Il tatto, la vista, l'udito, l'olfatto giocano, quindi, un ruolo essenziale in questa importante funzione. Per questo, durante le sessioni, l'attivazione consapevole dei sensi è parte integrata e intrecciata con l'intervento sul tessuto connettivo. Mettere radici "sento di più i miei piedi e la terra, sono più stabile, ho dei piedi nuovi, non ho mai sentito così la terra!" Riconoscibile, in queste frasi, il senso di molte altre dichiarazioni di performer e danzatori con cui i Rolfer collaborano. Grazie ad un più netto radicamento, l'apprendimento e l'avanzamento tecnico della danza sono facilitati. La fiducia nei "piedi che imparano a mettere radici" favorisce il senso dell'equilibrio. Sentire la terra vuol dire anche essere in grado di usare al meglio e attivamente la forza di gravità: scaricando il peso a terra, quando serve, e usando la spinta, per spostarsi e saltare. Registrando una maggiore stabilità, il corpo impara a distendere i muscoli, che in modo inadeguato ed eccessivo, si attivano per mantenere l'equilibrio. Spesso nei corpi notiamo che i muscoli più superficiali si comportano come stabilizzatori, si caricano di tensione nel tentativo di colmare la mancanza di tono dei muscoli profondi. Il corpo perde quindi elasticità, tutto impegnato a stabilizzarsi. Accade che anche i diaframmi, naturalmente disegnati per "respirare" (alternativamente contrarsi e distendersi), vengano usati per stabilizzarsi. L'uso improprio dei diaframmi propaga tensione nel corpo. Tramite il Rolfing i muscoli più profondi si riattivano creando la stabilità da dentro e lasciano che la muscolatura in superficie si possa occupare del moto. Sembrerebbe un paradosso: ben radicati siamo pronti ad essere più dinamici. Autore:Anna Paola Bacalov Danzatrice, coreografa e Certified Rolfer™
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Ogni anno il 14 Febbraio, San Valentino, celebriamo l'amore, un sentimento complesso e multidimensionale che può essere descritto come un'intensa forma di affetto, attrazione e impegno verso se stessi, un'altra persona, un gruppo di persone o persino un'idea o un obiettivo. San Valentino è il momento perfetto per regalarsi o regalare a chi si vuole bene "Benessere" attraverso il Rolfing! l'integrazione strutturale Rolfing è il metodo di lavoro corporeo che mira a stabilire armonia ed equilibrio nella tua struttura corporea. Contatta il Rolfer più vicino a te e regalati o regala una seduta di Rolfing adesso! TROVA UN ROLFER Trova il Rolfer a te più vicino e fissa un appuntamento.
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In compagnia di Matteo Semprini Cesari , Certified Rolfer™, Rolf Movement™ Practitioner e Personal Trainer, a Carpi si Terrà il primo Open Day dedicato al Rolfing. Un'occasione per scoprire il metodo definito dalla dott.ssa Ida P. Rolf e avvalorato dalle moderne ricerche scientifiche sulla Fascia. L'incontro si rivolge a tutti coloro che ricercano una maggiore elasticità strutturale, armonia nel movimento ed un migliore allineamento corporeo. Nel corso dell'incontro, solo per i primi iscritti, si avrà la possibilità di provare gratuitamente il metodo e valutarne dal vivo le modalità di azione. Per prenotazioni e informazioni potete contattare direttamente il Centro Kyo al fisso 059643222, oppure il Rolfer™ Matteo Semprini Cesari al cellulare 3402339813 Location: Centro Kyo - Carpi (MO), Via Cattano Nord 108 Telefono: 059643222 Telefono (Matteo Semprini Cesari - Rolfer™): 3402339813 E-mail: [email protected]
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La tensegrità prevede l'utilizzo di elementi rigidi sottoposti a sforzi di compressione ed elementi elastici sottoposti a trazione. Nel nostro corpo possiamo assimilare le ossa agli elementi rigidi e la Fascia connettivale agli elementi elastici. I muscoli diventano degli attuatori del movimento il cui compito è quello di portare deformazioni strutturali. Ecco perché a volte quando si avvertono dolori in alcuni distretti del corpo (ad esempio al collo), la loro causa potrebbe nascere da distretti spesso distanti (ad esempio la schiena) Sotto il video che ne mostra l'interessante modalità di funzionamento.
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Le conseguenze dello stress sulle persone sono da anni ampiamente studiate e confermate. Sappiamo che può essere “stressante” un evento per altri considerato “normale” e che questa valutazione è soggettiva. Secondo la definizione, ancora attuale, data dal primo studioso dello Stress, Hans Selye, negli Anni ‘50, lo stress è quella serie di adattamenti fisiologici ad un evento che viene vissuto come minaccia o avversità. Questa minaccia viene definita “stressor”. La percezione di un evento come “minaccioso” e la successiva riuscita nell’adattarvisi dipende da molti fattori, tra i quali il patrimonio genetico e la struttura di personalità. Un evento, percepito come “minaccioso” e prolungato nel tempo, ha più probabilità di innescare le risposte da stress non adattive e causare quindi patologie. Le conseguenze di una reazione non adattiva allo stressor producono manifestazioni Emotive, come ansia, insicurezza, irritabilità; Cognitive, come perdita della memoria, incertezza decisionale e scarsa concentrazione; Comportamentali come l’abuso di sostanze tranquillanti o stupefacenti, tabagismo, alcolismo, turbe del comportamento alimentare (anoressia, bulimia) Fisiologiche, come disturbi del sonno, disturbi del ritmo cardiaco, della pressione arteriosa; Patologiche come i problemi gastrointestinali, depressione, attacchi di panico, patologie del sistema immunitario. Lo studio di patologie correlate allo stress, come il Disturbo Post Traumatico da Stress, legato ad eventi come la guerra, catastrofi naturali o violenze sessuali, ha permesso di rilevare che le zone “più toccate” dallo stress sono quelle più “profonde” del nostro cervello. Il cervello detto limbico, che ha a che fare con la paura, la rabbia, l’appartenenza sociale, e il cervello detto rettiliano che si occupa del controllo della respirazione e del battito cardiaco e di tutte quelle risposte somatiche collegate alla risposta da stress. Le tecniche “top-down” (dall’alto verso il basso) che utilizzano la parola ed il linguaggio si sono rivelate essere meno efficaci di quelle definite “bottom-up” (dal basso verso l’alto). Detto in termini più semplici: gli approcci che usano il corpo e le emozioni sono maggiormente efficaci nel lenire gli effetti dello stress proprio perché partendo dal corpo e dal vissuto corporeo raggiungono più facilmente le aree del cervello che risentono dello stress. Ed infine il neuro scienziato Bessel Van der Kolk studioso del PTSD (Disturbo Postraumatico da Stress) aggiunge: “Per risultare efficaci, abbiamo bisogno di fare le cose che cambiano il modo di regolare queste funzioni fondamentali (la struttura corporea e conseguentemente le emozioni ed infine il pensiero - NdA), cosa che probabilmente non può essere fatto solo dalle parole e con il linguaggio”. Il Rolfing appartiene, in buona sostanza, a quelle tecniche che riprocessano dal basso verso l’alto permettendo alla persona di diventare più consapevole delle proprie sensazioni psico-corporee. Le conseguenze sono un pensiero più orientato al positivo e alla capacità di confrontarsi con le difficoltà. E’ dunque comprensibile come il Rolfing sia diventato uno strumento molto efficace nel ristabilire le capacità adattive dell’individuo agli eventi stressanti del nostro vivere quotidiano.
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“Martina lamentava di non avere amici e passava i pomeriggi liberi a smangiucchiare qualsiasi cosa davanti alla televisione. Dopo il ciclo di sedute di Rolfing si era iscritta a un’associazione di trekking e a un corso di hip hop e mi ha spiegato che non erano gli amici a non esserci, ma era lei non pronta ad avere amici”. È solo una delle tante storie di adolescenti che hanno fatto pace con il loro corpo quella che racconta Angela Biancalani, Advanced Rolfer™ di Firenze, che utilizza il metodo Rolfing® per migliorare la percezione di sé negli adolescenti, con vantaggi sull’autostima e sulle relazioni. “Il Sé corporeo è l'immagine del corpo che ci formiamo nella nostra mente; è il modo in cui il nostro corpo ci appare – spiega – La percezione della nostra fisicità, nelle sue molteplici sfaccettature (bello, brutto, grasso, magro, impacciato, rigido, elastico, gradevole, orribile, atletico e così via), influenza moltissimo la nostra autostima e quindi le nostre relazioni. Il Rolfing è in grado di modificare la struttura fisica (l'allineamento posturale crea un corpo più slanciato, più armonico, più elastico), di rendere il corpo un luogo più facile da abitare e migliora la percezione di sé”. “Il Rolfing® può risultare un prezioso alleato nel delicato periodo dell’adolescenza. Che la percezione di sé influisca sull'autostima è ormai un dato consolidato a tutte le età, ma questo aspetto è di particolare rilievo negli adolescenti di entrambi i sessi – continua Angela – che vivono un periodo in cui il corpo subisce dei cambiamenti tanto rapidi a volte difficilmente gestibili. Il passaggio da un fisico infantile a uno adulto passa attraverso fasi di reale disarmonia, ci si trova a vivere una trasformazione di cui si stenta a vedere l'evoluzione e l'esito. E questo genera un caos nella mente dei giovani, che si affolla di domande: chi sono? Come mi vedono gli altri? Piaccio? Non piaccio? Bene, in trent’anni di esperienza ho sentito dire spessissimo ‘mi piaccio di più dopo il Rolfing’.” Prima di piacere agli altri devi sentirti comodo dentro di te, fare pace con la tua fisicità, trovare con essa un rapporto meno conflittuale. Blocchi emozionali, traumi, conflitti, posture e stili di vita sbagliati producono restrizioni nei tessuti miofasciali con conseguente riduzione degli spazi nel corpo. Pensiamo allo spazio toracico, all'ampiezza che richiede il respiro, e poi all'immagine dell'adolescente con le spalle incurvate, il torace compresso, la testa in avanti. Quanto questo può influenzare non solo lo sviluppo di una colonna eretta ma anche l'espressione libera dei sentimenti? Il corpo di un adolescente si sta ‘ingrandendo’ e ha bisogno di trovare spazio e non gabbie e impedimenti allo sviluppo fisico e al processo psicologico. Il tocco del Rolfing allenta queste restrizioni e crea lo spazio per facilitare questa crescita. “L'adolescente per difendersi dalle proprie insicurezze, emozioni, conflitti, pressioni dell'ambiente che non riesce più a gestire, irrigidisce la sua corazza generando posture sbagliate – conclude Angela – Ma quelle posture generano a loro volta insicurezza. E così si perpetua un circolo vizioso negativo. Allentare dolcemente con il Rolfing le tensioni miofasciali è un po' come abbattere questa corazza, ammorbidire queste difese. Così la nuova identità fisica più morbida, più spaziosa genera una percezione di sé più consapevole, un dialogo con la parti più profonde e autentiche di sé. Le esperienze relazionali diventano più gradevoli e confermano che non c’è più bisogno di quelle difese”.














