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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Mi chiamo Carla e ho conosciuto il Rolfing grazie al passaparola: me ne ha parlato con entusiasmo un'amica mentre faceva il percorso delle 10 sedute. Io avevo problemi alla colonna, mi ero praticamente arresa ed ero abituata a muovermi con limitazione e dolore. Per anni sono stata seguita da un professionista, con cui ho fatto un lungo percorso, all'inizio anche interessante, ma che alla fine non aveva portato un risultato ottimale. Iniziate le sessioni di Rolfing invece mi sono resa conto che la situazione gradatamente migliorava, perché la mia la mobilità aumentava e si riduceva il raggio del dolore. Oggi, a distanza di un mese dall'ultima seduta, posso affermare che la situazione di benessere si è stabilizzata. Non ho una schiena "nuova" a causa di eccessivo sport e qualche tamponamento in auto, ma attraverso il Rolfing ho appreso come convivere con la mia schiena, a mettere attenzione alla postura e ad essere attenta al pericolo di movimenti scorretti per la schiena. Trovo che il Rolfing sia un percorso di crescita interiore, di acquisizione di confidenza con il proprio corpo e di una maggiore consapevolezza, comprendendo che i vari "pezzi" costituiscono l'UNO, un prezioso strumento per sperimentare questo pianeta. Mi sento di raccomandare il percorso a chiunque anche come interessantissimo lavoro personale. Sono soddisfattissima della professionista che ho incontrato, che oltre ad essere preparata e coscienziosa, è disponibile e generosissima.
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Il CoLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali) presente il 13 Novembre, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, l'evento nell'evento: dentro "Riparte L'Italia con la Road Map del CoLAP", un'area interamente dedicata alle Professioni del Benessere e Relazioni di Aiuto dal nome "BeCOME - BEnessere, Creatività, Olismo, Movimento, Empowerment". Sarà un'area ricca di attivtà, dedicata completamente ai servizi alla persona: stand, aree dimostrative e talk show dalle 10.00 alle 18.30. Con un area dimostrativa centrale, un'area espositiva e un'area seminariale, sarà possibile incontrare sia chi il Rolfing® S.I. già lo conosce, sia chi vorrebbe capirne di più. Sarà un momento di dialogo, conoscenza, confronto, dove i visitatori potranno interfacciarsi con il mondo del Rolfing S.I. e di tante altre figure professionali che si occupano della persona e del suo benessere
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Advanced Rolfing® Training è un corso (riservato ai soli Rolfer™ associati all'Associazione Italiana Rolfing®) che permette un notevole avanzamento tecnico/conoscitivo; permette infatti di acquisire tecniche più complesse e raffinate da utilizzare nel proprio lavoro. Perfetto come aggiornamento delle proprie competenze, per ampliare l apropria visione e consolidare le conoscenza acquisite portando tutto ad un livello ancor più elevato. Il video concesso dall'Insegnante Pierpaola Volpones vuole essere un sunto della magia che si respira durante i corsi di formazione. Buona Visione
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In conversazione con Andrea Brighi - Certified Rolfer™ e Maestro di Arti Marziali tradizionali cinesi Kung Fu e Taiji e Nicola Carofiglio - Certified Advanced Rolfer™ e Insegnante Internazionale di Rolf Movement™. Scopriamo insieme il loro percorso e come questo abbia portato all'ideazione del laboratorio "Corpo Pieno Corpo Vuoto" maggiori informazioni su www.formazionerolfing.it Andrea Brighi: https://www.andreabrighi.it/ Nicola Carofiglio: https://www.nicolacarofiglio.it
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"Nel metodo Rolfing, il movimento è strumentale all´ascolto di sé e di quei spazi ignorati o congelati da posture professionali, abitudini quotidiane, traumi che necessitano una educazione ( dal lat. ex-ducere, tirar fuori) per una ottimale armonizzazione della posizione del corpo nello spazio in relazione alle accelerazioni del sistema solare nello SPAZIO" Un interessante articolo di Nicola Carofiglio (Certified Advanced Rolfer™ - Insegnante Internazionale di Rolf Movement™ e Rolf Movement™ Practitioner) sul Rolfing® e relazioni tra movimento e ascolto di sè LEGGI TUTTO QUI Maggior informazioni su Nicola Carofiglio qui
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Al via il nuovo programma di webinars GRATUITI promossi dall'European Rolfing® Association (ERA), che si terranno per l'intero mese di Maggio. ERA ha collaborato con alcuni dei principali insegnanti internazionali Rolfing® per offrire una serie di 7 webinars GRATUITI dedicati sia a noi Rolfers™ che a tutti i professionisti nel campo della salute e del benessere. I webinar sono ad accesso libero fino ad esaurimento posti e saranno erogati tramite la piattaforma Zoom Meeting. Ogni webinar sarà poi messo a disposizione per tutti gli iscritti che sono riusciti a seguirli in diretta. Per accedere ai webinar basta compilare il form di iscrizione e attendere le e-mail di invito con le istruzioni per accedere; queste verranno inviate a partire da due giorni delle date in programma. QUI LA LISTA DI TUTTI I WEBINARS IN PROGRAMMA Tra i Teachers, nomi illustri del panorama Rolfing® Internazionale: Robert Schleip, Pedro Prado, Jonathan Martine, Pierpaola Volpones, Kathrin Grobelnik, Kevin Frank, Caryn McHose, Juan David Velez e Peter Schwind.
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Segnaliamo questo interessante articolo di Marcel Teeuw - Certified Rolfer™ - in cui, grazie anche alle ultime dimostrazioni scientifiche, si mette in relazione la Fascia con i dolori muscolari. Ecco un estratto, per la lettura completa si rimanda al sito di origine attraverso il seguente link. "Noi sportivi viviamo con i nostri dolori muscolari. I dolori post-gara o post-allenamento ci dicono che abbiamo lavorato, mentre odiamo i dolori cronici e ricorrenti. Fino a poco tempo fa, nelle palestre ci insegnavano che il dolore è causato da un accumulo di acido lattico o da microtraumi nel tessuto muscolare. Il dolore stesso è un segnale di andare piano e dare tempo al recupero. Nuove ricerche indicano che anche le fasce c’entrano con il dolore. Le fasce sono il tessuto bianco di collagene che passa attraverso i muscoli, li avvolge e li collega con tendini e ossa. Le fasce formano una rete che non solo avvolge e connette i muscoli ma anche i nervi e gli organi e si estende da sotto la pelle fino all’interno delle singole cellule del corpo. Davvero affascinante..." Fonte: www.liguriasport.com Autore: Marcel Teeuw
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Ed eccoci giunti all'ultimo incontro della serie: ROLFING • TERAPIA FASCIALE • ARTI CORPOREE Il 14 Maggio alle ore 18:00 sul canale Facebook di AIR, sarà trasmesso un live meeting con tema: Rolfing Pilates Gyrotonic: La Fascia, organo di Forma e percezione per modulare stabilità, tono, coordinazione Partecipazione libera, basta andare nella pagina Facebook di AIR e attendere l'inizio della live Durata: 1h – Piattaforma Facebook Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Rita Geirola, membro della Facoltà europea di Rofling e Rolf Movement, insegnante Feldenkrais, insegnante Pilates Nicola Carofiglio, Rolfer, membro facoltà europea di Rolf Movement, danzatore, coreografo, istruttore di Gyrotonic e Gyrokinesis Vito Santorsola , Rolfer, operatore Rolf Movement, insegnante di Pilates, Gyrotonic, Gyrotoner, Gyrokinesis Pierpaola Volpones - Chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia SEGUICI SU FACEBOOK! Resta informato! Accedi alla pagina e metti un mi piace per essere avvisato quanto il webinar sarà trasmesso. Non hai un profilo Facebook? Nessun problema, i giorni successivi il video sarà reso disponibile qui e sul canale YouTube Ufficiale Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale.
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Ho fatto le prove di quintetto e non ho avuto alcun problema alla spalla. Ho suonato benissimo... e ho sentito la mano più libera Eseguire gesti ripetuti, senza la consapevolezza di poter affinare il dialogo che il nostro corpo ha con la gravità, può causare rigidità, problemi cronici, affaticamento e limitazioni. Il Rolfing® quando applicato a musicisti, migliora le performance e permette di affrontare rapidamente i percorsi di recupero. Ecco la testimonianza audio di una Violinista professionista dopo le sue sedute con la nostra Eleonora Celli, certified Rolfer in Rimini. VAI ALLA TESTIMONIANZA Eleonora Celli, scrive: "Un esempio di come il tocco attento del Rolfing, che agisce sull'organo della forma corporea (interstizio), e l'educazione all'ascolto consapevole del movimento, riesca a rendere più fluido il movimento nell'intera persona, integrando il gesto artistico, con risultati che portano al miglioramento delle performance artistiche e al migliore utilizzo dell'energia psicofisica." Fonte: movely.it Rolfer: Eleonora Celli - Certified Rolfer e Presidente di Formazione Rolfing Italia
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In questi video Luke - Certified Advanced Rolfer™ Inglese, ci spiega come alleviare alcuni fastidi alla mascella, al collo e alle spalle attraverso semplici esercizi da fare a casa o in ufficio. ARTICOLO IN LINGUA ORIGINALE Articolo originario qui: https://rolfing.org/relieve-stress-rolfing-jaw-neck-shoulder/ Origine Video: Youtube®
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A seguito dell'emergenza sanitaria Covid-19 in atto, considerato l'evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi sull'intero territorio nazionale; nonché in rispetto del decreto ministeriale del 8 Marzo relativo alle misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus Si comunica che: Il Congresso e-CoScienza 2020 fissato per il prossimo 21 Giugno a Bologna sarà spostato in data da destinarsi e presumibilmente in Autunno. Le iscrizioni rimarranno comunque aperte in forma di "pre-iscrizione" non impegnativa: non sarà dunque necessario effettuare il versamento delle quote di partecipazione. Definita la nuova data, tutti gli iscritti saranno contattati dalla segreteria per confermare la presenza e, solo in quel momento, procedere al versamento della quota di partecipazione. Maggiori informazioni su Covid-19 e l'evolversi della situazione qui
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In un mondo dove la comunicazione digitale è diventata uno strumento essenziale anche per i professionisti del corpo, nasce il Corso Introduttivo “Social Network per Rolfer®”, un percorso gratuito pensato per fornire ai Rolfer® le competenze di base per promuovere la propria attività in autonomia attraverso i principali canali social: Facebook, Instagram e LinkedIn. Il corso si sviluppa in 7 incontri online, uno a settimana a partire da giorno 16 Settembre ore 18:30 via Zoom. Avrà un approccio pratico e orientato all’azione, pensato per chi parte da zero o vuole rafforzare le proprie competenze digitali in modo semplice e concreto. Durante il percorso si affronteranno i seguenti temi: Utilizzo strategico dei social network per la promozione professionale Come creare contenuti efficaci: testi, immagini, video e CTA Strumenti per il personal branding Interazione con il pubblico e costruzione di reti professionali Strategie di auto-promozione Analisi delle statistiche e piani editoriali L'obiettivo è fornire conoscenze di base e strumenti immediatamente applicabili, senza necessità di competenze tecniche avanzate. Il programma dettagliato è disponibile nell’area documentale del sito ISCRIZIONI CHIUSE
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Accade spesso che il nostro corpo si irrigidisca o si blocchi progressivamente, come se qualcosa ne avesse alterato il naturale equilibrio. Questo può avvenire indipendentemente dal fatto che si faccia o meno sport e movimento. Come mai? Le cause posso essere molte, ma possiamo individuarne principalmente sei: la forza di gravità, gli errori posturali, le lesioni, le malattie, un esercizio fisico eccessivo, errato o carente, i disturbi emotivi. La Forza di Gravità La forza di gravità, che la maggior parte di noi si limita semplicemente a dare 'per scontata' e tende a non considerare, è in realtà ciò che caratterizza ogni aspetto della vita sulla terra. Essa comprime, tende, contorce e piega il nostro corpo, senza mai interrompersi. Quando però ci si entra in conflitto, emergono alcune stimolazioni sensoriali del corpo, come la stanchezza cronica o i problemi nei movimenti, che nascono proprio per segnalarci un malessere. Il Movimento e il gesto motivante Per vivere meglio, dunque, è fondamentale conoscere il nostro corpo ed avere un corretto senso del movimento. Questo, a seconda delle condizioni della 'struttura', può essere di diverso tipo: sottile, acuto, ricettivo, inattivo. Oppure può inibirsi, fino ad arrivare alla paralisi. Basta infatti che una tensione si instauri spasmodicamente in un segmento corporeo per comprometterne la coordinazione motoria, e con essa l'abilità di reazione agli stimoli del mondo esterno. In casi simili, l'esercizio fisico può aiutare, ma non risolve il problema. A farlo è l´approccio, il gesto motivante, che renderà il movimento una espansione del momento, in una sorta di continuo dialogo tra spazio e tempo nel quale il corpo si muove in relazione alla forza di gravità. Lo Sport e la percezione del Movimento Se la percezione dei nostri movimenti è un aspetto fondamentale per la vita di chiunque, lo è a maggior ragione per chi pratica sport, a qualunque livello. I movimenti ripetitivi e agonistici che ricorrono in molte discipline richiedono precisione e concentrazione su precise parti del corpo. Ad esempio, un tennista dalle spalle 'cascanti', continuerà a tenerle in tensione pur allenandosi per lungo tempo. Allo stesso modo, un corridore che ha degli arti rigidi potrà correre per decine di chilometri senza essere in grado di avvertire le tensione e l'usura dei propri tessuti. Come fare, allora, ad avere la consapevolezza necessaria per muoversi in modo armonico ed efficace nello spazio? Il Rolfing® è la soluzione Il Rolfing è la soluzione a questo tipo di problematiche. Il metodo corporeo creato dalla Dr. Ida Rolf è un vero e proprio processo educativo che ha come obiettivo l'affinamento della comunicazione con il proprio spazio interiore, affinché il movimento possa essere potenziato ed eseguito in armonia con la forza di gravità. Per raggiungere questo obiettivo, il Rolfer pratica al cliente delle manipolazioni del tessuto connettivo e gli fa eseguire specifici esercizi di percezione corporea che, come risposte del sistema nervoso alla organizzazione delle masse corporee nello spazio, doneranno al cliente una maggiore rilassatezza. In questo modo, la persona che prima era sopraffatta dai dolori articolari e dalle lesioni (o peggio ancora che soffriva di problemi tali da impedirgli il normale movimento) si potrà liberare da tutte le tensioni per tornare a godere del proprio benessere psicofisico. di Nicola Carofiglio Certified Advanced Rolfer – Rolf Movement Practitioner
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Il corpo non è soltanto una macchina biomeccanica, ma un mezzo vivo attraverso il quale percepiamo, comprendiamo e abitiamo il mondo. La fenomenologia – corrente filosofica sviluppata dal filosofo austro-tedesco Edmund Husserl (1859-1938) e ampliata dal filosofo francese Maurice Merleau-Ponty (1908-1961) – e il Rolfing® si incontrano su un terreno comune: l’esperienza vissuta. Questo dialogo apre nuove prospettive sul tocco, sul movimento e sulla possibilità di trasformare la percezione di sé e la qualità della vita. Fenomenologia e Rolfing®: un linguaggio condiviso La fenomenologia ci invita a tornare alle “cose stesse”, all’esperienza diretta prima di ogni analisi. Merleau-Ponty, filosofo della percezione, sottolineava come il corpo non sia un oggetto tra gli oggetti, ma il veicolo del nostro essere-nel-mondo: un corpo vissuto, sensibile, attivo. Il Metodo Rolfing®, creato dalla biochimica Ida P. Rolf, PhD (1896-1979), condivide questa visione. Attraverso il lavoro manuale e il movimento, non ci limitiamo a “correggere” posture o allineare segmenti corporei, ma accompagniamo la persona a percepire sé stessa in modo nuovo. L’allineamento con la gravità, la fluidità dei movimenti, la scoperta del proprio schema corporeo non sono solo miglioramenti meccanici: sono esperienze esistenziali, che restituiscono presenza e autenticità. Il corpo come ponte Uno dei passaggi più significativi che Rosenstock evidenzia è la trasformazione del corpo da semplice contenitore a ponte tra esperienza interna e mondo esterno. Attraverso il tocco e l’indagine somatica, il cliente è invitato a esplorare sensazioni sottili: “Cosa percepisci nelle spalle mentre sollevi le braccia?” “Come cambia il tuo equilibrio quando pieghi leggermente le ginocchia?” Queste domande non impongono interpretazioni, ma aprono spazi di consapevolezza. È in questi momenti che molti riferiscono di sentirsi, per la prima volta, pienamente presenti nella propria vita. Integrare filosofia e pratiche manuali non è privo di sfide: la fenomenologia, con la sua natura teorica, può sembrare distante dal lavoro concreto del Rolfing®. Concetti come intenzionalità o corpo vissuto richiedono competenza per essere tradotti in applicazioni pratiche. Inoltre, la scienza moderna privilegia spesso i dati misurabili rispetto alle esperienze qualitative. Il compito di praticanti e ricercatori è quello di colmare il divario, mostrando il valore del Rolfing® sia nella sua profondità filosofica che nel suo impatto concreto. Fenomenologia e Rolfing® condividono un impegno comune: restituire centralità all’esperienza incarnata del corpo. Insieme offrono non solo strumenti per trasformare le strutture fisiche, ma una via per rinnovare il nostro essere-nel-mondo. In un’epoca segnata da fretta e disconnessione, recuperare il corpo come fondamento di ogni esperienza significa riappropriarsi della nostra umanità. Come ricordava Ida Rolf, il nostro corpo è in costante dialogo con la gravità e con il campo energetico della Terra: quando questa relazione è armonizzata, emerge non solo salute ma anche un senso più profondo di vitalità. Forse la vera domanda che possiamo porci è: quanto siamo davvero presenti nel nostro corpo, nella nostra vita quotidiana? Fonte: Journal of the Dr. Ida Rolf Institute® - June 2025 Autore: Andrew Rosenstock, Certified Rolfer™
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C'è una parte del nostro corpo che può rappresentare la soluzione ideale per risolvere i problemi articolari e migliorare le prestazioni sportive delle persone: si tratta della Fascia muscolare, quel tessuto connettivo che si irradia per tutto il nostro corpo e che è dotato di una straordinaria potenza, molto spesso sottovalutata. Negli ultimi decenni, però, medici, biologi e fisioterapisti hanno iniziato a studiarla a fondo, comprendendone l'enorme valore per la nostra salute. Ma come è composta la Fascia ed in che modo si irradia nel nostro corpo? Esistono varie 'reti', connessioni e catene di tessuto connettivo. Vediamone insieme le principali: 1) La rete delle fasce addominali La rete delle fasce addominali è composta da tre strati: uno verticale - che va dallo sterno al pube -, uno diagonale e uno orizzontale. 2) La connessione del petto con il braccio All'interno dell'avambraccio esiste una catena mio-fasciale, che attraversa il gomito e i bicipiti, per poi connettersi ai pettorali e allo sterno. 3) La catena che attraversa arco plantare, adduttori e pavimento pelvico Questa catena corre dall'arco del piedi, attraverso gli adduttori, e arriva al pavimento pelvico. In questo modo rafforza l'articolazione del ginocchio. 4) La catena spalle-gomito Essa corre dalla parte esterna del braccio ed è connessa con il deltoide, alcuni parti del trapezio, il collo e la spina dorsale. 5) La fascia della coscia Questa Fascia corre dal bacino e arriva fino sotto il ginocchio. 6) Catena dorsale diagonale Questa complessa catena collega la parte superiore con la parte inferiore del corpo. Corre dal gluteo fino ad arrivare al grande dorsale e viene ricoperta da una fascia che si estende su tutto il dorso. 7) La Rete Il tessuto connettivo percorre tutto il corpo. Dove si addensa, forma catene che connettono varie parti del corpo, inclusi muscoli e ossa. Ricerca scientifica e Fascia: il parere degli esperti. Tra i massimi esperti mondiali sulla Fascia c'è il Dr. Robert Schleip, biologo, ricercatore e direttore della Fascia Research Group alle Università di Ulm, in Germania. Schleip chiama il tessuto connettivo “l'organo Cenerentola”, perché per centinaia di anni questa struttura è rimasta ignorata dalla ricerca, pur occupando ben il 20% del volume del corpo umano. Schleip si è avvicinato alla Fascia quando lavorava come Rolfer, professione che lo aveva portato a scoprire gli incredibili risultati che si riuscivano ad ottenere lavorando su questo tessuto connettivo. Agli inizi dei suoi studi, per la medicina la Fascia era quasi considerata un 'fastidio': “nei corsi di anatomia – spiega lo studioso - i dottori erano addirittura contenti quando potevano togliere quello che era visto come un semplice tessuto bianco senza forma, che se eliminato rendeva più visibili la carne rossa e gli organi.” Siegfried Mense, Professore di Anatomia alle Università di Heidelberg, Germania, prevede che “il tessuto connettivo sarà sempre più importante nelle valutazioni dei medici, insieme a muscoli ed articolazioni”. Il motivo è semplice: “la fascia dorsale ha più ricettori nervosi che i muscoli erettori della schiena“. Ciò significa che la rete di tendini, legamenti e tessuto connettivo costituisce semplicemente il più grande organo sensoriale del corpo umano. Essendo collegata anche con il sistema nervoso simpatico, inoltre, la rete connettivale influisce in modo sensibile anche sullo stress. Anche l'Italia sta dando il suo apporto alla ricerca sulle Fasce. Ad occuparsene, con successo, sono i ricercatori Carla ed Antonio Stecco, considerati tra i pionieri degli studi sul tessuto connettivo, i quali recentemente hanno scoperto che in persone con problemi alla cervicale, la Fascia nella zona del collo è più densa rispetto a quella in persone sane. L'età e lo stato della Fascia: i bambini e gli anziani. L'età dell'individuo si riflette in modo profondo sullo stato del tessuto connettivo. Mentre i giovani hanno una tipologia di tessuto che assomiglia ad una sorta di 'calza di nylon', col passare degli anni si formano collegamenti trasversali e, quando ci si avvicina la vecchiaia, il tessuto perde la sua elasticità. “E' come il corpo avesse un vestito troppo piccolo”, sottolinea la Rolfer, istruttrice di Fascial Fitness e di Yoga Daniela Meinl. “Il nostro intervento chirurgico sulle Fasce aiuta i bambini che soffrono di paralisi spastica”, spiega Peter Bernius, primario del reparto Pediatria e Neuro-ortopedia all'ospedale Schön, a Monaco di Baviera. In questi soggetti gli spasmi muscolari fanno indurire la muscolatura e anche le Fasce, fino al punto che il muscolo non ha più la capacità di muoversi ed i pazienti iniziano a camminare sulle punta dei piedi. Con l'intervento sul tessuto connettivo, invece, la maggior parte dei pazienti riesce a muoversi meglio ed a ritrovare la fluidità di prima Gli esercizi specifici, come lo stretching dinamico, 'ringiovaniscono' le strutture fasciali, perché stimolano delle cellule nel tessuto connettivo, chiamate fibroblasti, a rinnovare la rete di collagene. Affinché questo si verifichi con cambiamenti misurabili, spiega il Dr. Schleip “si impiegano tra le 9 e le 14 settimane”. La Fascia e lo Sport, un legame sempre più stretto. Le potenzialità della Fascia sono al centro delle ricerche e delle pratiche sportive di ogni tipo, dal calcio al golf fino al basket. Uno dei connubi più famosi in tal senso è quello voluto dal capo fisioterapista della nazionale tedesca di calcio Klaus Eder, che da decenni sta ottenendo risultati impressionanti grazie al suo lavoro sul tessuto connettivo. Kristina Rothengatter, giocatrice golf professionale, racconta così la sua esperienza: “volevo diventare più mobile nelle articolazioni dell'anca e delle spalle per poter colpire più forte la pallina. Per questo mi sono rivolta ad un allenatore Fasciale. Grazie a lui ho cambiato completamente la mia routine di riscaldamento: mentre prima facevo stretching statico, ora faccio stretching in movimento”. Molti atleti lavorano autonomamente sulla Fascia grazie ad un attrezzo specifico, il Blackroll. A spiegare come ci pensa il giocatore di basket Andrej Mangold: “per noi usarlo è ormai diventata routine, tanto che i nostri allenatori chiamano questa pratica igiene muscolare, che come la igiene orale va praticata ogni giorno”. Che effetti ha questa 'pratica quotidiana'? “All'inizio mi faceva male, ma ora lo sento come massaggio rilassante, ed inoltre i miei tempi di recupero si sono accorciati”. Il Rolfer e studioso della Fascia Markus Rossmann lavora soprattutto con allenatori di calcio, ai quali insegna nuovi sistemi di allenamento e particolari metodi di 'manutenzione' delle fasce. Nella sua attività con gli sportivi, Rossmann ha dimostrato che quando si ha una rete fasciale più elastica il corpo usa meno energia, e che una corretta stimolazione del tessuto connettivo da parte del professionista aumenta le prestazioni dell'atleta. La maggior parte dei terapisti sportivi, come Klaus Eder, lavora sulle Fasce a mani nude, mentre altri, come Sven Kruse, adottano strumenti particolari per non compromettere le proprie dita. Lo Yoga Fasciale. Un'altra variante dell'allenamento delle Fasce è lo Yoga fasciale. In esso si cambiano gli angoli di lavoro degli arti e si introducono elementi dinamici, come lo spostamento del piede o una inclinazione della parte superiore del corpo. Questo perché, conclude la Rolfer Daniela Meinl “la parte tendinosa delle fasce non viene stimolata abbastanza nello yoga classico”. Fonte: Focus Germania, 7 Novembre 2015 traduzione e sintesi di Marcel Teeuw Certified Rolfer® e Rolf Movement™ Practitioner
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Il Webinar in programma per 12 Giugno sarà diviso in due parti, nella prima la dott.ssa Carla Stecco parlerà di “Fasce e pavimento pelvico“ e delle sue ultime ricerche scientifiche e dei loro riscolti pratici. Nella seconda parte interverranno la prof.ssa Rita Geirola e prof.ssa Pierpaola Volpones con un focus su "Dinamica del bacino e le relazioni con le funzioni del cammino e del respiro". Un webinar di approfondimento altamente consigliato per: Rolfer, Insegnanti di Yoga, insegnanti di Feldenkrais, Massaggiatori, Fisioterapisti, Personal trainer, Terapisti, Osteopati e a tutti i Professionisti del lavoro corporeo. La ricerca della dott.ssa Carla Stecco è una punta di diamante per i professionisti che si occupano di manipolazione della fascia. La precisione e chiarezza della sua capacità espositiva, è una qualità che rende semplice la comprensione della struttura fasciale funzionale ed efficace l’applicazione in ambito terapeutico e riabilitativo. Maggiori informazioni e iscrizioni cliccare nel link sotto: ISCRIVITI ADESSO
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Dopo molti anni in cui è stata poco considerata, oggi i ricercatori ed i biologi di tutto il mondo stanno dedicando ricerche approfondite allo studio di un particolare tipo di tessuto connettivo: le Fasce muscolari, ossia quella rete di guaine fibrose e biancastre che attraversa tutto il nostro corpo. Le Fasce stanno assumendo un ruolo sempre più importante nell’ambito medico-scientifico, tanto che alcuni esperti le individuano come un “nuovo sistema di comunicazione del corpo”, una sorta di rete vitale dalle potenzialità ancora inespresse. Per la medicina si tratta di un campo del tutto nuovo, che consente di passare dall'immagine di rigida struttura ossea ad un modello dinamico, costituito dal tessuto connettivo delle fasce che si estende attraverso l’intero organismo e supporta ogni parte interna del corpo. Quel che è poco noto è che il tessuto connettivo è una struttura di raccordo, che funziona come un vero e proprio nuovo organo e che si trova ovunque: nei tendini, nei muscoli, nelle cartilagini, connettendo la testa coi piedi ed avvolgendo e penetrando in tutti gli organi. Per capire l'importanza delle Fasce, immaginiamo che se eliminassimo tutto quello che c'è dal tronco del nostro corpo, fino ad arrivare al tessuto connettivo, la forma umana rimarrebbe comunque completa: sarebbe un corpo dentro un corpo. Ma se provassimo a separare il tessuto connettivo dagli organi, ci troveremo di fronte ad un compito impossibile, perché la Fascia muscolare penetra molto più a fondo del semplice strato di rivestimento ed avvolge ogni singola cellula muscolare, come fosse una sorta di alveare organico. La Fascia: ecco com'è formato uno degli organi di senso più importanti Per capire quanto sia importante la Fascia basti pensare che ben l’80% delle terminazioni dei nervi si trova nel tessuto connettivo che delimita i muscoli nella zona sottocutanea. Tale rete è densa di sensori di movimento ed è fondamentale per la propriocezione, ossia per quella capacità di riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e di percepirne il movimento. Il tessuto connettivo, oltre ai sensori di movimento, è anche ricco di recettori del dolore: potendo farci provare dolore, può divenire esso stesso la causa di malessere. Ciò può accadere, ad esempio, nella Fascia toraco-lombare, la quale sovente può essere la fonte di mal di schiena che appaiono altrimenti inspiegabili. In situazioni simili, le cause del dolore non risiedono quindi solo nei muscoli o nelle articolazioni, come invece si è sempre pensato, ma potrebbero essere dovute all’incapacità del tessuto connettivo di svolgere il suo ruolo di 'lubrificante'. Serve allora che un trattamento manuale in grado di riequilibrare questo malessero, che renda le fasce nuovamente scorrevoli tra loro e promuova lo scivolamento degli strati uno sull’altro. Gli studi sulla Fascia e le ricerche del Dr. Robert Schleip Robert Schleip, Rolfer, biologo umano, psicologo e fisioterapista è tra i più grandi studiosi della Fascia al mondo. Schleip è riuscito a dimostrare, in maniera scientifica, cosa accade quando la Fascia viene sottoposta a trattamenti manuali. Lo studioso ha sottoposto la Fascia a dosi di stress meccanico e ha dimostrato che questa può contrarsi indipendentemente dal muscolo. Si tratta di una scoperta eccezionale, da cui emerge la possibilità che possa essere anche il solo tessuto connettivo, e non più il muscolo, a trasmettere dolore al resto del corpo. In questo modo scopriamo che delle lesioni croniche delle mani possono causare dolori alle spalle, che piccole distorsioni del ginocchio possono provocare il mal di schiena e così via. Sebbene l’avanzare delle età renda le fasce meno flessibili, non è questo il fattore principale che determina il dolore: a causarlo sono soprattutto le micro lesioni non diagnosticate, siano esse distorsioni, contusioni oppure ferite. Essendo le Fasce molto reattive agli stimoli meccanici, inoltre, anche il poco o troppo sport può causare problemi fastidiosi, così come ad influire sul nostro benessere possono esser lo stress o un'alimentazione errata. Negli ultimi anni, poi, si è scoperto che molte patologie diffuse possono derivare da problemi al tessuto connettivo: la spalla congelata, le vene varicose, il bruxismo, patologie dell’intestino e dei polmoni, dell’anca o del ginocchio, malattie reumatiche. E non solo. Secondi i recenti studi sembrerebbe che lo scorrimento dei tessuti sia così fondamentale per la nostra salute che i ricercatori stanno prendendo in considerazione anche la sua influenza su patologie gravi come il cancro e il tumore maligno. Come tenere le Fasce in salute? Ad aiutarci c'è il Rolfing Cosa si può fare contro “l’infeltrimento” delle Fasce? A riguardo, Robert Schleip dice: “chi non si muove si blocca”. I movimenti elastici, infatti, stimolano il benessere delle Fasce, a patto che all’organismo venga dato il tempo di adattarsi ai cambiamenti. Saltellare, ballare, correre a piedi nudi su terreni diversi o fare arrampicata aiutano lo scorrimento dei tessuti,ma prima è necessario 'sbloccarsi', attraverso metodi di lavoro che prevedano la manipolazione delle fasce per sciogliere le tensioni e lenire il dolore. Il metodo più efficace per farlo è il Rolfing, la tecnica ideata dalla biochimica americana Ida Paolina Rolf che, già alla metà del secolo scorso, attribuiva alla fascia un ruolo decisivo nell’insorgenza del dolore e negli errori di postura. In un ciclo di dieci sedute, il Rolfing è in grado di ristabilire la corretta condizione delle Fasce, grazie alla combinazione di massaggi del tessuto connettivo in profondità ed esercizi di postura. Tratto dall’articolo della professoressa Carla Stecco pubblicato su Geo Italia. Sintesi di Maria Rosaria Busia, Certified Rolfer™, Rolf Movement™ Practitioner
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Il metodo Musireset® è un metodo unico ed efficace per aiutare tutti i musicisti a superare i problemi di distonia focale e migliorare i propri movimenti rendendoli più leggeri e veloci; unisce i principi del Rolfing® con gli studi e l'esperienza di Elmar Abram, Rolfer™ esperto, che da anni si dedica alla ricerca sulle problematiche dei musicisti (distonia focale, contratture, infiammazioni dolori e affaticamento muscolare) Per informazioni sul metodo musireset clicca qui Location: Orti Giuli GelARTEria - Via Belvedere 38 - Pesaro Time: 18:00
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Un corpo osservato con un primo colpo d’occhio, può colpirci per la sua estetica, la sua forma. Se osservato più attentamente, cogliamo la sua struttura, la sua tridimensione, la sua relazione con lo spazio. L’organizzazione delle diverse parti di una struttura corporea nello spazio è oggetto di studio della biomeccanica, le cui leggi sono di tipo fisico. Su un piano fisico, la struttura implica un rapporto delle diverse parti tra di loro e con le forze esterne. Una struttura corporea è formata nel suo insieme da un apparato scheletrico e neuro-muscolare che ci consentono di mantenere una posizione eretta, reagire ai fenomeni ambientali e partecipare alla vita in tutte le sue complesse manifestazioni. L’apparato locomotore costituisce una struttura particolarmente complessa dotata di sistemi capaci di recepire vari tipi di informazioni nervose che giungono dai vari settori del cervello o del midollo spinale. La componente scheletrica ha una funzione di sostegno e di strutturazione per la massa muscolare, questo consente una statica, data dalle condizioni di equilibrio delle forze che su di questo agiscono, e da una dinamica che ne regola il movimento. È estremamente affascinante pensare alla complessa organizzazione neurologica, muscolare e fasciale che la nostra struttura compie nello spazio, sia per organizzarsi in statica, rispetto alla forza di gravità, sia dinamica occupando lo spazio che ci circonda. Quasi ogni parte del nostro corpo può eseguire dei movimenti, grazie alle connessioni tra segmenti scheletrici, le articolazioni. Dal tipo di connessione tra due segmenti ossei, ne consegue una limitata libertà di movimento, oppure movimenti completi di rotazione e scivolamento nelle tre dimensioni dello spazio. La connessione fra i muscoli e i vari segmenti ossei si realizza con la formazione di sistemi di leve di vario grado. (cfr. Kapandji - Fisiologia Articolare). Le articolazioni collegano in alcuni casi due o più ossa consentendo estrema mobilità, come avviene ad esempio negli arti; in altri casi uniscono permettono una mobilità più limitata, come le ossa della colonna vertebrale, in altri casi il movimento è quasi impercettibile, come nel cranio. Nell’organizzazione funzionale che regola la fisiologia del movimento, si possono distinguere un’attività eminentemente nervosa, caratterizzata dalla elaborazione dello stimolo a livello del sistema nervoso centrale e dalla sua trasmissione lungo i nervi periferici fino alla fibra muscolare che viene eccitata a contrarsi e un’attività fasica vera e propria caratterizzata dalla contrazione del muscolo e quindi dalla formazione del movimento in un determinato segmento corporeo. E’ facile dedurre quanto sia complesso organizzare l’equilibrio del corpo umano nella gravità. Il nostro equilibrio ruota attorno a un baricentro, che pressappoco si trova a livello del bacino e che è il punto dove viene a collocarsi la risultante di tutte le forze gravitarie; esso coincide anche con il centro di simmetria, se il corpo è omogeneo. Questo equilibrio è possibile grazie a dei sistemi muscolari flessori ed estensori, deputati a flettere il nostro corpo in avanti e a riportarlo eretto per impedire la caduta. Perché ciò avvenga è indispensabile che tutti i segmenti corporei, a partire dalle caviglie, le ginocchia, le anche, ogni piccolo segmento della colonna vertebrale, le spalle e infine la testa trovino il loro punto di equilibrio tra i muscoli flessori ed estensori, ovvero stabiliscano un "piccolo baricentro": La somma che ne deriva da tutti questi baricentri è un corpo in ordine nei suoi vari segmenti e il baricentro principale della struttura intera è in equilibrio. Questa è in sintesi l’integrazione strutturale, l’obbiettivo del Rolfing; riportare in equilibrio la struttura del corpo attraverso un completo sistema di manipolazioni destinate a bilanciare l’assetto dei tessuti connettivi necessari a mantenere in relazione le diverse parti del corpo nello spazio.
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Dalla rubrica "Ho cura di me: scelgo il Rolfing®" promossa dall'Associazione Italiana Rolfing® e Formazione Rolfing® Italia: curiosità, aneddoti e conversazioni dal mondo della comunità italiana dei Rolfer™. Ecco il terzo incontro con Cristina Lazzarini & Annalisa Di Salvo, Certified Rolfer™














