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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Il noto Magazine "Classical Singer" dedicato ai musicisti e ai cantanti professionisti, consiglia il metodo Rolfing® per migliorare le prestazioni canore: Contratture muscolari, cattiva postura e altre inefficienze tecniche possono incidere sulle prestazione di un cantante. Il Rolfing può aiutare ad alleviare molti di questi problemi... Leggi tutto qui Fonte: Classical Singer Magazine Link: www.csmusic.net Versione in inglese sul sito dell'European Rolfing® Association
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Perdita di sonno, disturbi dell’attenzione, vista affaticata, sviluppo dell’iGobba: questi sono solo alcuni degli effetti derivanti da un uso errato di smartphone, tablet e della nuova tecnologia indossabile; l'uso prolungato e scorretto di questi dispositivi, come già dimostrato da diverse ricerche scientifiche, induce i ragazzi ad assumere posture errate che si riflettono sempre più spesso sul benessere e sulla salute generale. L'Associazione Italiana Rolfing® lancia una Campagna Nazionale di sensibilizzazione all’uso responsabile della tecnologia moderna. Numerosi Rolfer™ in tutta Italia saranno, nelle prossime settimane, impegnati in iniziative locali atte a sensibilizzare le famiglie al fine di prevenire l'insorgere di problemi posturali nei bambini e negli adolescenti. Trova il Rolfer™ più vicino a te per saperne di più Il Rolfing® agisce sul corpo e la mente portando equilibrio e armonia nella struttura, attraverso un metodo di lavoro che abbina tocco sensibile e deciso sulla fascia ed educazione al movimento. Concept & Design: Royal Academy Art Director: Marina Blandini Photo: ©Andrea Scirè
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Giovedì 4 febbraio alle ore 15.00 in diretta sulle pagine Facebook di Associazione Italiana Rolfing® o di Formazione Rolfing® Italia, saranno presenti Nicola Carofiglio e Pierpaola Volpones, insegnanti prevalenti di Level 1/Corso per Myofascial Release (Rilascio MioFasciale). Un'occasione live moderata da Marina Blandini, Certified Rolfer™, in cui porre domande e trovare risposte sui nuovi percorsi formativi di Formazione Rolfing Italia e scoprire di più sull'Attestato di Rilascio MioFasciale, l’attestato ideale per tutti coloro che desiderano acquisire competenze ed esperienza nell’ambito del lavoro corporeo. Segui le pagine Facebook di AIR o FRI per rimanere aggiornato SCOPRI I NUOVI CORSI DI FRI
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Biennial Meeting 2026: la comunità europea del Rolfing si ritrova a Innsbruck È tempo di ritrovarsi! Ogni due anni, la comunità europea del Rolfing® si raccoglie per celebrare ciò che ci unisce: la passione per il corpo, la curiosità condivisa e quel senso di connessione che attraversa il nostro lavoro quotidiano — sia nel Tocco Rolfing che nel modo in cui dialoghiamo con la Gravità. Nel 2026 l'appuntamento è a Innsbruck, in Austria, tra le montagne e in un'atmosfera vibrante. Rolfer® da tutta Europa — e dall'Italia — si ritroveranno per imparare, muoversi, scambiarsi esperienze e festeggiare insieme. Workshop, conferenze e i Rolfing® Gathering Days renderanno questa settimana un'esperienza ricca, a livello professionale e personale. Quando: 23–29 settembre 2026 Sede: Haus der Begegnung, Innsbruck, Austria Una settimana per portare la propria presenza, la propria curiosità e la propria voce: questa è la comunità europea, e anche AIR ne fa parte. Rolfing® Gathering Days: il cuore dell'incontro Sabato 26 e domenica 27 settembre sono le giornate centrali del Biennial Meeting: due giorni per ritrovarsi, scambiare esperienze e riscoprire l'essenza della pratica condivisa, attraverso conferenze, dialogo, movimento e momenti di condivisione. Sabato — anche online Conferenze con Peter Schwind, Pierpaola Volpones, Robert Schleip e Russell Stolzoff, insieme alla sessione informativa per i membri. Per la prima volta, il programma del sabato sarà disponibile anche online: una novità pensata per chi non può raggiungere Innsbruck, ma desidera comunque sentirsi parte di questo momento centrale della comunità. Domenica — una giornata costruita insieme Dalle 9 alle 16, una giornata di scambio aperto e informale, con sessioni proposte da membri e faculty su diversi temi. Uno spazio pensato per la connessione, il dialogo e la costruzione di comunità — fatto dalla comunità stessa. Condividiamo e abbracciamo l'unicità della nostra pratica e della nostra comunità, come sempre, insieme alla rete europea del Rolfing®. Per il programma completo, iscrizioni e tutti i dettagli, clicca sotto: visita la pagina ufficiale
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L’esperienza di un Rolfer in Africa Per portare sollievo fisico e armonia nel movimento. Dagli Stati Uniti all’Italia e di qui all’Africa, non ha confini l’applicazione del Rolfing, il metodo di educazione corporea e manipolazione profonda nata negli Stati Uniti: riequilibra la postura, riportando il corpo alla sua efficienza e integrazione originaria. Di questo viaggio racconta Mario F., Rolfer italiano in pensione, che ha trascorso come volontario lunghi periodi in Africa, portando sollievo e armonia del movimento a centinaia di persone, lavorando in due missioni in Etiopia e Tanzania. In questi luoghi manca non solo l’assistenza sanitaria, ma anche quanto necessario a rendere la vita più facile. Sotto le sue mani sono passati anziani e adulti, piegati da una vita di lavoro nei campi e nell’allevamento, privi di adeguati ripari dal freddo, che vivono a 3.000 metri di quota in capanne dove non arriva l’acqua, la luce e il gas. Così pure, Mario, ha lavorato con bambini e ragazzi, che portano nei loro giovani corpi le conseguenze di incidenti e traumi, che talvolta toccano più la mente che il corpo. “Ho dovuto riadattare il Rolfing alla mentalità e alle esigenze di queste persone che, molte volte avevano bisogno di essere ‘riaggiustate’ – spiega Mario F. – più che trattate secondo il metodo classico del Rolfing, che richiede dieci sedute, ognuna dedicata a una parte del corpo. Spesso indicavano il punto critico e volevano un risultato immediato. Così sono stato costretto a personalizzare in modo estremo il mio intervento. Tuttavia, la loro sconfinata fiducia in me e l’efficacia del metodo Rolfing hanno reso possibile veri e propri miracoli”. Come quello che ha vissuto Mary, 16 anni, che da sei mesi viveva raggomitolata su se stessa, con gli occhi chiusi e muta. I fratelli, disperati, dopo aver consultato stregoni, suore e medici, la portavano rigida e immobile come un oggetto ogni due giorni nello studio di Mario. Dapprima si è trattato di distenderle rigidità fisiche: piano piano, alla nona seduta, stava in piedi e muoveva i primi piccoli passi. Alla fine del percorso Rolfing, ha aperto gli occhi e ha parlato: era stata promessa in sposa a un uomo che non conosceva e non voleva. Si era rinchiusa in se stessa, serrando il suo corpo, gli occhi e la bocca, per evitare di doversi sposare. Dal momento che la sua volontà non contava, solo in quel modo era sicura di poter essere rifiutata dal marito. “Il Rolfing mi ha permesso, attraverso le mani, di entrare nel dolore del suo corpo – spiega Mario – e di aprire così anche la sua mente. Ci sono dolori troppo forti da affrontare e il corpo spesso si chiude per difenderci. Nella civilizzata Europa come nel più lontano villaggio africano”. Dall’Africa, Mario ha riportato la meraviglia nell’osservare la postura di certe popolazioni, come quelle della Tanzania. “Camminare è la migliore medicina e loro sono in grado di camminare per ore – spiega – con una leggerezza che deriva loro dall’armonia nella muscolatura e dall’integrazione perfetta con la forza di gravità terrestre, che per noi invece che una leva si è trasformata in un fardello. Noi portiamo sulle spalle il peso della terra, e disimpariamo a gestirlo, dal momento che trascorriamo la nostra infanzia e gioventù seduti sui banchi di scuola, per passare poi il resto della vita dietro ad una scrivania. La nostra civiltà ci fa sedere sempre e male, e dimentichiamo cosa significhi camminare e come farlo. Guardando gli africani ho constatato quanto fosse giusta l’intuizione di Ida P, Rolf, la fondatrice del metodo Rolfing, che sottolineava come la forza di gravità influisca sulla postura e che sia necessario intervenire nel sistema nella sua interezza, riportando ordine e armonia nel corpo”.
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“A Natale regala Benessere con il Rolfing! L'Integrazione Strutturale Rolfing® che dona equilibrio e dinamicità ai movimenti, migliora la postura, incrementa le performance atletiche restituendo maggiore elasticità ed armonia nei movimenti. Un “dono” sempre gradito per far star bene i propri cari! Contatta il Rolfer più vicino a te! Clicca sul link sotto per trovare il Rolfer™ più vicino a te TROVA IL ROLFER
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Un interessante articolo su come il corpo possa divenire tramite di esperienze e nuove percezioni. Leggi tutto qui Fonte: www.craniosacrale.it
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Oggi vi proponiamo un abstract tratto dall'articolo "Pelvic Relationships and the 'Ten Series'" pubblicato sul Dr. Ida Rolf Journal (Marzo 2023) a cura di Lu Mueller-Kaul, Rolfing® SI Instructor, e Tessy Brungardt, Advanced Rolfing Instructor. Nell'articolo l'istruttrice di Integrazione Strutturale Rolfing®, Lu Mueller-Kaul, intervista la collega Tessy Brungardt, istruttrice avanzata di Rolfing®, su come i Rolfer® considerano il bacino durante la "serie di 10 sedute". Dall'approccio olistico alle considerazioni specifiche per ciascuna seduta, Brungardt riflette sulle sfide che studenti e Rolfer incontrano lavorando con le diverse strutture del bacino. Le autrici discutono il perfezionamento della palpazione pelvica e l'acquisizione di familiarità con questa area come strumento per rafforzare le tecniche pelviche in ogni fase della carriera di un integratore strutturale. Un approccio olistico per un equilibrio globale Una delle chiavi di lettura più interessanti è la visione olistica che permea il Rolfing®. L'idea che ogni intervento locale sul corpo abbia ripercussioni sull’intero sistema ci invita a considerare il bacino come un crocevia, influenzato e influenzante. Non si tratta solo di correggere una postura o rilasciare tensioni, ma di ristabilire un equilibrio funzionale che si traduce in un benessere più profondo. Il bacino: punto di unione tra stabilità e movimento L’articolo sottolinea come il bacino rappresenti una zona di connessione fondamentale tra la parte superiore e inferiore del corpo. Questa relazione è evidente nelle interazioni tra piedi, ginocchia e colonna vertebrale. È illuminante, ad esempio, considerare come condizioni apparentemente distanti, come piedi piatti o archi plantari alti, possano influenzare l’allineamento del bacino. Questo dettaglio mette in luce la necessità di un approccio integrato per risolvere problematiche croniche e migliorare il movimento. La precisione del tocco: una competenza da affinare Un altro aspetto cruciale riguarda il modo con cui si agisce sul pavimento pelvico e sulle strutture correlate. Affinare il tocco è essenziale per ottenere risultati significativi. Come indicato da Brungardt, è necessario sviluppare una sensibilità manuale raffinata, accompagnata da una comprensione approfondita delle relazioni anatomiche. Solo così è possibile garantire interventi efficaci e rispettosi della persona. L'educazione del cliente: un ruolo centrale Un punto di forza dell’approccio Rolfing®, evidenziato nell'articolo, è l’importanza dell’educazione del cliente. Spiegare il perché di ogni intervento e fornire strumenti per mantenere i benefici ottenuti favorisce una partecipazione attiva e consapevole. Questo aspetto, spesso trascurato in altri ambiti, rende il Rolfing® non solo un metodo, ma una vera e propria filosofia di benessere. Ogni intervento sul bacino è un'opportunità per esplorare nuove connessioni, migliorare la mobilità e riscoprire un equilibrio spesso dimenticato. Per i professionisti del Rolfing® e per chiunque lavori nel campo del benessere corporeo, questi spunti rappresentano un invito a non smettere mai di imparare, affinare le proprie competenze e, soprattutto, ascoltare il corpo come un sistema vivente e interconnesso. Articolo Originario: Pelvic Relationships and the 'Ten Series Autore: Lu Mueller-Kaul, Rolfing® SI Instructor, e Tessy Brungardt, Advanced Rolfing Instructor. Fonte: Dr. Ida Rolf Journal - March 2023
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Oggi vi proponiamo un abstract dell'articolo di Andrea Brighi, Certified Rolfer® e insegnante di arti marziali, che evidenzia il profondo rapporto tra corpo, gravità e coscienza. Nel testo, intitolato "Dalla gravità alla grazia", pubblicato sul suo blog, Andrea Brighi ci accompagna in un viaggio esperienziale e teorico che mette al centro una delle intuizioni fondanti del Rolfing®: la possibilità di trasformare la relazione con il nostro corpo attraverso l’integrazione nel campo gravitazionale. Spesso consideriamo la gravità come qualcosa che ci schiaccia verso il basso, un peso da contrastare. Il Rolfing®, invece, insegna che proprio grazie a un corretto allineamento strutturale, il corpo può iniziare a collaborare con la gravità, traendone sostegno e stabilità. Come un’artista modella la sua opera con mani esperte, così il Rolfing® aiuta il corpo a ridisegnare la propria struttura e postura, affinando la percezione della gravità, trasformandola da peso a sostegno. In questa prospettiva, il lavoro sul corpo non è solo correttivo o funzionale, ma anche profondamente evolutivo: apre la strada a un nuovo modo di percepirsi e muoversi nel mondo. Andrea Brighi evidenzia come, agendo sulla fascia – il tessuto connettivo che avvolge muscoli e organi – il Rolfing® favorisca il rilascio di tensioni profonde, riportando fluidità, spazio e consapevolezza nella postura e nel gesto. Ma la riflessione non si limita agli aspetti biomeccanici: propone una visione integrata in cui corpo, mente e vissuto emotivo interagiscono costantemente. In questo senso, il Rolfing® si configura come una vera e propria pratica salutogenetica, che sostiene l’individuo nel suo percorso verso equilibrio, benessere e autenticità. Rolfing, strumento di ascolto e connessione con l’ambiente Uno dei passaggi più ispiranti dell’articolo è il concetto di “Antenna di benessere”: il corpo, quando è libero da tensioni e allineato nella sua verticalità, diventa un vero e proprio strumento di ascolto e connessione con l’ambiente. Non solo si muove meglio e respira in modo più ampio, ma sviluppa anche una capacità più fine di percepire ciò che accade dentro e fuori di sé. In questa configurazione, il corpo non è più un semplice veicolo, ma un vero e proprio sensore in grado di orientare la persona verso ciò che lo fa stare bene, favorendo una presenza autentica e vitale nel mondo. Un testo dunque denso di immagini, riflessioni e riferimenti esperienziali, capace di offrire spunti preziosi sia ai professionisti del settore somatico, sia a chi è semplicemente curioso di conoscere più a fondo il potenziale del Rolfing®. LEGGI L'ARTICOLO
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Tratto dalla serie di video "Conversations with the Rolfing® Faculty", un'interessante video-intervista a Jan Sultan sottotitolata da Rolfing® Veneto. Fonte: YoutTube Jan Henry Sultan è un Certified Advanced Rolfer™ che opera a Los Angeles, California Oggi membro attivo della Faculty del The Rolf Institute® of Structural Integration
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Sono tornata all'atletica dopo due anni di dolore. "Sono tornata all’atletica dopo due anni di dolore" Monica, appassionata sportiva, non poteva cedere: per lei il salto in lungo era troppo importante. E il Rolfing l’ha fatta tornare in pista. "E’ successo due anni fa: stavo partecipando a una gara di atletica, quando un salto in lungo si è trasformato in un salto nel buio. Ho spiccato il volo e il mio ginocchio è andato in pezzi, un dolore lancinante. Il legamento anteriore era partito, così come il menisco interno e il bicipite posteriore. Poi sei mesi di fisioterapia, tutti i giorni. Alla fine di questo calvario mi ero rimessa in piedi, ma ero tutta "storta". Il problema più evidente erano le anche. Un giorno mi sono infilata un paio di pantaloni a vita bassa e allo specchio ho visto che le mie anche non erano più alla stessa altezza. Ho consultato due o tre specialisti. La diagnosi era unanime: avevo una gamba più corta dell’altra. Impossibile, le mie gambe erano sempre state uguali, cos’era successo? Ero veramente a terra. Non solo la mia carriera sportiva era naufragata, ma non riuscivo più nemmeno a fare una piccola corsa senza provare dolori dappertutto. Poi un amico mi ha parlato del Rolfing® e sei mesi fa ho iniziato il percorso con Pierpaola Volpones*. Già dalla seconda seduta avevo riacquistato la mobilità del ginocchio. Dopo due anni mi sentivo finalmente bene, potevo di nuovo correre, mi sentivo libera di muovere il corpo. A ogni seduta è come se si cambiasse pelle, è come se il corpo si riprogrammasse. Dicono che il Rolfing è una pratica dolorosa perché lavora in profondità. Io però non ho mai sentito un gran male e comunque è una sensazione che non mi dà fastidio, perché i benefici sono stati impagabili. Ho persino ripreso a gareggiare e la mia anca sta tornando normale. Ho rimesso i jeans a vita bassa e le mie gambe sono di nuovo della stessa lunghezza. Insomma, sono rinata." Fonte: "Starbene" - Testo di Rosella De Nicolò *Pierpaola Volpones è Certified Advanced Rolfer & Rolf Movement Pratictioner™- Insegnante di Advanced Rolfing e Rolf Movement membro della faculty del Dr. Ida Rolf Institute. Maggiori informazioni qui www.volpones.it
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"A World of Opportunity at Rolfing® School" è la video intervista a John Armstrong, presidente dell'European Rolfing Association e pubblicata sul sito ufficiale www.rolfing.org, in cui il si spiegano i vantaggi della formazione e soprattutto gli elevati standard con cui essa viene erogata. Docenti internazionali, di grande esperienza per un'alta formazione professionalizzante ideale per Rolfer™ che desiderano approfondire le loro conoscenze o per coloro già esperti in altre discipline e che desiderano intraprendere una percorso di formazione e approfondimento per diventare un Rolfer™. Pubblicato il 27/11/2019 in calce il video ufficiale. Per informazioni sulle attività formative in Italia, si rimanda al sito ufficiale della formazione www.formazionerolfing.it Fonte: European Rolfing® Association Articolo Originale: A World of Opportunity at Rolfing® School" Direzione Artistica: Marina Blandini (ITA) Edito da: Royal Academy – royalacademy.it Prodotto e supportato da European Rolfing® Association e.V. Tutti i diritti sono riservati
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Rolfing®: è una possibile risposta al tuo dolore cronico? "quella notte e nei giorni successivi osservai come si sente il mio corpo dopo il Rolfing®. Mi sento equilibrato, stabile e con i piedi per terra e sto girando la testa con maggiore facilità. C'è un pochino di morbidezza sul mio petto dove la fascia è stata rilasciata, ma tutto sommato mi piace, come se avessi fatto un buon allenamento... " Un articolo/testimonianza sul Rolfing® e le sue azioni sul benessere generale del corpo, leggi tutto nel link sotto LEGGI TUTTO Fonte originale: http://www.nourishtheguide.com Autore: Ché Miller Versione in inglese sul sito dell'European Rolfing® Association
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In questo articolo pubblichiamo una testimonianza significativa che arriva dal mondo della danza professionale e che mette in luce un aspetto profondo del Rolfing®: la trasformazione del rapporto con il proprio corpo. L’autrice, Judit Ruiz Onandi, Certified Advanced Rolfer®, Rolf Movement™ Practitioner e insegnante, racconta in prima persona come il Rolfing l’abbia aiutata a passare da una visione del corpo come strumento da utilizzare a quella di un vero compagno di viaggio. L'Articolo originale, pubblicato su European Rolfing Associazione - rolfing.org -, esplora non solo gli effetti fisici del lavoro con la fascia e l’integrazione strutturale, ma anche il profondo impatto sulla consapevolezza corporea, sull’ascolto, sulla creatività e sulla resilienza emotiva. È una lettura preziosa per chi, come noi dell’Associazione Italiana Rolfing®, crede nel valore del Rolfing® non solo come metodo per migliorare il benessere e le performance, ma come strumento di relazione con sé stessi. Come il Rolfing ha cambiato il mio rapporto con il corpo come danzatrice Autrice dell’articolo originale: Judit Ruiz Onandi danzatrice professionista, Rolfer® e Rolf Movement™ Practitioner. Come danzatrice professionista, ho vissuto dentro un corpo costantemente impegnato a performare, adattarsi ed essere modellato dalla coreografia. Per anni ho pensato al mio corpo quasi esclusivamente come a uno strumento: qualcosa da allenare, disciplinare e perfezionare. Fare esperienza del Rolfing® e approfondire il ruolo della fascia ha cambiato completamente questa visione. Ha aperto un nuovo percorso di consapevolezza corporea che è diventato essenziale per la mia carriera nella danza. Come danzatrice, il Rolfing mi ha dato la sensazione che il mio corpo sia più di uno strumento: è il mio compagno. La fascia nella danza: perché è più importante di quanto pensi Come molti danzatori, avevo sentito parlare di fascia, ma non ne comprendevo davvero la rilevanza. Il punto di svolta è arrivato quando ho appreso per la prima volta che la fascia può rimanere contratta anche dopo che un infortunio viene considerato medicalmente “guarito”. Mi riconoscevo profondamente in quell’esperienza in cui mi dicevano che andava tutto bene, ma io sentivo che qualcosa non si era ancora ristabilito. Attraverso le sessioni di Rolfing, ho compreso quanto profondamente la fascia possa influenzare quei requisiti fondamentali per la mia carriera di danzatrice: adattabilità e fluidità equilibrio e allineamento efficienza del movimento capacità di percepire e rispondere resilienza a lungo termine in una professione fisicamente impegnativa Non si trattava di un concetto anatomico astratto: era qualcosa che sentivo direttamente nel mio movimento. Rolfing® e fisioterapia: andare più in profondità? Per anni, osteopatia e fisioterapia mi hanno supportata durante stiramenti ricorrenti e il carico cronico della danza professionale. Il loro lavoro è stato prezioso, ma si concentrava soprattutto su momenti di infortunio o di dolore acuto. Dopo quelle sedute il dolore spariva, ma spesso avvertivo che qualcosa di più profondo nel mio corpo continuava a trattenere, qualcosa a cui non riuscivo davvero ad accedere. Il Rolfing ha toccato quello strato. Questo lavoro ha portato un livello di coerenza e facilità che mi accompagnava di nuovo in sala prove. Dopo aver iniziato con il Rolfing, ho avuto una sensazione generale di un corpo molto più adattabile e capace di affrontare richieste fisiche estreme. Per la prima volta ho provato un senso di integrazione, anziché un sollievo temporaneo. Come il Rolfing ha migliorato la qualità del mio movimento Dopo diverse sessioni di Rolfing, il mio corpo si sentiva diverso in modi profondamente significativi per la mia carriera nella danza: più radicato nel trasferimento del peso più chiaro nella direzione e nell’intenzione meno faticoso nell’estensione e nella sospensione più spazioso intorno alle articolazioni più connesso lungo tutta la linea corporea Era come se potessi muovermi con meno “rumore” interno. Il movimento diventava più reattivo e meno faticoso. Il mio dolore cronico alla zona lombare — che mi accompagnava da cinque anni — si è attenuato mentre il corpo si riorganizzava. Il mio corpo ora si sente molto più vivo e sveglio rispetto a 20 anni fa. Dal forzare all’ascoltare: Rolfing e intelligenza somatica La vera trasformazione non è stata solo fisica, ma relazionale. Il Rolfing mi ha aiutata a passare da “Come faccio a far fare questo al mio corpo?” a “Cosa mi sta dicendo il mio corpo su come questo movimento vuole accadere?”. Questo ha cambiato: il modo in cui mi riscaldo il modo in cui recupero il modo in cui gestisco l’intensità il modo in cui affronto vecchie abitudini e la fatica Il mio corpo è diventato meno un oggetto e più un collaboratore. Si è instaurato un nuovo atteggiamento: curiosità anziché pressione. Ho iniziato a trattare il mio corpo con più rispetto, ad ascoltarlo di più, e questo mi ha aiutata ad alleviare disagi o dolori che altrimenti avrei avuto. Chiarezza, creatività e facilità: gli effetti più ampi del Rolfing Più il mio corpo si sentiva organizzato e spazioso, più anche il mio panorama emotivo cambiava. Ho sperimentato maggiore chiarezza durante le prove, più presenza in scena e una sensazione più silenziosa di supporto interno nella vita quotidiana di quel periodo. Ciò che mi ha sorpresa di più è stata la rapidità con cui sono emerse leggerezza e apertura — non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Quello che ha catturato la mia attenzione è stata la sensazione di spazio e leggerezza nel mio corpo e nella mia mente. Il cambiamento non riguardava il fare di più, ma l’ascoltare in modo diverso. Perché il Rolfing® può sostenere i danzatori nel lungo periodo Il Rolfing ha continuato a influenzare il modo in cui mi allenavo e mi prendevo cura di me durante la mia carriera nella danza, aiutandomi a gestire le richieste a lungo termine della vita di un danzatore. Il Rolfing può aiutare i danzatori a sviluppare una relazione più profonda con: la consapevolezza corporea l’organizzazione strutturale schemi di movimento efficienti le risposte allo stress e al sovraccarico Anche dopo aver lasciato il palcoscenico, questo lavoro è rimasto rilevante nel modo in cui comprendo e mi prendo cura del mio corpo. Mi ha offerto un modo per restare in contatto con me stessa — non solo come danzatrice, ma come essere umano in movimento nel mondo. Il mio corpo come compagno – grazie al Rolfing® Imparare a vedere il mio corpo come un compagno ha trasformato il mio approccio al movimento e alla mia carriera di danzatrice di allora — e continua a influenzare la mia vita oggi. Il Rolfing® ha avuto un ruolo significativo in questa trasformazione, offrendo un modo di lavorare con la fascia, la percezione e il movimento che continua a sostenere il mio percorso. Autrice: Judit Ruiz Onandi – Certified Advanced Rolfer®, Rolf Movement™ Practitioner – Irlanda Editing: Sabine Becker Crediti fotografici: Nikola Kostic
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Tempo di Primavera e d’Estate, di corpi che iniziano a togliersi di dosso strati di vestiti ma anche il rallentamento fisiologico dei lunghi mesi invernali. Il sole, il respiro all’aria aperta, il movimento danno gioia e vigore e la natura ci dona ancora una volta il suo miracolo, nel rinnovamento. Ecco però che la risposta al moto, magari, non è più così pronta come alcuni anni fa: “ma come, ho fatto palestra, ginnastica, ma mi sento ‘legato/a’”. In generale nella nostra routine giornaliera stiamo troppo seduti, facendo poco esercizio. Probabilmente la risposta alla mancanza di agilità ed elasticità non è da cercarsi nell’allenamento muscolare, ma in quello fasciale. LA FASCIA La fascia è una rete di tessuto connettivo, che contiene oltre alla matrice di base extrafibrillare (i cui fibroblasti sintetizzano le fibre), fibre proteiche di collagene (più denso) ed elastina. Queste due componenti portano la rete ad essere elastica in una direzione, ma resistente nell’altra, perché dopo essere stata tirata torna alla forma originale. Si può suddividere in fascia superficiale, circa tre cm sotto la pelle, che inguaina tutto il corpo come una muta da sub, e fascia profonda, intrecciata con muscoli, vasi sanguigni e linfatici, tendini e legamenti. Fattore fondamentale per la mobilità ed il recupero muscolare è l’idratazione di questo tessuto, visto che contiene acqua al 70%, ma è anche importante che l’acqua arrivi dove deve; agglutinamenti, compattamenti, tensioni compensazioni, traumi, fanno sì che questa fascia si ispessisca e formi ‘dighe’ e ostruzioni, più o meno profonde, di cui la cellulite femminile è un esempio, ma anche le ben più invalidanti situazioni di dolore . Il Dott.Robert Schleip, direttore delle ricerche sulla fascia all’università di Ulm e nella Associazione Europea Rolfing®, nomina la fascia “Cenerentola” della medicina, in quanto fino a dieci anni fa in ambito medico questo tessuto veniva considerato semplice rivestimento privo di importanza. Ora invece sappiamo che la fascia è come una spugna, se strizzata e rilassata richiama fluidi e nutrienti, come risultato dell’azione dei capillari, contiene varie terminazioni nervose che ci danno la consapevolezza coordinativa e la sensazione di dolore, e immagazzina energia cinetica che dà luogo all’”effetto catapulta”. Il meccanismo catapulta è uno degli aspetti più affascinanti della ricerca sulla fascia: per esempio quando camminiamo il contraccolpo naturale generato dal tendine d’Achille, dalla fascia plantare e dalle fasce associate ai nostri muscoli produce il 50% della nostra forza propulsiva. E’ un effetto di ritorno dell’energia che viene permesso da un buon grado di elasticità, il quale riesce a creare pre-tensione e stretch. Nelle mie sedute individuali con il Rolfing® (www.rolfing.it, FB Rolfing Modena) supporto un obiettivo di elasticità e resilienza nell’allineamento strutturale, utilizzando la manipolazione dei tessuti e l’educazione al movimento, mentre nei miei gruppi insegno ad utilizzare il Blackroll® come strumento per l’automassaggio, insieme ad esercizi di stretching fasciale ed esplorazioni legate ai principi del Rolfing®. Maria Cristina Crivellari Certified Advanced Rolfer Rolf Movement Practitioner Maria Cristina Crivellari è Certified Advanced Rolfer e Rolf Movement Practitioner per approfondimenti clicca qui
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Un corpo osservato con un primo colpo d’occhio, può colpirci per la sua estetica, la sua forma. Se osservato più attentamente, cogliamo la sua struttura, la sua tridimensione, la sua relazione con lo spazio. L’organizzazione delle diverse parti di una struttura corporea nello spazio è oggetto di studio della biomeccanica, le cui leggi sono di tipo fisico. Su un piano fisico, la struttura implica un rapporto delle diverse parti tra di loro e con le forze esterne. Una struttura corporea è formata nel suo insieme da un apparato scheletrico e neuro-muscolare che ci consentono di mantenere una posizione eretta, reagire ai fenomeni ambientali e partecipare alla vita in tutte le sue complesse manifestazioni. L’apparato locomotore costituisce una struttura particolarmente complessa dotata di sistemi capaci di recepire vari tipi di informazioni nervose che giungono dai vari settori del cervello o del midollo spinale. La componente scheletrica ha una funzione di sostegno e di strutturazione per la massa muscolare, questo consente una statica, data dalle condizioni di equilibrio delle forze che su di questo agiscono, e da una dinamica che ne regola il movimento. È estremamente affascinante pensare alla complessa organizzazione neurologica, muscolare e fasciale che la nostra struttura compie nello spazio, sia per organizzarsi in statica, rispetto alla forza di gravità, sia dinamica occupando lo spazio che ci circonda. Quasi ogni parte del nostro corpo può eseguire dei movimenti, grazie alle connessioni tra segmenti scheletrici, le articolazioni. Dal tipo di connessione tra due segmenti ossei, ne consegue una limitata libertà di movimento, oppure movimenti completi di rotazione e scivolamento nelle tre dimensioni dello spazio. La connessione fra i muscoli e i vari segmenti ossei si realizza con la formazione di sistemi di leve di vario grado. (cfr. Kapandji - Fisiologia Articolare). Le articolazioni collegano in alcuni casi due o più ossa consentendo estrema mobilità, come avviene ad esempio negli arti; in altri casi uniscono permettono una mobilità più limitata, come le ossa della colonna vertebrale, in altri casi il movimento è quasi impercettibile, come nel cranio. Nell’organizzazione funzionale che regola la fisiologia del movimento, si possono distinguere un’attività eminentemente nervosa, caratterizzata dalla elaborazione dello stimolo a livello del sistema nervoso centrale e dalla sua trasmissione lungo i nervi periferici fino alla fibra muscolare che viene eccitata a contrarsi e un’attività fasica vera e propria caratterizzata dalla contrazione del muscolo e quindi dalla formazione del movimento in un determinato segmento corporeo. E’ facile dedurre quanto sia complesso organizzare l’equilibrio del corpo umano nella gravità. Il nostro equilibrio ruota attorno a un baricentro, che pressappoco si trova a livello del bacino e che è il punto dove viene a collocarsi la risultante di tutte le forze gravitarie; esso coincide anche con il centro di simmetria, se il corpo è omogeneo. Questo equilibrio è possibile grazie a dei sistemi muscolari flessori ed estensori, deputati a flettere il nostro corpo in avanti e a riportarlo eretto per impedire la caduta. Perché ciò avvenga è indispensabile che tutti i segmenti corporei, a partire dalle caviglie, le ginocchia, le anche, ogni piccolo segmento della colonna vertebrale, le spalle e infine la testa trovino il loro punto di equilibrio tra i muscoli flessori ed estensori, ovvero stabiliscano un "piccolo baricentro": La somma che ne deriva da tutti questi baricentri è un corpo in ordine nei suoi vari segmenti e il baricentro principale della struttura intera è in equilibrio. Questa è in sintesi l’integrazione strutturale, l’obbiettivo del Rolfing; riportare in equilibrio la struttura del corpo attraverso un completo sistema di manipolazioni destinate a bilanciare l’assetto dei tessuti connettivi necessari a mantenere in relazione le diverse parti del corpo nello spazio.
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...ciò consente lo svolgimento di tutte le funzioni (respirare, camminare, sedersi, piegarsi, correre ecc.) senza tensioni e con il minimo dispendio di energia. Immaginiamo il corpo come idealmente costituito da settori impilati l’uno sull’altro seguendo un ordine intorno all’asse verticale rappresentato dalla colonna vertebrale (...) Ecco un estratto di un interessante approfondimento di Angela Biancalani, Certified Advanced Rolfer™ , pubblicato nella sezione "Salute" della rivista online LIFEGATE.it CLICCA QUI PER LEGGERE L'INTERO ARTICOLO Angela Biancalani è una Certified Advanced Rolfer™ che opera a Firenze, Per maggiori informazioni qui
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Mi chiamo Manuela, ho 48 anni e sono una pediatra e rianimatrice neonatale. Ho da sempre una vita molto impegnata tra studi medici, reperibilità in clinica, visite domiciliari e la passione per gli animali: i miei cani ed i cavalli. Nella sfera personale, invece, una malattia invalidante di mio padre mi fa convivere con uno un stress quotidiano non indifferente. Parlando con una mia amica, tempo fa, sono venuta a conoscenza del Rolfing e, di conseguenze, ho conosciuto quella che poi sarebbe diventata la mia Rolfer. Ed è stata una scoperta fantastica! Grazie al Rolfing ho intrapreso un percorso che mi ha segnata, cambiata e rinforzata. E stato un percorso profondo, nel corpo e nella mente, anche se è difficile spiegare quali meccanismi vengano toccati. All'inizio del percorso, dietro consiglio della mia terapista, ho anche associato una depurazione omotossicologica del corpo. Non so cosa avrò smosso, ma a metà sedute ho sentito la necessità di rallentare, tutto mi sembrava 'troppo'. Il desiderio di continuare, però, è stato più forte di questi dubbi e così ho scelto di proseguire. All'improvviso, quando meno lo aspettavo, è avvenuto un cambiamento, inizialmente solo fisico e motorio. Avevo una postura storta a causa di una frattura vertebrale, ma grazie al Rolfing questa è letteralmente sparita, ed inoltre ho acquisito una coordinazione che mi mancava totalmente. Parestesie e formicolii del braccio, che mi accompagnavano durante la notte e quando facevo sforzi intensi hanno iniziato a diminuire, fino a sparire totalmente. Dopo i miglioramenti fisici, è cambiato il mio stato mentale. Oggi percepisco una maggiore stabilità nel camminare, nell'affrontare i problemi e nel pormi quotidianamente verso il prossimo. Mi sento meno leggera, ovvero meno vulnerabile alle tensioni, alle parole e agli avvenimenti. Sto affrontando nuove sfide, grandi, ma con una calma ed una serenità che non conoscevo. Grazie al Rolfing ho deciso di anteporre me stessa al resto, lasciando che gli avvenimenti si manifestino per poi affrontarli, gestirli ed eliminarli. Tutto questo è per me una straordinaria novità, visto che sono sempre stata attenta alle necessità del mio prossimo, con mille impegni, super organizzata e senza mai un momento da dedicare a me stessa. Il giorno della mia prima seduta, la mia Rolfer mi disse che la mia postura indicava che ero una persona "tutta di un pezzo", che tende a sorreggere tutto il mondo sulle sue spalle. Beh, oggi sto gestendo la mia vita quotidianamente, seguendo i miei ritmi e alimentandomi con cura. A volte, quando la tensione per lo stress sale a livelli eccessivi le parestesie tornano. In quei casi, se lo sento, so che posso ricorrere a dei piccoli cicli di Rolfing per ripristinare il mio equilibrio. Testimonianza gentilmente condivisa da Daniela Risser, Certified Rolfer™ Maggiori informazioni su www.danielarisser.com
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Prevenzione e trattamento delle cicatrici post-cesareo: il ruolo della terapia manuale La cicatrice di un cesareo può essere un ricordo tangibile della nascita di un bambino, ma per molte donne può anche rappresentare una fonte di dolore e disagio. Comprendere come il tessuto cicatriziale si forma e come intervenire con trattamenti manuali può fare una differenza significativa nella qualità della guarigione e nel benessere complessivo delle pazienti. Isabelle Gilbert, MSc, Ost. DO, e Lina Amy Hack, Certified Advanced Rolfer®, esplorano in un articolo pubblicato nel Dr. Ida Rolf Journal come la terapia manuale possa influenzare positivamente il processo di formazione delle cicatrici post-chirurgiche, in particolare dopo un parto cesareo. La cicatrice e il ruolo della terapia manuale Ogni area anatomica del corpo ha il proprio tono e rigidità, determinata dalle forze circostanti. Gilbert spiega: "Ogni regione anatomica ha il proprio tono, la propria rigidità, con le proprie forze circostanti. Appena applichiamo un cambiamento fisiologico a questa normalità, potremmo pensare di influenzare la costruzione cellulare della cicatrice" L'intervento manuale, quindi, può aiutare a modulare come le cicatrici si formano, intervenendo nelle prime fasi per prevenire aderenze dolorose e migliorare la qualità del tessuto cicatriziale. Una delle maggiori preoccupazioni con le cicatrici post-cesareo è la possibilità di sviluppare aderenze tra i vari strati fasciali. Queste aderenze sono il risultato delle forze presenti nell'area circostante prima dell'intervento, e più è stata intensa la tensione iniziale, più è probabile che si sviluppino legami rigidi tra i tessuti. La cicatrice stessa, infatti, ha una capacità di estensione ridotta del 20% rispetto alla pelle normale, portando a una maggiore rigidità, come sottolineato da Gilbert. L'importanza di un intervento tempestivo Secondo Gilbert, l'intervento manuale precoce potrebbe essere la chiave per prevenire complicazioni future legate alla cicatrice del cesareo. "Il nostro ruolo potrebbe andare oltre il semplice trattamento delle cicatrici vecchie," - - Gilbert. Intervenire subito dopo il cesareo, ovviamente non nelle prime 48 ore, potrebbe prevenire la formazione di cicatrici dolorose e contribuire a creare un tessuto cicatriziale più sano. Tuttavia, sottolinea anche l'importanza di capire il momento giusto per intervenire e la necessità di ulteriori ricerche per determinare i protocolli ottimali. Un'altra importante considerazione riguarda la continuità dell'intervento. Ripetere le sessioni di terapia manuale potrebbe garantire effetti duraturi e modulare il comportamento dei tessuti prima che diventino un problema. La difficoltà, però, risiede nel dosaggio: interventi eccessivi o inappropriati potrebbero causare complicazioni. Un'opportunità per la terapia manuale preventiva Gilbert e Hack concordano che la terapia manuale preventiva sia ancora ampiamente sottoutilizzata, ma potrebbe rappresentare una svolta nel campo della salute delle donne. Intervenire prima che le aderenze si stabilizzino potrebbe ridurre il dolore associato alle cicatrici e migliorare la funzione del tessuto cicatriziale. "Siamo in un momento emozionante per la terapia manuale," commenta Hack, "c’è molta scienza che ora è possibile applicare alla mia professione di osteopatia e alla nostra professione di terapia manuale." Lo studio delle cicatrici post-chirurgiche e il loro trattamento manuale rappresentano un campo in rapida evoluzione, dove la ricerca e la pratica clinica possono contribuire a migliorare significativamente la qualità della vita di molte pazienti. La terapia manuale offre un potenziale immenso non solo nel trattamento delle cicatrici esistenti, ma soprattutto nella prevenzione delle problematiche legate alle aderenze post-chirurgiche. È necessario continuare a studiare e sviluppare approcci sempre più precisi e personalizzati per garantire un recupero ottimale dopo un cesareo. Con più ricerche e una maggiore consapevolezza dell'importanza della prevenzione, il futuro della terapia manuale nel campo della salute delle donne è promettente e ricco di opportunità. Fonti: Dr. Ida Rolf Journal, articolo di Lina Amy Hack, Certified Advanced Rolfer®, e Isabelle Gilbert, MSc, Ost. DO
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Il corpo non è soltanto una macchina biomeccanica, ma un mezzo vivo attraverso il quale percepiamo, comprendiamo e abitiamo il mondo. La fenomenologia – corrente filosofica sviluppata dal filosofo austro-tedesco Edmund Husserl (1859-1938) e ampliata dal filosofo francese Maurice Merleau-Ponty (1908-1961) – e il Rolfing® si incontrano su un terreno comune: l’esperienza vissuta. Questo dialogo apre nuove prospettive sul tocco, sul movimento e sulla possibilità di trasformare la percezione di sé e la qualità della vita. Fenomenologia e Rolfing®: un linguaggio condiviso La fenomenologia ci invita a tornare alle “cose stesse”, all’esperienza diretta prima di ogni analisi. Merleau-Ponty, filosofo della percezione, sottolineava come il corpo non sia un oggetto tra gli oggetti, ma il veicolo del nostro essere-nel-mondo: un corpo vissuto, sensibile, attivo. Il Metodo Rolfing®, creato dalla biochimica Ida P. Rolf, PhD (1896-1979), condivide questa visione. Attraverso il lavoro manuale e il movimento, non ci limitiamo a “correggere” posture o allineare segmenti corporei, ma accompagniamo la persona a percepire sé stessa in modo nuovo. L’allineamento con la gravità, la fluidità dei movimenti, la scoperta del proprio schema corporeo non sono solo miglioramenti meccanici: sono esperienze esistenziali, che restituiscono presenza e autenticità. Il corpo come ponte Uno dei passaggi più significativi che Rosenstock evidenzia è la trasformazione del corpo da semplice contenitore a ponte tra esperienza interna e mondo esterno. Attraverso il tocco e l’indagine somatica, il cliente è invitato a esplorare sensazioni sottili: “Cosa percepisci nelle spalle mentre sollevi le braccia?” “Come cambia il tuo equilibrio quando pieghi leggermente le ginocchia?” Queste domande non impongono interpretazioni, ma aprono spazi di consapevolezza. È in questi momenti che molti riferiscono di sentirsi, per la prima volta, pienamente presenti nella propria vita. Integrare filosofia e pratiche manuali non è privo di sfide: la fenomenologia, con la sua natura teorica, può sembrare distante dal lavoro concreto del Rolfing®. Concetti come intenzionalità o corpo vissuto richiedono competenza per essere tradotti in applicazioni pratiche. Inoltre, la scienza moderna privilegia spesso i dati misurabili rispetto alle esperienze qualitative. Il compito di praticanti e ricercatori è quello di colmare il divario, mostrando il valore del Rolfing® sia nella sua profondità filosofica che nel suo impatto concreto. Fenomenologia e Rolfing® condividono un impegno comune: restituire centralità all’esperienza incarnata del corpo. Insieme offrono non solo strumenti per trasformare le strutture fisiche, ma una via per rinnovare il nostro essere-nel-mondo. In un’epoca segnata da fretta e disconnessione, recuperare il corpo come fondamento di ogni esperienza significa riappropriarsi della nostra umanità. Come ricordava Ida Rolf, il nostro corpo è in costante dialogo con la gravità e con il campo energetico della Terra: quando questa relazione è armonizzata, emerge non solo salute ma anche un senso più profondo di vitalità. Forse la vera domanda che possiamo porci è: quanto siamo davvero presenti nel nostro corpo, nella nostra vita quotidiana? Fonte: Journal of the Dr. Ida Rolf Institute® - June 2025 Autore: Andrew Rosenstock, Certified Rolfer™














